Tv e libertà di informazione, in un libro di Giovanna Ferrero

Elettra Antognetti
18 dicembre 2011

Giovanna Ferrero, Ci scusiamo per l’interruzione. Tv e libertà di informazione, Melampo, 2011

E’ stato pubblicato lo scorso novembre il libro della giovane autrice genovese Giovanna Ferrero Ci scusiamo per l’interruzione. Tv e libertà di informazione. Giovane talento ligure (classe 1986, laureata in Scienze Politiche presso l’ateneo  genovese), la Ferrero ha pubblicato il suo libro grazie alla collaborazione con Nando dalla Chiesa, firma prestigiosa del giornalismo italiano e fondatore della casa editrice Melampo, che ha pubblicato il testo in questione.

Il saggio ripercorre le vicende dell’emittente televisiva Europa 7 e l’iter giudiziario che il suo fondatore, Francesco Di Stefano è stato costretto a percorrere nella sua battaglia contro l’abusivismo di Rete 4: espropriato dalla politica del suo diritto di vedersi assegnare delle frequenze per dare avvio ad un progetto televisivo a-partitico e innovativo. La storia, che è storia di tutti noi, è quella di una privazione ai danni di un normale cittadino il quale, pur essendo nel pieno del diritto legale e nonostante le numerose sentenze emesse dai vari enti di garanzia chiamati in causa, non riesce ad esercitare il suo diritto per colpa degli interessi politici e del tacito patto di non aggressione praticato dai partiti di destra e di sinistra. Da destra, l’ascesa di Berlusconi e l’inizio del berlusconismo hanno dato avvio al lungo periodo di dittatura mediatica e di insolubile conflitto di interessi, che hanno reso impossibile l’abolizione dell’abusiva –secondo quanto dichiarato dalla Corte Costituzionale stessa- Rete 4 e l’assegnazione delle frequenze a Europa 7. Anche da sinistra, d’altro canto, si è riscontrato un disinteresse assoluto, spiega l’autrice, per il caso Europa 7 e per la regolamentazione della legge sulle televisioni: il generale menefreghismo politico, trasversale e mascherante senz’altro interessi biechi e privati, ha depotenziato la giustizia del suo potere decisionale assoluto e l’ha relegata al rango di succursale dei rapporti di partito.

Proprio per il fatto che si tratta di un territorio ancora inesplorato della storia contemporanea, è stato particolarmente difficile per l’autrice portare a compimento il lavoro, il quale si è potuto sviluppare principalmente attraverso il ritrovamento di articoli di giornale e la pubblicazione di sentenze emesse. A questa documentazione, si affiancano le testimonianze dello stesso Di Stefano, raccolte personalmente dalla giornalista genovese. Il caso in questione è diventato per prima cosa oggetto di tesi di laurea e nel 2011 è diventato un libro vero e proprio, con prefazione di Marco Travaglio.

La scommessa di Melampo, casa editrice dalla genesi ancora recente e che vanta, ad oggi, non più di una cinquantina di pubblicazioni, è inconsueta, in quanto ha avuto il coraggio di puntare su un pezzo di giornalismo d’inchiesta apparentemente di scarso interesse e perché, andando controtendenza, ha dato spazio ad una giovane -ancora sconosciuta ma promettente- autrice.

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