Due mostre su Matilde di Canossa nel Mantovano

Federica Ratti
19 agosto 2008

Due mostre su Matilde di Canossa nel Mantovano
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Erede, a soli nove anni, di un territorio che si estendeva dalla Toscana a Mantova, Matilde di Canossa fu protagonista indiscussa dell’epoca nella quale esplodeva il contrasto tra Papato e Impero: fu infatti grazie all’importante ruolo politico assunto dalla sua famiglia se, nel 1077, l’imperatore Enrico IV ottenne proprio a Canossa il “perdono” di Gregorio VII, episodio che segna l’apice della lotta per le investiture.
Alla figura emblematica della comitissa sono dedicate due mostre che inaugureranno il 31 agosto nel mantovano: “Matilde di Canossa, il Papato, l’Impero”, allestita a Mantova alla Casa del Mantegna, e “L’Abbazia di Matilde”, presso l’Abbazia Benedettina Di Polirone, a San Benedetto Po.
Di seguito i comunicati stampa dei due eventi.

«Il progetto è frutto di un’ampia operazione di studio che vede coinvolto un comitato scientifico internazionale composto da studiosi delle maggiori università e istituti di ricerca europei ed americani. Presenta la vicenda biografica e politica di Matilde di Canossa come occasione di lettura e di interpretazione dell’età dello scontro fra papi e imperatori, che ha portato alla delimitazione e alla separazione dei due poteri universali, religioso e laico, ponendo così le basi per la concezione moderna e contemporanea del potere propria dell’Occidente.
I due poteri universali che hanno dominato l’Europa nel Medioevo, l’Impero e il Papato, i vescovi, le città, i nobili, i contadini… La società dei primi due secoli dopo il Mille viene riletta attraverso la vita di Matilde di Canossa, la comitissa che ha detenuto il controllo dei territori chiave tra Roma e le Alpi, nel cuore della pianura del Po e lungo l’Appennino.
La forza e la solitudine di una donna eccezionale eppure emblematica del suo tempo sono il filo conduttore che guida alla scoperta di un mondo in profonda trasformazione, in un viaggio per immagini e per suggestioni scandito da croci gemmate, sigilli, arazzi, avori, gioielli, sculture, altari, strumenti di lavoro, provenienti da musei italiani ed europei.
Reperti archeologici mai esposti prima, raffigurazioni del mondo, attrezzi agricoli, presentano il paesaggio e lo spazio vissuto dall’uomo, con ciò che restava dei tracciati delle strade romane, la via del Po e la rete navigabile dei suoi affluenti, i passi alpini e appenninici.
La concezione del potere e i suoi simboli rivivono grazie a troni, scettri, corone e tessuti preziosi, gioiellerie create per la corte imperiale ottoniana e sassone, opere di committenza papale, trattati, codici normativi e liturgici.
Le dispute, i luoghi, i protagonisti delle riforme della Chiesa e della controversia delle investiture si sviluppano in proiezioni multimediali, inquadrando in uno scenario dinamico la storia della dinastia dei marchesi di Toscana e l’episodio chiave dell’epoca: l’incontro fra l’imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII, nel gennaio del 1077 nel castello di Canossa, avvenuto grazie alla mediazione di Matilde e di Ugo, abate di Cluny.
Le scelte politiche della comitissa, gli eventi drammatici della sua esistenza, il potenziamento dei castelli, le donazioni a monasteri e pievi, gli scontri armati con l’imperatore e con i suoi sostenitori, fino all’acquisizione dei beni al patrimonio di San Pietro dopo la sua morte sono documentati da pergamene, oggetti carichi di valore simbolico, opere d’arte. L’eco di quei fatti, la fama di Matilde e l’esigenza di farne un emblema del sostegno politico al papato hanno alimentato un mito che arriva fino a noi e che ha ispirato anche Dante, Giulio Romano, Gian Lorenzo Bernini, dando vita a capolavori straordinari. Una sezione è dedicata alla città dove è nata Matilde: Mantova, che fu poi protagonista di duri scontri fra la contessa e i sostenitori dell’imperatore. Proprio nell’età dei Canossa si è definito il suo tessuto urbano rispetto al fiume Mincio e rispetto alle paludi circostanti, si sono evidenziati i nuclei delle cattedrali, dell’episcopio, del monastero di Sant’Andrea, le costruzioni dei marchesi di Toscana e quelle delle famiglie emergenti che di lì a poco avrebbero dato vita al comune. La mostra è il primo grande evento culturale che mette in evidenza la storia e la specificità di Mantova in epoca medievale. L’assetto urbano sarà riprodotto virtualmente, con l’indicazione degli edifici romanici maggiori e del complesso delle cattedrali, ricostruti a tre dimensioni. Sarà analizzato il rapporto fra la città e il fiume Mincio, che si è definito proprio nell’età dei Canossa.
Sarà dato rilievo anche al ritrovamento della reliquia del Sangue di Cristo, nel 1048, ricondotta ai Canossa e al loro controverso rapporto con l’imperatore Enrico III. Saranno esposte opere d’arte che hanno celebrato l’evento, considerato di importanza primaria per l’identità e la costituzione della diocesi (disegni di Giulio Romano e Felice Campi, un dipinto di Andrea Borgani).
La parte del catalogo dedicata a Mantova farà il punto sugli studi medievali locali, fissando importanti punti di arrivo.»

Matilde di Canossa, il Papato, l’Impero
Storia, arte, cultura alle origini del romanico
31 agosto 2008 – 11 gennaio 2009
Mantova, Casa del Mantegna
a cura di Renata Salvarani e Liana Castelfranchi

«Evento culminante del Millenario della fondazione del monastero di S. Benedetto Polirone, la mostra ripercorre i momenti salienti della vicenda storica, culturale, artistica ed economica dell’abbazia fondata nel 1007 da Tedaldo, nonno di Matilde di Canossa, e da lei beneficato e scelto per la sua ultima dimora, nella cappella di Santa Maria, ornata da uno straordinario mosaico pavimentale del 1151.

In un percorso ampio e suggestivo, sono recuperati ed esposti per la prima volta opere d’arte e documenti appartenuti alla grande abbazia benedettina, dai documenti autentici di Matilde, di papi e imperatori, agli splendidi manoscritti dello Scriptorium abbaziale (compreso l’Evangeliario ora alla Morgan Library di New York); dalle opere d’arte ritrovate di grandi artisti italiani (Wiligelmo, Bonsignori, Bacchiacchia, Gambara, Farinati, Dalla Rosa), alle mappe d’archivio che illustrano il lavoro dei monaci per il controllo del Po, e l’ambiente circostante (compreso il catasto Teresiano in originale) provenienti da archivi italiani e stranieri, sino alle testimonianze sulla soppressione. Non mancano, infine, splendidi esempi delle altre abbazie legate a Matilde in Europa: Nonantola, Frassinoro, Marola, Vallombrosa, Orval, St. Pierremont.

La visita sarà illustrata da essenziali ma chiare didascalie, da un giornale della mostra e da un agevole catalogo di 240 pagine, con foto di tutti gli oggetti esposti, saggi introduttivi e una schedatura analitica dei materiali in mostra.

La mostra è allestita in uno spazio di oltre 500 mq. nello storico Refettorio Grande dell’antica Abbazia Benedettina Di Polirone (sec. XV), dominato dall’affresco attribuito al Correggio e dall’Ultima cena del Monsignori, di cui si espongono per la prima volta insieme le copie eseguite alla fine del Cinquecento dal Dondi (ora a Budapest) e nel Seicento dal Poussin (ora a Monaco).
Alla mostra si innestano visite guidate alla basilica di Giulio Romano (1540) e al complesso monastico restaurato (i tre chiostri, la sala del capitolo, lo scriptorium, la biblioteca, l’orto botanico), e illustrato da apposite didascalie, per i diversi tipi di utenza.»

L’Abbazia di Matilde
Arte e storia in un grande monastero dell’Europa Benedettina (1007-2007)
31 agosto 2008 – 11 gennaio 2009
San Benedetto Po, Abbazia benedettina di Polirone
a cura di Paolo Golinelli

Per informazioni: www.mostramatildedicanossa.it

Immagini:
1. Donizone offre il suo poema a Matilde in trono
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana
2. Enrico IV invoca l’abate di Cluny e Matilde perché intercedano per lui presso Gregorio VII a Canossa
Lucca, Biblioteca Governativa
3. Enrico IV invoca l’abate di Cluny e Matilde perché intervengano in suo favore presso Gregorio VII a Canossa
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana

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