Simone Teich Alasia, un partigiano molto particolare

Michela Mori
19 dicembre 2010

“Un medico della Resistenza. I luoghi, gli incontri, le scelte” è una storia di Resistenza molto particolare, che vale la pena essere raccontata e conosciuta: è il nuovo volume uscito per la casa editrice SEB27, scritto da Simone Teich Alasia, a cura di Luciano Boccalatte e Andrea D’Arrigo, con prefazione di Giovanni De Luna.

“Simone Teich Alasia si fece partigiano ma non impugnò le armi. Occupando i locali di una scuola elementare abbandonata, organizzò un efficientissimo ospedale militare. Onestamente si trattò di qualcosa di prodigioso. L’ospedale sorse dal nulla. Come in un racconto di Manuel Scorza, in una notte, arrivarono materassi, cuscini, lenzuola, letti. E poi medicine, ferri chirurgici… La popolazione della valle si era mobilitata, in una notte che ha qualcosa di fiabesco. Fu un’esperienza del tutto insolita nell’intero panorama della Resistenza italiana. Né vittima, né eroe, Teich Alasia ci propone un territorio in cui al rancore si sostituisce la fiducia. E le sue memorie private prefigurano uno spazio pubblico in cui quella fiducia diventa la chiave per accedere a una visione della storia sorretta dai valori che ispirarono le scelte della militanza partigiana. Lo scrive lui stesso, ancorando le sue memorie a un solo, decisivo ricordo, quello che definisce «l’incredibile senso di solidarietà umana che, come un’invisibile trama di sottofondo, univa la vita di chi si trovava a combattere per uno stesso, intensissimo ideale»” [dalla Prefazione di Giovanni De Luna].

Al volume è alllegato il DVD: “Videointervista a Simone Teich Alasia” (regia di Fabiana Antonioli)
Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti”

SIMONE TEICH ALASIA è nato a Budapest nel 1915. Si laurea in medicina a Torino nel giugno 1940. Per ragioni politiche e razziali subisce prima la detenzione in carcere e poi l’internamento civile. Dal giugno 1944 è partigiano nelle Valli di Lanzo e organizza con pochi mezzi un ospedale in località Ricchiardi in Val Grande. Dopo la guerra si dedica alla chirurgia plastica, perseguendo metodologie innovative. Contribuisce alla nascita del Centro Traumatologico Ortopedico (Cto) di Torino e fonda il primo Centro Grandi Ustionati in Italia. Primario emerito dal 1985, continua l’attività di ricerca e dà vita alla Fondazione piemontese per gli studi e le ricerche sulle ustioni. Nel 2005 gli viene conferito il Sigillo Civico dalla Città di Torino.

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