Giulietta e Romeo

Alcune rapide note sul CD, uscito alla fine del 2007, che raccoglie le principali “arie” di Giulietta e Romeo, “opera popolare” musicata da Riccardo Cocciante e con versi di Pasquale Panella ,che sta avendo il meritato successo nelle repliche teatrali in giro per l’Italia, dopo la prima all’Arena di Verona del 1 giugno 2007, e dopo il “vortice” di popolarità già ottenuto con la precedente “Notre Dame de Paris”.

Ci sono voluti tre anni e più di 400 persone, tra cantanti, ballerini, musicisti, registi, scenografi, coreografi, tecnici, per la realizzazione finale dello spettacolo, iniziato con un casting e uno stage per arrivare alle tournée teatrali attualmente in corso.

Gli autori definiscono Giulietta e Romeo come “opera popolare”, utilizzando anche gli aggettivi “Melodico popolare”, “Classica Opera e vocale” e “Pop italiano”: bisogna ammettere che, da questo punto di vista, l’operazione è perfettamente riuscita. Riccardo Cocciante, come compositore, è da sempre ad essere un ottimo melodista, semplice ma non banale, mentre il poeta del “Battisti post-Mogol”, Pasquale Panella, rinuncia all’ermetismo più spinto per creare versi sempre essenziali, ma comunque efficaci e penetranti. La semplicità armonica e melodica ha un vago sapore antico (forse in questo caso dall’effetto è ancor più coerente, perché meno distante nel tempo, rispetto all’atmosfera simil-medievale di Notre Dame): le intenzioni non sono, ovviamente, di ricostruzione storica, perché l’obiettivo è di suggerire con forme moderne e popolari l’”essenza” della vicenda di Giulietta e Romeo, dalle versioni di Luigi Da Porto, Masuccio Salernitano e Matteo Bandello fino alle varianti francese e tedesca, per arrivare al capolavoro di William Shakespeare. La semplicità è anche funzionale all’immediata percepibilità del tutto: i testi permettono di comprendere chiaramente lo svolgimento dei fatti, e le musiche si memorizzano istantaneamente, e si continuano a tenere a mente anche ad esecuzione finita, come accadeva nelle rappresentazioni operistiche del passato. In questa ottica, si possono perdonare alcuni passaggi ripetituti, prevedibili, o vagamente simili ad altri (“Gli occhi negli occhi” non sembra un po’ il “Ridi pagliaccio” di Mascagni?), anche in forma di “auto-citazione”.

L’orchestrazione del CD prevede l’intervento della London Symphony Orchestra, diretta da Rick Wentworth, e di strumenti pop (sintetizzatori e tastiere, batteria, basso e chitarre), oltre a cori classici (il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano e il Piccolo Coro Romano) e ai “cori di strada”, realizzati dagli stessi intepreti solisti. Questi ultimi, scelti attraverso il casting (c’è anche qualche volto già noto televisivamente…), sono tutti giovani e giovanissimi, dal piglio vivace e di buona preparazione vocale; il canto non prevede la voce lirica (ma comunque si tratta quasi sempre di un cantare “melodico”), e le parti vengono alternate tra vari intepreti, impegnati a turno nelle repliche dell’opera: abbiamo così, ad esempio, due Romeo (Marco Vito e Flavio Gismondi) e tre Giulietta (Tania Tuccinardi, Alessandra Ferrari e Maria Francesca Bartolomucci) tra le 21 canzoni del disco; peraltro le giovani voci, per non mancando di personalità, hanno sufficiente analogia per permettere lo scambio delle parti, mentre alcuni timbri maschili ricordano vagamente modi e nuances dello stesso Cocciante.

Tutte le informazioni sullo spettacolo sono disponibili nel sito ufficiale e nell’area MySpace. Attendiamo anche noi di giudicare lo spettacolo completo, dove le musiche e i testi presentati nel CD raggiungono la massima compiutezza; in ogni caso, tra le “arie” scelte, non mancano alcuni pezzi di bravura compositiva, come il duetto tra Giulietta e Romeo “T’amo”, con interessante uso di metri, sincopi e pause, o la toccante “Io vi benedico”.

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