Dipinti: Paesaggio lombardo in gennaio, di Oscar Morosini

Federica Ratti
7 febbraio 2008

Paesaggio lombardo in gennaio, di Oscar Morosini
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Cinquantenne milanese, Oscar Morosini si dedica al disegno e alla pittura dall’età di ventisette anni. Alla natura e al paesaggio, suoi soggetti prediletti, si è aggiunta dal 2002 l’automobile, scelta che lo ha portato a farsi conoscere nel mondo dell’automotive e ad esporre presso la Luzzago Motoring Art Gallery di Brescia.
Realizzate con un segno morbido e con una tecnica, l’acquarello, che sottolinea con grande efficacia la sua sensibilità nel catturare effetti luminosi e coloristici, nelle opere di Morosini si può leggere una grande cura per la tecnica e per i materiali impiegati.

Vero conoscitore del proprio mezzo espressivo, Morosini dichiara in maniera aperta l’amore nei confronti dell’acquarello e della freschezza espressiva che consente.

“E’ fondamentale dare la massima importanza ai supporti ed ai medium utilizzati. Uso carta per acquarello della massima qualità possibile. Quasi per la totalità dei miei dipinti uso carta fatta a mano che ordino direttamente alla cartiera. Conoscere il comportamento della carta in relazione ai vari tipi di pennellata è utilissimo per limitare al massimo gli errori”.

Spesso, lo spunto per l’esecuzione di un acquarello è una fotografia, un ricordo fissato in uno scatto che, nell’immaginazione del pittore, si combina con altri elementi fino ad assumere la forma compositiva voluta.

“Ritengo che un acquarello ben fatto non deve mai essere troppo rifinito proprio per permettere all’osservatore di completarne secondo la sua sensibilità la visione.
In fondo l’acquarello è un’illusione resa sulla carta equivalente alle visioni continue che passano per la nostra mente. Noi pensiamo una mela e nella nostra mente si forma approssimativamente la sua forma tridimensionale.
Naturalmente ho descritto le singole parti singolarmente ma è bene comunque procedere, dal punto di vista tonale, gradualmente.
In pratica il dipinto finisce quando si ritiene che, tonalmente, tutto risulta equilibrato. Ed è una scelta soggettiva. Essendo un pittore lombardo, non amo i colori ed i toni troppo forti proprio perché vivo in un ambiente dal colore soffuso per molti mesi all’anno”.

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