Fabri Fibra: Mengoni è gay. E i fan del Re Matto si scatenano sul web

Redazione
23 luglio 2010

Stavolta niente applausi per Fabri Fibra. Il rapper di Senigallia si becca infatti una salva di fischi e di reprimende. Nel mirino, la sua ultima trovata: in Quorum, il web album che ha messo in download gratuito sul suo sito (e che serve a lanciare il nuovo cd Controcultura in uscita il 7 settembre), c’è una canzone intitolata Non ditelo. Fra una parolaccia e l’altra, Fibra dice testualmente: «Secondo me Mengoni è gay, ma non può dirlo perché poi non venderebbe più una copia».

Apriti cielo: sul web i difensori del cantante di Ronciglione lanciato da X Factor (ha vinto l’ultima edizione del talent show televisivo) si sono scatenati in una difesa a tutto campo. Su Facebook è stato aperto un gruppo «Raccolta firme contro la canzone “Non ditelo”» che ha raccolto oltre 2.000 firme. L’accusa a Fibra è: sei un omofobo. I fan del rapper hanno risposto con un controgruppo, «Fabri Fibra vs. Mengoni schieramento Fibra», le cui fila sono però decisamente meno numerose (poche centinaia di iscritti). Sempre sul web, sulla fan page del vincitore di X Factor (e finalista a Sanremo), è comparsa una nota attribuita allo stesso Mengoni: «Mi pare giusto assicurarvi che quello che è successo oggi non finisce qui, con la nostra rabbia e le risate di mercanti di merce scadente. State sicuri che prenderemo provvedimenti, per vie legali, con la civiltà che qualcuno, a quanto pare, non conosce… però smettiamola di parlarne… prima di tutto perché questi bei luoghi di mattità non devono essere contaminati dalla spazzatura più spregevole. E poi perché così faremmo un favore a chi ha dei problemi, ma è furbo e vuol far parlare di sé: non sprecate tempo e parole per chi non vi merita». Ma, poche ore dopo, è lo stesso Megoni a smentire: «Non ho alcuna intenzione di rispondere per vie legali. Nessuna querela, niente di niente da parte mia», dice con voce tranquilla e rilassata. «Viviamo in un Paese libero e ognuno è libero di dire quello che vuole. Così come io sono e mi sento un uomo libero, così deve essere anche per lui. Detto francamente, di questa cosa non mi frega assolutamente nulla, non mi cambia per niente». Nemmeno gli interessa sapere perché Fibra l’abbia fatto: «Non lo conosco, non sono mai andato a un suo concerto. È un suo problema: poteva scrivere una canzone contro la guerra o qualsiasi altra cosa, ha deciso di fare un testo così, fatti suoi. Non ha nemmeno importanza che abbia detto il vero o il falso, in qualunque caso sono fatti miei. L’unica cosa che ora mi importa davvero è il mio lavoro, sono concentrato sul tour, sulla mia musica. Il resto è fuffa».

Fabri Fibra risponde con un post sul suo profilo di Facebook: «Dico la verità: non mi considero un omofobo. «Non ho proprio niente contro il mondo gay, ci vivo in mezzo, ci lavoro, lo conosco pur non facendone parte. Scrivo su tutto quello che mi circonda, tutto. Se mengoni si è offeso, mi spiace, non era quella l’intenzione. L’intenzione era quella di convogliare l’attenzione su un mondo di finzione, che però non si può svelare perché se si svela, forse, poi non esiste più. “Non Ditelo” si propone solamente quello». Ma, vista la popolarità del Re Matto, forse è lecito nutrire qualche sospetto di tentativo di cavalcarne il successo: come diceva il grande Oscar Wilde: «che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli».

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