Leggende e fiabe, di Hermann Hesse

Morna
3 febbraio 2008

L’orientalismo, il misticismo antidogmatico e il rifiuto della civiltà industriale di molte opere di Hermann Hesse, così come l’affrontare temi di aperta critica e di rifiuto della società borghese, ne hanno fatto uno degli autori-manifesto della cultura hippy e psichedelica degli anni Sessanta.
Ma l’orizzonte tematico di Hesse non si limita a questo e i 43 brani (scritti fra 1903 e 1932) che compongono la raccolta “Leggende e fiabe” permettono di sperimentare l’ampia varietà di temi e di fonti d’ispirazione dello scrittore tedesco.

Colte reminiscenze letterarie emergono dai racconti ispirati alle leggende sui Padri del deserto (Il giovane innamorato e le Tre leggende della Tebaide), così come in quelli d’ambientazione medievale (Infanzia di San Francesco, Da antiche fonti e Chagrin d’amour).
Tornano temi cari agli affezionati di Siddartha nei racconti filosofici come Leggenda del re indiano, Leggenda cinese e Re Yu, ma si aprono anche squarci giocosi quasi dadaisti come in Favola della poltroncina di vimini e Conversazione con una stufa.

Di grande lirismo è, infine, Infanzia del mago, racconto autobiografico di eccezionale soavità e splendido inno all’infanzia: un’età dell’oro nella quale la dimensione dell’irrazionale domina su ciascun individuo, permettendo a realtà e magia di convivere serenamente.

Titolo: “Leggende e Fiabe”
Titolo originale: “Märchen und Legenden”
Autore: Hermann Hesse
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Collana/serie/edizione: Oscar Scrittori del Novecento 1981
Traduzione: Francesco Saba Sardi
ISBN: 88-04-45823-2

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