CD: Madre Terra, Tazenda

Anakin
17 luglio 2008

Madre terra

Cominciamo dalla fine: ci auguriamo veramente che Madre terra, l’ultimo album dei Tazenda, non solo entri velocemente nella top ten dei dischi più venduti in Italia, ma cominci a varcare anche i confini nazionali, magari con quella Phonetic illusion, dove la lingua sarda dà veramente l’illusione di parole inglesi… Poteva essere difficile la “rinascita” dei Tazenda dopo la scomparsa di un musicista e di un persona immensa come Andrea Parodi; tuttavia il gruppo sta veramente attraversando una viva fase creativa, nel segno della continuità.

Vida, l’album precedente, è stato un successo venduto in oltre 100.000 copie, ma rappresentava un disco un po’ speciale, sia per la forte presenza di Eros Ramazzotti (che duettava con i Tazenda nella popolarissima Domo mia), sia per l’omaggio ad Andrea Parodi, presente nella seconda parte dell’album con la rimasterizazzione di alcuni successi, e in un memorabile duetto “virtuale” in “No potho reposare”. C’era insomma il rischio di un recupero del passato del gruppo, ma senza ulteriori spinte verso il futuro, anche se le canzoni inedite lasciavano ben sperare…

E invece Madre terra è un disco originale, raffinato, con melodie orecchiabili tra pop, rock e folk, con arrangiamenti mai banali, e testi in sardo e in italiano sempre profondi, e carichi di spiritualità, nello sfondo costante di sonorità e suggestioni dell’incantevole Sardegna. Merito di chi il disco l’ha creato e realizzato; merito di Gino Marielli, autore della maggior parte delle canzoni “storiche” dei Tazenda, e di molte di quelle del nuovo album; di Gigi Camedda, ottimo musicista (basta ascoltare la musica dell’ultimo brano, Sacrofango, che fa da sottofondo alle parole profonde recitate da Maria Teresa Soro); di Beppe Dettori, che è riuscito nel difficilissimo compito di diventare il nuovo solista dei Tazenda senza “sostituire” Andrea Parodi, ma quasi affiancandosi a lui, con una personalità forte, ed un’indiscutibile bravura come compositore (suoi alcuni dei brani del disco), come cantante e come musicista “tout court”. Un esempio del talento di Beppe Dettori? E’ sufficiente l’attacco di “Anima nel vento”, canzone peraltro da lui musicata insieme a Roberto Scarpetta, e con testi in italiano del catanese Kaballà, noto anche per le collaborazioni con Mario Venuti.

E proprio di Gino Marielli e di Kaballà è il singolo che dà il titolo all’album, “Madre terra”, cantato in duo con Francesco Renga, che sta già diventando una hit dell’estate 2008 grazie ad una “potente” melodia. In ogni caso tutti i brani del disco meritano di essere ascoltati attentamente, da Liberamos a Lebia nue, da Miele amaro a Lamentos, anche per il modo in cui viene affrontato il misterioso legame tra l’uomo e la terra: «Da molto tempo vi concedo i miei spazi … perchè possiate viverci. Trattatemi con rispetto non sono eterna … quindi abbiate cura di me … io sono la vostra MADRE TERRA …». Sensazioni forti, che, sia pur in contesti differenziati, non possono non richiamare la magia della Sardegna, dove il rapporto con la “madre terra” può sicuramente essere vissuto in una condizione unica e privilegiata…

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Category: CD, Pop, Recensioni, Rock, Sound Review | RSS 2.0 | Give a Comment | trackback

One Comments

  • sara

    siete fantastici nn vi cambierò mai con nessuno!!!!

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