Anna Maria Borghese: una reporter d’eccezione all’Istituto Nazionale per la Grafica

Michela Mori
5 febbraio 2011

Il 24 febbraio, alle ore 18.00, l’Istituto Nazionale per la Grafica inaugura “Il racconto di un’epoca. Fotografie dagli album della principessa Anna Maria Borghese”: una nuova e originale testimonianza visiva di carattere storico oltre che storico-fotografico: tra inconsapevole pratica amatoriale e mondo del fotogiornalismo. La mostra, già presentata nell’ambito di “Reportage / Immagini, parole, storie”, Atri Festival 2010, è a cura di Maria Francesca Bonetti e Mario Peliti ed è accompagnata da un volume edito da Peliti Associati, in edizione bilingue(italiano/inglese).

1898-1924: l’archivio di immagini del Novecento italiano si arricchisce di una nuova fonte documentaria, gli album fotografici della principessa Anna Maria de Ferrari (1874-1924), moglie di Scipione Borghese, viaggiatore, esploratore ed alpinista, diplomatico e politico nel Parlamento italiano (dal 1904 al 1913), assurto alle cronache mondane e letterarie per aver condotto al successo l’equipaggio italiano che partecipò, a bordo di un’Itala, alla Pechino-Parigi del 1907, il celebre raid automobilistico che vide protagonista anche Luigi Barzini, inviato speciale del Corriere della Sera.
Nella serie degli album, fino a oggi inediti e gelosamente custoditi dall’ingegner Novello Cavazza, nipote della principessa, un insieme di circa 8000 fotografie, sistematicamente e cronologicamente ordinate, annotate e datate dalla principessa, autrice dell’intero corpus, ad eccezione di alcune immagini riprese forse dallo stesso Scipione. Un insieme di eccezionale interesse per la freschezza, la libertà e la disinvoltura compositiva degli snapshots, fotografie istantanee realizzate con la Box camera di piccolo formato, ad uso dei dilettanti, da poco messa in commercio dalla Kodak; per la curiosità dello sguardo, rivolto non esclusivamente al proprio mondo, ma a tutti quelli – numerosissimi – attraversati nei viaggi avventurosi in compagnia del marito (tra gli altri, Russia, Turchia, Tunisia, Egitto, Persia, Uzbekistan, Afghanistan, Cina, Giappone); per la lealtà della diretta partecipazione agli eventi, come l’esperienza della prima guerra mondiale, vissuta quasi in prima linea in veste di crocerossina; per la schiettezza, l’attenzione e l’attitudine documentaria, presenti nelle immagini riprese in alcune drammatiche occasioni, come il terremoto di Avezzano del 1915, o nella documentazione della ricostruzione di Messina (1913) dopo il terremoto del 1908.
Uno “sguardo privato”, aristocratico e informale, come quello dei suoi più celebri contemporanei Francesco Chigi, o i fratelli Giuseppe e Luigi Primoli, ormai noti rappresentanti della storia della fotografia romana.
Un raro e prezioso racconto visivo, che coniuga l’intimismo di momenti vissuti all’interno della propria cerchia familiare alla partecipazione emotiva e all’abilità di catturare, nel mondo, soggetti, condizioni, situazioni e avvenimenti di carattere pubblico e di interesse sociale.
In mostra, insieme ad alcuni album originali, costituiti dalla stessa principessa Borghese e provenienti dalla sua raccolta, sono presenti circa 170 immagini, selezionate e ristampate dai “contatti” originali.
L’ingresso è gratuito, dal 24 febbraio al 6 aprile, a Roma, Calcografia, via della Stamperia 6.

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