“Tende a Zero” di Agostino Iacurci al Teatro Palladium di Roma

Michela Mori
3 febbraio 2011

Il 7 febbraio apre la mostra “Tende a Zero” di Agostino Iacurci, inserita all’interno della stagione espositiva OVERSIZE a cura di Christian Omodeo per NUfactory. La mostra rimarrà allestita fino al 5 marzo e potrà essere visitata gratuitamente durante gli orari di apertura del Teatro Palladium Università Roma Tre.

Illustratore, pittore e street-artist. Agostino Iacurci non sembra intimidito dalle diverse possibilità che queste tre vie offrono ad un artista. Tende a Zero nasce dalla volontà di sintetizzare le tre anime di Agostino in un unico progetto: le diverse tele che compongono l’opera OVERSIZE rispecchiano lo stile grafico che lo caratterizza senza rinunciare alla sottigliezza della sua arte pittorica e gli consentono di confrontarsi con le superfici dilatate proprie del lavoro di uno street-artist.

Dall’Intervista di Christian Omodeo ad Agostino Iacurci:
“A NUfactory piace distinguere tra artisti contemporanei (che trasgrediscono) e moderni (che inventano ogni giorno forme nuove per trasmettere con le tecniche del passato il proprio messaggio). Ma ci piace anche dar voce ad entrambi purché, come nel tuo caso, la loro arte ci trasmetta un’indiscutibile sentimento di qualità.
E tu come ti senti? Più moderno o contemporaneo?”
“Se considero che la “trasgressione” è molto lontana dal mio modo di fare e di intendere il mio lavoro e che gli strumenti di cui mi servo sono piuttosto tradizionali, direi che sono decisamente moderno. Ma in realtà è un problema che non mi sono mai posto ed, anzi, io mi sento addirittura più rinascimentale che moderno, perché mi sono formato in una scuola atipica – l’Officina B5 – che somiglia molto per come è impostata ad una bottega rinascimentale. Sarà per questo che mi affascina l’idea dell’artista a 360°, dell’artefice in possesso di conoscenze che gli permettano di affrontare con lucidità ed onestà una vasta gamma di problemi. […] Confrontarmi con superfici e tecniche sempre diverse mi stimola. Mi costringe a mettermi in discussione ed influisce sicuramente sul mio modo di lavorare, perché devo, di volta in volta, ripensare il mio approccio.”

A questo link si può leggere la versione integrale dell’intervista rilasciata da Agostino Iacurci al curatore della mostra Christian Omodeo.

Agostino Iacurci é nato a Foggia nel 1986, e vive e lavora a Roma dove ha studiato Illustrazione e Animazione Multimediale ad Officina B5, scuola di illustrazione di Roma e Grafica d’ arte presso l’Accademia di belle arti di Roma. La sua attività spazia dall’illustrazione editoriale ai murales, dall’incisione alla scenografia. Come illustratore collabora con realtà nazionali ed internazionali: case editrici, agenzie pubblicitarie, aziende, riviste e studi di animazione tra cui: Eni, TBWA, L’Unità, Minimum Fax, Dpi Taiwan, Sugar Music, Orecchio acerbo, Edizioni Lapis. Dal 2009, collabora con l’associazione Walls realizzando interventi di arte pubblica tra cui due grandi murales per l’ Università Roma 3 e l’ Asl Prenestina di Roma. Ha realizzato un intervento su un muro di 300 metri per la scuola Saba in Algeria e decorato parte delle mura di cinta interne del carcere di Rebibbia con il contributo dei detenuti. Dal 2010 è assistente alle tesi di laurea in Illustrazione ed Animazione Multimediale allo Ied, Istituto Europeo di Design. Sempre nel 2010 è stato selezionato per la mostra degli illustratori di Bologna Chidren’s Bookfair. Il suo primo albo illustrato è stato pubblicato in Russia da Kompas ed uscirà in Italia nel 2011 per Orecchio Acerbo editore. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre e festival in Italia, Giappone, Corea, Taiwan e Stati Uniti.

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