1984, di George Orwell

Federica Ratti
5 aprile 2008

Uno dei capolavori – se non IL capolavoro – di George Orwell.
Il libro fu scritto nel 1948 con chiaro intento pedagogico: la storia nasce infatti come monito per i giovani, coloro che rappresentano il futuro dell’umanità.

In questo anno 1984 immaginato dallo scrittore tutta l’umanità vive all’ombra di uno stato totalitario, dal quale sono stati banditi i pensieri, le opinioni personali, la libera espressione, l’individualità stessa che rende l’essere umano tale.

Il mondo è diviso in tre parti: Oceania, Eurasia ed Estasia; tre sono anche le potenze che lottano per il potere supremo ed assoluto.

Il Grande Fratello governa Londra, secondo i principi del socialismo inglese.
Da qui parte la storia di Winston Smith, il protagonista. Occupato presso il Ministero della Verità, il suo compito è quello di correggere, modificare e talvolta riscrivere interamente documenti, libri, articoli, che differiscano dall’opinione e dalla volontà del Grande Fratello.
Ma un giorno Winston apre gli occhi e si rende conto di cosa è davvero diventato il mondo e decide di intervenire, incurante dei rischi che la sua battaglia al sistema può procurare.

Romanzo di fantasia, estremizza in modo surreale e terribile le conseguenze di ciò che potrebbe nascere dalle basi che alcuni regimi hanno gettato. E forse, guardando alla storia di Winston con occhi di cittadino del XXI secolo, l’autore si è avvicinato alla verità più di quanto si voglia credere.

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