No Concept, di Giovanni Allevi

Anakin
2 febbraio 2008

no_concept_allevi.jpg

Come «preludio» all’attività di Sound Review, che ci auguriamo diventi sempre più ricca ed interessante, partiamo con una breve recensione, tenendo fede al nome del nostro sito. Protagonista, uno dei pianisti più popolari di questi ultimi tempi: Giovanni Allevi. Il CD non è il più recente – e noto – Joy, ma il disco che l’ha preceduto, realizzato nel 2005 ed intitolato No Concept.

Tredici brani per piano solo – molto suggestive le immagini della registrazione audio presenti nel sito ufficiale – che propongono due modalità antitetiche di approccio alla composizione pianistica, e alla relativa esecuzione. Da una parte, la melodia, di facile ascolto, ma arricchita da una tessitura armonica suggestiva e mai banale: è il Giovanni Allevi che ormai tutti si aspettano, in grado di unire sapientemente elementi pop e jazz con un impianto tradizionale (armonie e scrittura ricordano spesso i maestri della composizione pianistica classica); una versione giovane, simpatica ed estroversa del tradizionale pianista solista. E’ anche la sezione da cui il mondo della comunicazione «preleva» a piene mani piccoli camei compositivi: gli appassionati di Virtual Car hanno ad esempio ben presente lo spot della BMW Serie 3 Touring, nel quale il regista Spike Lee ha scelto proprio «Come sei veramente», che contribuisce in maniera considerevole all’efficacia del video. Tra questo gruppo di brani c’è l’introduttiva e rassicurante «Go with the flow», «Predimi» (con le voci impegnate a rincorrersi), le sognanti «Ti scrivo» e «Notte ad Harlem», «Pensieri nascosti» dal tema cantabile ma sincopato, e la nostra preferita, «Ciprea», piccolo capolavoro di jazz mediterraneo.

Dall’altra, invece, c’è invece un linguaggio più impegnativo, in parte abbandonato (o reso in modo meno rigoroso) nel successivo Joy. L’ispirazione viene direttamente dal jazz percussivo («Qui danza»), o da suggestioni prese a vario titolo dalla musica «colta» del Novecento, con uso disinvolto di melodie, ritmi e tonalità: «Regina dei cristalli», «Ossessione», «Le tue mani», «Sospeso nel tempo», «Breath (a meditation)» sono titoli a cui corrispondono analoghe figure retoriche musicali (“cristalline”, “ossessive”, “sospirate”…) e adeguati moduli compositivi, fortemente ritmati o quasi privi di metro, con minore attenzione alla melodia «facile». Sono i brani che piacciono forse di più ai pianisti o agli ascoltatori «impegnati»; l’analogia con la forma di “canzone”, talora anche di diffusione radiofonica, impone comunque tempi corti: seppure freni talvolta lo sviluppo di certe idee musicali, ha il pregio di non appesantire mai l’ascolto.

Un disco piacevole, senz’altro da ascoltare – magari come “preparazione” ad un concerto live del bravo Giovanni Allevi…

Tags: , , , ,

Category: CD, Jazz, Pianoforte, Recensioni, Sound Review | RSS 2.0 | Give a Comment | trackback

One Comments

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

  • Idranet

    Informazione e cultura
    design arte musica cinema letteratura

  • CERCA

  • Pubblicità

    Sergio Chierici Movie Passion

  • CATEGORIE

  • ARCHIVI

  • Social

  • PARTNERS