Mozart Gold DG: una panoramica sull’opera di Mozart

Anakin
20 febbraio 2008

Mozart Gold

Nel 2006, «anno mozartiano», venivano celebrati i 250 anni dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791). Al compositore austriaco sono dunque state dedicate, in quel periodo, numerose iniziative concertistiche ed editoriali più o meno inedite, come ad esempio la colossale Mozart Edition della Brilliant Classics, che in 170 CD a prezzo relativamente contenuto raccoglie l’opera omnia di Mozart. Deutsche Grammophon, invece, propose nel 2006 anche qualcosa di più… ridotto: nella raccolta in 3 CD intitolata Mozart Gold (di cui esiste anche un «Volume 2») ha infatti raccolto estratti delle principali opere di Mozart, coprendo tutti i generi musicali – opera lirica, musica corale, musica da camera, concerti solistici, musica sinfonica, brani per singoli strumenti…

Gli estratti sono di qualità, proveniendo dalla sterminata produzione discografica DG dal 1953 (il Rondò in re maggiore K485 per pianoforte eseguito da Carl Seeman) al 2004, con esecutori che, pur appartenendo a epoche e scuole molto differenti tra loro, costituiscono un excursus interessante anche sull’interpretazione della musica di Mozart, e più in generale della musica del Settecento, di questi ultimi 50 anni.

Se la raccolta è gradevole anche per un ascolto «non impegnato», e indubbiamente può essere utile anche per invogliare all’acquisto dell’opera completa, o comunque ad un approfondimento sulla musica mozartiana, ha un po’ il difetto di essere una raccolta spesso costituita da estratti «non finiti» (singoli movimenti, arie, sezioni, ecc.), collegati tra loro solo da parametri «editoriali» – priorità alle melodie più celebri, alternanza di movimenti e di organici, ecc. Si avverte, dunque, una ovvia discontinuità tra una traccia e l’altra, accentuata anche dalle differenti modalità di registrazione e riproduzione sonora. Non è dunque da consigliare a chi possiede la discografia originaria, né a chi non ama le «antologie», sebbene sia possibile un ascolto che metta a confronto e in rilievo, con singoli esempi, gli aspetti storico-documentari. La raccolta, invece, è piacevolissima per chi vuole avere un quadro completo delle migliori «melodie» mozartiane, con esecuzioni di grande spessore artistico: tra i nostri preferiti, il «Laudate Dominum» dai Vespri Solenni del Confessore K339, eseguita da Barbara Bonney con The English Concert, diretto da Trevor Pinnock (1994).

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