4° Censimento nazionale del FAI “I luoghi del cuore”

Redazione
6 giugno 2008

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A partire da oggi, il FAI promuove il quarto censimento nazionale “I luoghi del cuore” (6 giugno – 30 ottobre 2008). Se, nelle scorse edizioni, l’obiettivo è stato quello di segnalare i luoghi in pericolo della nostra penisola scegliendoli fra i più belli e i più amati, quest’anno lo scopo dichiarato del censimento è quello di segnalare le brutture che macchiano l’Italia.
Per partecipare è sufficiente compilare una cartolina – che si potrà trovare presso le filiali di Intesa Sanpaolo, nelle Delegazioni del FAI, su quotidiani, riviste e nei punti vendita La Feltrinelli e Ricordi Mediastores – oppure visitare il sito www.iluoghidelcuore.it o tramite MSN all’indirizzo http://iluoghidelcuore.it.msn.com, , segnalando ciò che rovina i luoghi che amiamo.
Il regolamento dettagliato del censimento si può consultare sul sito www.iluoghidelcuore.it.

Di seguito il comunicato stampa dell’iniziativa.

«Pier Paolo Pasolini ne parlava più di 30 anni fa in un programma della RAI: il tema era la forma del paesaggio e parlando di Orte lanciò l’allarme verso quei “corpi estranei che disturbano la perfezione della natura e delle città”.

Da quel 1974, da quelle immagini eloquenti di un borgo medievale “perfetto” inquinato dalle palazzine degli anni 60, la profezia di Pasolini è rimasta inascoltata e la situazione è drammaticamente peggiorata: l’Italia si è riempita di “corpi estranei”, di elementi disturbatori che rovinano, deturpano e devastano la bellezza di un’emozione artistica e paesaggistica: edifici anonimi in contesti artistici, parcheggi in piazze storiche, costruzioni incompiute, insediamenti in zone paesaggistiche eccezionali, interventi urbanistici scriteriati.

Mentre negli anni passati il censimento nazionale de “I Luoghi del Cuore” aveva raccolto le segnalazioni di luoghi belli, magari in pericolo, ma ancora potenzialmente intatti, quest’anno il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano come sempre in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ispirandosi al profetico allarme di Pasolini e alla sua appassionata difesa della storia, della tradizione e dell’identità del nostro paese, con la quarta edizione chiede a tutti coloro che amano il nostro patrimonio artistico, naturale e architettonico di segnalare le brutture che macchiano la nostra bellissima Italia. Di indicare cioè proprio quei luoghi che fanno male al cuore perché l’intervento dissennato dell’uomo ne ha rovinato un equilibrio a volte secolare.

Proprio quell’intervento da correggere, quel male da sanare è ciò che il FAI vuole chiedere a tutti coloro che parteciperanno al censimento di quest’anno.
Scheletri di cemento abbandonati, selve di cartelli e gazebi improvvisati nei centri storici, manifesti che deturpano il paesaggio, parcheggi abusivi, scritte su monumenti artistici, boschi di parabole e antenne televisive: sono solo alcuni esempi di come uno sviluppo non pensato e progettato con coerenza danneggi continuamente i luoghi in cui viviamo.

E noi finiamo per diventare due volte vittime: non solo perché il paesaggio che abbiamo negli occhi e nel cuore è pieno di queste ferite, ma anche perché talvolta finiamo addirittura per non accorgercene nemmeno più.

Il censimento del FAI è l’occasione per tornare a guardare diversamente il nostro orizzonte quotidiano, per “vedere”e per stimolare la nostra percezione nei confronti del bello, per liberarci da una sorta di assuefazione al brutto che rende pigri i nostri occhi e il nostro cuore. E per riabituarci a pretendere che il nostro patrimonio comune non sia ferito e umiliato. Per reagire, per sentire il nostro no.

In questi ultimi anni alcuni scheletri di cemento sono stati abbattuti – come il caso di Punta Perotti a Bari o il Villaggio Coppola di Castelvolturno -, sono stati spostati ripetitori “invadenti” e ripristinate alcune caratteristiche urbanistiche di centri piccoli e grandi. Si è sempre cercato, però, di rimediare a un danno già fatto, quando invece sarebbe più logico – più semplice e meno costoso – progettare in maniera consapevole – per evitare di sfigurare il paesaggio.

Il FAI, naturalmente, non chiede di non posare più antenne né di rendere pericolosa la circolazione stradale riducendo le segnalazioni. Ciò che ritiene doveroso, invece, è di razionalizzare le esigenze e di armonizzarle con l’immenso e preziosissimo patrimonio artistico e paesaggistico dell’Italia.

Buona volontà, intelligenza e rispetto per la nostra storia comune potrebbero talvolta bastare per “curare” i luoghi calpestati dal disinteresse, dall’ignoranza e dall’incuria: e anche soltanto una siepe, o una razionalizzazione della segnaletica, o lo spostamento di spazi pubblicitari possono essere sufficienti per ripristinare un’armonia perduta e restituire ai luoghi che amiamo quell’incanto che viene talvolta oscurato.
Rimpianto, rabbia, senso di incompiutezza: sensazioni che ci provoca proprio la noncuranza con cui l’uomo si è disinteressato delle caratteristiche che rendono quei luoghi speciali, banalizzando i contesti e talvolta addirittura stravolgendone l’essenza.

Come sempre l’obiettivo dei “Luoghi del Cuore” è innanzitutto la sensibilizzazione: di ognuno di noi, per non rinunciare a opporci a quei segni piccoli e grandi che feriscono l’ambiente che ci circonda; e delle istituzioni, affinché agiscano sempre rispettando i contesti che continuano a render celebre il nostro paese nel mondo.

Partecipare è semplicissimo ed è un gesto concreto, che dà forza al FAI nel suo ruolo di portavoce delle segnalazioni di tutti gli italiani, sollecitando le autorità preposte affinché tengano in considerazione, difendano e valorizzino l’Italia più amata dagli italiani.»

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One Comments

  • ivana

    dal 6 giugno nessun commento, non mi meraviglio, la gente è ormai satura di teorie, promesse, progetti mai attuati, di governi che si alternano, parlamentari che si alternano e lasciano incompiute le loro promesse.Di abusi quotidiani ce ne sono ormai troppi e la gente li vive sulla propria pelle, ma sono così saturi di promesse vane che non reagiscono più alle brutture che li circondono, purtroppo…sarà che ci stiamo rassegnando al peggio? io sono una sana ideologa e infinitamente ottimista, quindi, forza a voi che state ancora tentando a mettere in luce tanti abusi! io continuerò ad appoggiarvi e a dire la mia opinione.

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