Torna “Port Day” a Genova, con i “Racconti al Vento” di Stefano Lanzardo

Michela Mori
23 maggio 2011

Venerdì scorso presso il Galata Museo del Mare di Genova ha aperto i battenti la quarta edizione del Port Day con l’inaugurazione della mostra “Racconti al vento” di Stefano Lanzardo, a cura di Beatrice Astrua e Cinzia Compalati, dando seguito al felice esito che ebbero “Lightship to Lodola” nel 2008, “Tomaino. Le acciughe fanno la palla” nel 2009 e “Michelangelo Barbieri. Approdo in alto mare” nel 2010. La mostra rimarrà aperta fino al 16 agosto 2011.

L’esposizione, coerentemente con il Port Day, prende spunto da un reportage fotografico che Lanzardo realizzò tra il 1989-90 in occasione del riallestimento delle vele dell’Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina Militare Italiana. In questa prima sezione, l’ampio servizio, allestito sia sulle pareti sia lungo il parapetto della rampa a creare una sorta di scia di immagini che sfilano come nelle pubblicità visibili da una scala mobile, documenta in tutta la sua durata il processo di realizzazione delle vele: dall’acquisto del tessuto alla sua lavorazione, dal processo artigianale di fabbricazione fino alla messa in opera. La stampa su tela conferisce alle foto quella texture comune alla vela, consentendo così di tracciare una continuità ideale e reale tra l’oggetto, la sua traduzione in fotografia e la percezione visiva da parte del fruitore.

Oltre a questo corpus, il progetto espositivo, si articola in altre due sezioni che mirano a svelare a tutto tondo il lavoro di Lanzardo, da sempre sdoppiato tra i binari della fotografia professionale e della ricerca artistica. Tuttavia, in questa occasione, il cerchio si chiude mostrando per la prima volta allo spettatore le tangenze – consapevoli o inconsapevoli – che i due percorsi hanno innescato.

La seconda sezione presenta Water Body – installazione realizzata site specific per il Galata Museo del Mare – cerniera tra il lavoro più strettamente professionale di Lanzardo e quello dedicato alla pura ricerca artistica. I visitatori attraversano un’acquosa struttura, camera di decompressione tra l’uno e l’altro mondo. Grazie alla stampa su materiale trasparente e all’immedesimazione suggerita dal sonoro, affiorano sintonie compositive e visive tra la fluidità dell’acqua e il movimento del corpo umano che sembra immerso, liquefatto come una medusa in un acquario.

La terza e ultima sezione espone una selezione di fotografie fine-art estratte da Rock Carving, ricerca nodale nella produzione di Lanzardo, il quale – con la sua personalissima declinazione della tecnica del light brush – ha ripreso al buio corpi umani illuminati da un pennello intinto di luce che lui stesso calibra. L’effetto di questi corpi ridotti alle loro sagome essenziali, quasi fossero graffiti di luce incisi nel buio delle caverne – da cui il titolo del lavoro –, è ottenuto grazie a una tecnica sapiente e raffinata di scatto e messa in posa senza ricorrere ad alcuna rielaborazione al computer.

Desiderio dei curatori – oltre ad offrire una panoramica allargata sulla sua composita attività, così duttile ed esperta nel gestire il mezzo fotografico – è quello di allestire lo spazio museale in coerenza con il background teatrale dell’artista. Immagini quindi ‘piegate’ a seconda delle esigenze ora spettacolari, ora più intime e di pura ricerca artistica.

L’iniziativa Port Day è promossa dall’Autorità Portuale di Genova e dal Mu.MA Istituzione Musei del Mare e della Navigazione, con il contributo della comunità portuale genovese, oltre ad avvalersi della preziosa collaborazione dell’Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione Onlus e della sponsorizzazione tecnica di Coop Liguria, Cantine Lunae e PED. Il Port Day è un evento promosso dalla Comunità Europea con la finalità di aprire al pubblico, attraverso eventi e manifestazioni culturali, gli spazi portuali delle 20 principali città europee.

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