Palazzo Spinola di Pellicceria: dimora e museo genovese

Federica Ratti
10 aprile 2008

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Palazzo Spinola di Pellicceria è una splendida dimora-museo che sorge proprio nel centro storico di Genova, a pochi minuti dal porto antico e da Palazzo Ducale, nei pressi della centralissima piazza Banchi. Sede dal 1993 della Galleria Nazionale della Liguria, ospitata negli ultimi due piani, il palazzo conserva ai primi due piani nobili l’aspetto, plasmato in quattro secoli di passaggi di proprietà, di una sontuosa dimora patrizia.

L’edificio fu costruito infatti nel 1593 per volontà di Francesco Grimaldi e sessant’anni più tardi entrò a far parte del patrimonio della famiglia Pallavicino. In seguito, il palazzo passò per via ereditaria ai Doria e, nel 1732, agli Spinola. Furono proprio gli eredi dei marchesi Spinola che, nel 1958, donarono allo Stato il palazzo di famiglia insieme ai dipinti della quadreria, agli arredi, alle ceramiche e agli argenti che ne costituiscono ancora oggi il patrimonio.

Il percorso dei primi due piani del palazzo attraversa i suggestivi ambienti espositivi nei quali è stato mantenuto l’arredo d’epoca, spesso impreziositi da decorazioni ad affresco, opere di Lazzaro Tavarone (saloni del primo e secondo piano), Sebastiano Galeotti e Gio Battista Natali (primo salotto del secondo piano) e Lorenzo De Ferrari (secondo salotto del secondo piano e Galleria degli specchi).

Mentre le sale Ansaldo-Pallavicino del primo piano documentano – con dipinti del Baciccio, di Giovan Battista Carlone, Domenico Fiasella, Van Dyck e Bernardo Strozzi, ma anche con mobili e dipinti coevi – la storia del palazzo di Pellicceria nel corso del Seicento, il secondo piano nobile porta più decisamente l’impronta degli ammodernamenti voluti da Maddalena Doria, moglie di Nicolò Spinola, e coordinati da Lorenzo de Ferrari tra 1734 e 1736.

Nelle sette sale del piano prosegue inoltre la quadreria, con dipinti di importanti esponenti della scuola genovese – Luca Cambiaso, Valerio Castello, Domenico Piola, il Grechetto, Domenico Parodi e Gregorio De Ferrari – ai quali si aggiungono artisti come Luca Giordano, Jacopo Bassano, Guido Reni, Carlo Maratta e, ancora una volta,Van Dyck.

Il terzo piano, in origine destinato alla vita privata dei proprietari e fortemente danneggiato nel corso della seconda guerra mondiale, ospita tre sale interamente ristrutturate in modo da accogliere le nuove acquisizioni della Galleria Nazionale della Liguria: dipinti, argenti, ceramiche e sculture.

L’ultimo piano, infine, un tempo adibito a locali di servizio, ospita il patrimonio ceramico e una sezione del Centro di tessuto e moda DVJ (Damasco Velluto Jeans), istituzione che mira alla salvaguardia del patrimonio tessile antico con l’obiettivo di valorizzare una tradizione che, per secoli, è stata l’asse portante dell’economia genovese, quella della manifattura di panni serici, damaschi e velluti in particolare.

La collezione qui esposta si è formata a partire dall’acquisizione di un’importante collezione storica effettuata alla fine degli anni Novanta che include teli e frammenti tessili dal XVI al XIX secolo: damaschi, velluti, ricami e tessuti operati, in maggioranza di produzione genovese che, pur differenti per storia collezionistica e carattere, dialogano vivacemente con la decorazione degli ambienti dei piani inferiori, dando la possibilità di mettere a confronto tecniche tessili e motivi di disegno, così come di tracciare l’evoluzione del gusto per le stoffe da arredo nel corso di tre secoli.

Dal luglio 2006, l’Unesco ha iscritto le Strade nuove e il sistema dei palazzi dei Rolli di Genova nella Lista del Patrimonio Mondiale, includendo Palazzo Spinola di Pellicceria fra le 42 dimore patrizie protette.

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Category: Architettura, Arte moderna, Arti decorative, Musei, Pittura, Territorio | RSS 2.0 | Give a Comment | trackback

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