I paradisi ritrovati di Ettore Fico

Michela Mori
25 febbraio 2011

Domenica 27 febbraio alle ore 11.30, presso il CRAA – Centro Ricerca Arte Attuale – Villa Giulia a Verbania, apre la mostra “Paradisi ritrovati” a cura di Andrea Busto, con le opere del pittore Ettore Fico. Attraverso novanta opere fondamentali, totalmente inedite, la mostra intende narrare la storia di un cammino personale, partecipato ed emotivamente intenso.

I paradisi ritrovati di Ettore Fico sono boschi incontaminati, paesaggi collinari, vigneti, pergolati e soprattutto giardini fioriti, ricolmi di tonalità variopinte che brulicano vivide e squillanti sulla superficie pittorica. L’assunto fondamentale da cui scaturisce il percorso della mostra è la sintesi di un ideale “manifesto programmatico” dell’artista.
Quest’ultimo, nonostante la naturale e fisiologica maturazione stilistica che accompagna l’evoluzione della poetica individuale, ha infatti dimostrato una sorprendente coerenza di intenti conservando intatto, durante oltre sessant’anni di attività, un proposito fondamentale: quello di trasfigurare la natura attraverso una sorta di “astrazione irrisolta”, sondando cioè la profondità delle cose senza smarrirne la presenza ontologica, fattuale; e restituendone, in definitiva, un’immagine filtrata dalla propria capacità di rielaborazione a posteriori.
Un’operazione del tutto mentale che prende avvio sin dalle opere degli anni Quaranta, nelle quali la vegetazione, le foglie, le fronde, o meglio, tutto il creato è affrontato con una pennellata già sfrangiata che sconfina talvolta in atmosfere vibranti degne della più raffinata pittura “a macchia”.
gli afflati degli anni giovanili chiudono metaforicamente la parabola confluendo inalterati nelle opere dell’ultimo periodo, in cui il vaglio della razionalità abdica più convintamente in favore dell’immaginazione: una sorta di anelito verso gli albori si impossessa dell’ispirazione dell’artista, che riparte ancora una volta dalla natura, tentando però di coglierne l’intima essenza e spogliandola dall’involucro della concretezza per darne un’interpretazione graficamente edulcorata ma intrinsecamente “più vera del vero”. La reiterazione spontanea e disinteressata, specialmente nella fase matura, del tema prediletto del giardino, testimonia la persistenza inesausta di un’indole tenace e di un’aspirazione di ricerca mai del tutto appagata.

La mostra è promossa da Regione Riemonte, Comune di Verbania e Associazione Culturale Tai Onlus di Torino, in collaborazione con la Fondazione Ettore Fico, Torino e con il patrocinio della Provincia del Verbano Cusio Ossola e il contributo della Banca del Piemonte.
Fino al 26 giugno presso il CRAA – Centro Ricerca Arte Attuale – Villa Giulia, Corso Zanitello 8, Verbania-Pallanza.

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