La musica della fotografia di Marco Manfroni

Michela Mori
10 febbraio 2011

Musica fotografica e fotografie musicali, è questa l’arte di Marco Manfroni, un’artista, scomparso prematuramente nel 2009, che ha saputo cogliere l’anima e la poesia più profonda del vedere e del sentire, in esposizione da venerdì 11 febbraio agli Archivi Multimediali “Sergio Fregoso”.

Marco ha fotografato da sempre, affascinato e influenzato sin da bambino dal padre Giorgio, anch’egli fotografo e autore di cortometraggi, e insieme alla fotografia ha coltivato la passione per la musica, tanto che in una sua scheda autobiografica si descrive con queste parole:

“Marco Manfroni, fotografo dalla nascita, bambino prodigio con una comet Bencini del babbo,fotografa tutto quello per cui lo pagano e tutto il resto gratis cercando comunque di divertirsi. Il suo orecchio musicale lo aiuta a sintonizzarsi con tutto quello che gli succede intorno, a volte grazie a lui a volte suo malgrado, e quando non fotografa suona diversi strumenti, ma quando non suona usa diverse macchine fotografiche di ogni formato.
Fa musica con la macchina fotografica e produce immagini con il pianoforte, godendone, nel suo piccolo, parecchio. Augura tutto il bene possibile ai ladri che rubano per fame e tutto il male possibile ai politici che rubano per il partito. Vorrebbe un mondo migliore senza guerre e senza invidia, ma si accontenterebbe se, tanto per cominciare, venisse sconfitto il raffreddore…”

La mostra ripercorre i diversi aspetti della sua ricerca: il fotoreportage a sfondo sociale come il lavoro sul “Campo nomadi Sinti” alla Spezia (1993), le suggestive immagini in notturna delle stazioni delle Cinque Terre (1986), la ricerca sul corpo con “Quasi nudi” del 1991, il paesaggio urbano visto attraverso uno sguardo “futurista”, dove la macchina fotografica scompone dinamicamente le linee delle architetture (seconda metà degli anni ’90) e ancora il paesaggio di Tramonti (1993) documentato assieme ad altri fotografi spezzini (Buratta, Lanzardo, Paoletti, Borrini, Amici, Fregoso) e poi foto di moda, ritratti, pubblicazioni.
Una ricerca a tutto campo, sotto il segno di uno sguardo rigoroso e irrequieto.
La mostra rimarrà aperta fino al 31 marzo presso gli Archivi Multimediali “Sergio Fregoso”, via Monteverdi 117, quartiere Fossitermi, alla Spezia.

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