Firenze: a Palazzo Pitti è protagonista la pittura dei Paesi Bassi

Federica Ratti
25 giugno 2008

Nell’ambito di “Olandiamo?”, festival dedicato alle arti e alla creatività olandese organizzato per festeggiare i cinquant’anni di attività dell’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte (NIKI) di Firenze, ha aperto lo scorso 20 giugno Firenze e gli antichi Paesi Bassi (1430-1530). Tra Jan van Eyck e Raffaello, mostra diretta da Serena Padovani e curata da Bert W. Meijer.
L’esposizione, allestita nella Sala Bianca della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, ricostruisce il complesso intreccio di rapporti fra la pittura fiamminga del Quattro e Cinquecento e la contemporanea pittura e miniatura fiorentina, raccogliendo alcuni dei capolavori di Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Hans Memling, appartenuti alle famiglie fiorentine e mettendoli a confronto con una selezione di opere di artisti fiorentini come il Maestro della leggenda di Sant’Orsola, ma anche Andrea del Sarto, Raffaello, Filippo Lippi, Botticelli, Verrocchio e Perugino.
Di seguito il comunicato stampa dell’evento.

«Grazie agli intensi rapporti commerciali ed artistici con gli antichi Paesi Bassi, e all’importanza delle scuole pittoriche di quelle regioni, nel Quattrocento è grande in Italia, e in particolare nella Firenze dei Medici, l’interesse per i dipinti fiamminghi. L’adozione, nella tecnica pittorica, dell’olio come legante dei colori, benché già nota fino dal Medio Evo, assume allora larga diffusione sotto l’influsso degli innovativi e brillantissimi risultati della pittura di Jan van Eyck e dei suoi numerosi imitatori e seguaci, promuovendo anche a Firenze una domanda assai significativa attestata dalla presenza di molte opere provenienti dal Nord. Membri di importanti famiglie fiorentine come i Portinari, i Baroncelli, i Pagagnotti, i Tani, accreditati a Bruges come rappresentanti di imprese commerciali e bancarie quali il Banco dei Medici, agirono, nel campo artistico, come elementi di congiunzione tra il mercato locale e la richiesta dall’Italia, facendosi intermediario acquirenti di opere destinate a dar lustro alle chiese, ai palazzi, alle ville fiorentine, o alle loro proprie abitazioni e cappelle a Firenze e al Nord.

Anche presso gli artisti, le innovazioni della pittura neerlandese suscitarono un interesse straordinario. La presenza a Firenze di capolavori di Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Hans Memling, nonché di vari altri maestri degli antichi Paesi Bassi, e in particolare l’opera più celebre e più monumentale, il Trittico Portinari di Hugo van der Goes arrivato nella chiesa di Sant’Egidio nel 1483, ebbe un impatto vigoroso e profondo nell’ambiente artistico locale. Dal Beato Angelico e da Filippo Lippi a Botticelli, Leonardo, Perugino e Ghirlandaio, da Lorenzo di Credi a Fra’ Bartolomeo, fino a Raffaello, Andrea del Sarto e Pontormo, la magica poesia della luce e dell’osservazione analitica dei paesaggi, degli interni e delle cose che conferiscono consistenza tattile ed emotiva ai personaggi e agli ambienti, entra con le più varie sfumature a far parte integrante del linguaggio figurativo del rinascimento fiorentino.
La mostra si propone di offrire una panoramica delle opere neerlandesi presenti a Firenze nel periodo 1430-1530, attraverso una scelta mirata di capolavori dei grandi maestri da Jan van Eyck a Luca di Leida, commissionati e acquistati dai banchieri e mercanti fiorentini impegnati per i loro affari a Bruges.

Quelle opere spesso di piccolo formato, soggetti sacri o ritratti legati a formare dittici e trittici dipinti anche sul verso, divennero modelli di tecnica pittorica e di soluzioni iconografiche per la produzione dei maestri fiorentini e delle loro botteghe. Venduti poi dai discendenti delle famiglie che li possedevano, smembrati e dispersi sul mercato antiquario, e finalmente acquisiti dai più importanti musei e collezioni, vengono almeno in parte ricomposti e presentati integralmente qui per la prima volta dopo vari secoli. E’ il caso dei due trittici Pagagnotti del grande Hans Memling e del Maestro della Leggenda di Sant’Orsola, le cui tavole sono oggi divise tra musei di Cherbourg, Fiesole, Firenze, Londra e New York.

La fortuna degli esempi nordici viene documentata anche da una scelta di incisioni, veicolo della larghissima diffusione di tipologie, soggetti e soluzioni formali. Accanto, la mostra propone una serie di dipinti e miniature fiorentini contemporanei, per illustrare la risposta (anzi le risposte) degli artisti locali.
Con accostamenti a volte straordinariamente stimolanti, viene evidenziata l’attenzione ai modelli, ma anche la radicale diversità della concezione spaziale e la piena indipendenza delle soluzioni pittoriche, nei temi sacri e nei ritratti di Andrea del Castagno, del Ghirlandaio, del Botticelli, del Perugino, di Raffaello. E non certo a caso, riprende vigore la produzione di piccoli dittici e trittici portatili, con gli sportelli chiudibili dipinti a monocromo sui versi da Filippino, da Fra’Bartolomeo o da Mariotto Albertinelli, con sottigliezze luministiche che ben poco hanno da invidiare ai prototipi fiamminghi.

La mostra trova la sua immediata origine e la sua ragione nell’intento congiunto di celebrare il cinquantesimo anniversario dell’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte a Firenze. Durante il mezzo secolo della sua esistenza, questa istituzione ha fatto dello studio sistematico dell’arte fiamminga e olandese nei suoi rapporti reciproci con l’arte italiana, una fondamentale e costante componente del suo programma di ricerca.
Il confronto diretto fra capolavori delle scuole pittoriche fiorentine e degli antichi Paesi Bassi nel periodo scelto, che produsse opere tra le massime espressioni della pittura europea, viene proposto per la prima volta con il duplice scopo di verificare l’effettiva realtà dei reciproci influssi ma anche la sostanziale autonomia stilistica delle due scuole; e di sottolineare la cordiale intesa fra le due culture, valida ancora oggi attraverso il comune impegno di studi in Olanda e Italia.»

Firenze e gli antichi Paesi Bassi (1430 -1530)
Tra Jan van Eyck e Raffaello
20 giugno -26 ottobre

Palazzo Pitti, Galleria Palatina (Sala Bianca) – Firenze
Orari: martedì – domenica 8.15 – 18.50; chiuso il lunedì

Didascalie immagini:
1. Hans Memling
Ritratto di Maria Bonciani e Pierantonio Baroncelli
Firenze, Galleria degli Uffizi
2. Hans Memling
Vergine col Bambino
Londra, National Gallery
3. Hans Memling,
San Giovanni Battista e San Lorenzo
Londra, National Gallery

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Category: Arte rinascimentale, Comunicati stampa, Esposizioni, Eventi, Pittura | RSS 2.0 | Give a Comment | trackback

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