Torino: Flexibility. Design in a fast-changing society

Federica Ratti
19 giugno 2008

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Ancora un’iniziativa nell’ambito di Torino 2008 World Design Capital: “Flexibility. Design in a fast-changing society”, una mostra dedicata al design che verte sul tema della flessibilità, intesa come elemento qualificante dell’approccio progettuale. La mostra, che aprirà il prossimo 29 giugno, sarà allestita nelle “Ex-Carceri, Le Nuove” di Torino e proporrà i progetti di Antenna Design (Sigi Moeslinger & Masamichi Udagawa), Bertjan Pot, Clemens Weisshaar & Reed Kram, Emiliana (Ana Mir & Emili Padrós), Fernando Brízio, Giulio Iacchetti, Matali Crasset, Patricia Urquiola e Ross Lovegrove.
Di seguito il comunicato stampa dell’evento.

«Dedali di strade, agglomerati di edifici, labirinti relazionali. Nel 2050 oltre il 90% della popolazione mondiale vivrà nelle città, luoghi che già oggi si caratterizzano per una crescente complessità. Il panorama urbano è un sistema di fitte interconnessioni fra oggetti materiali e immateriali prodotti dall’uomo. Uno spazio spesso caotico, che condiziona, imbriglia e talvolta paralizza i movimenti, riducendo sensibilmente gli spazi di manovra dell’individuo.
Troppo spesso infatti le strutture e i prodotti progettati e utilizzati quotidianamente si caratterizzano per rigidità e scarsa adattabilità.

In questo scenario, la flessibilità diventa esigenza e risposta allo stesso tempo.

Flessibilità come esigenza di rompere gli schemi, di uscire dai tracciati obbligati, di prendere le distanze da soluzioni preconfezionate.Flessibilità come risposta: attitudine che consente all’individuo di reagire a un contesto che cambia a un ritmo sempre più rapido e produce risultati inattesi, talvolta di impatto dirompente.

La mostra “Flexibility – design in a fast-changing society” si interroga sui legami tra flessibilità e design, dove per flessibilità si intende la facilità con cui un sistema o un suo componente si può modificare e adattare all’uso in applicazioni o ambienti diversi da quelli per cui è stato appositamente progettato.
Un percorso narrativo ed esperienziale esplora i molteplici modi di progettare il mondo e la società a partire da un concetto di adattatività, nell’ottica di trasformare gli ambienti cittadini e urbani in luoghi più duttili, spazi durevoli, ma anche accoglienti e modificabili.

Alle “Ex-Carceri, Le Nuove” la mostra si snoda lungo i corridoi intervallati dalle celle di prigionia disegnando un percorso in tre tappe, scandito dai risultati della ricerca musicale di tre sound designers. L’effetto è stridente e di impatto: l’apologia della flessibilità e la costrizione del luogo dialogano, dando vita a un singolare ossimoro concettuale.

Nello spazio circolare del panopticum, da cui si diramano i bracci di detenzione, la mostra introduce il visitatore ai molteplici significati oggi attribuiti al concetto di flessibilità. A seguire, nel braccio maschile, sono proposti esempi di oggetti e soluzioni di design efficaci in termini di adattabilità e versatilità e applicabili all’interno delle nostre case, negli ambienti di lavoro, nello città. A chiosa, il percorso espositivo si conclude nel braccio femminile mettendo in scena dieci installazioni create appositamente da altrettanti designer emergenti nel panorama internazionale.

Un tragitto articolato per proporre e sostenere la flessibilità come approccio progettuale, nonché come processo da imparare ed esercitare per sfruttare opportunità imprevedibili e affinare la capacità di adattamento, e quindi di sopravvivenza, dell’individuo.

Un workshop e un dibattito completano la mostra: un workshop con i designers delle installazioni esposte per promuovere la discussione sulle questioni sollevate, a cui possono partecipare studenti e professionisti, in due sessioni differenti, per esplorare i processi di design applicati a Torino; un dibattito aperto al pubblico per analizzare e riflettere su alcuni dei progetti sviluppati dai designer per la mostra, così come su altri specifici aspetti relativi alla Flessibilità. Il dibattito è presieduto dalla curatrice della mostra e da Alice Rawsthorn, critico del design dell’International Herald Tribune.»

Flexibility. Design in a fast-changing society
29 Giugno – 12 Ottobre 2008

Ex Carceri “Le Nuove”
Via Paolo Borsellino 1, Torino

Immagine:
Stefano Fassone
Chiesa del Santo Volto, Torino

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