P.C.R. Per Colpa Ricevuta. Due favole per adulti: il nuovo libro di Barbara Codogno

Anna Caprioli
12 dicembre 2012

Il 14 di questo mese sarà presentato a Padova, alle ore 18, presso la Galleria Cavour di Piazza Cavour, la nuova opera letteraria di Barbara Codogno, scrittrice, giornalista e critica d’arte, inserita nella cultura padovana non solo come autrice di racconti, romanzi e poesie ma come collaboratrice con l’Ateneo della città all’interno del Forum sugli studi e le politiche di genere, in particolare nel ruolo di antropologa culturale.
Il suo nuovo libro, P.C.R. Per Colpa Ricevuta. Due favole per adulti, fa parte della Collana «Vicoli» diretta da Saveria Chemotti ed è pubblicato dalla casa editrice CLEUP.
Da sottolineare che la presentazione avviene nel contesto nel contenitore RAM – ricerche artistiche metropolitane – promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

Barbara Codogno sigillava il suo Cosa sognano le donne (Cleup 2011) con una promessa al figlio: avrebbe scritto delle favole, con tanto di spade e cavalieri. Così è stato. “Il tuffo” e “La tara” sono due racconti, raccolti in un unico titolo, Per Colpa Ricevuta, e strutturati come favole per adulti.
Ne “Il tuffo” – ambientato tra Inghilterra e Sicilia ai primi del ‘900 – una governante, in un percorso à rebours della memoria, indaga sul misterioso suicidio del rampollo di una nobile famiglia. Fondamentale in questo racconto è il tema della verità, come sottolinea il filosofo Fabio Grigenti nella prefazione alla favola: “Più volte, con quei tagli rapidi e improvvisi che contraddistinguono la sua scrittura, Barbara Codogno ci ricorda che la verità non è mai un’evidenza iniziale, un “dato” che si mostra nella luce di uno spazio aperto; al contrario, essa ama nascondersi in profondità, lontano dagli sguardi e dai discorsi degli uomini.”

Ne “La Tara” – ambientato tra la Polonia e l’Austria del 1600 – un ragazzo cerca di fuggire da un gemello mostruoso e da genitori lestofanti che derubano e avvelenano gli avventori della loro locanda ai piedi dei Monti Tatra. La fuga precipiterà il protagonista in una Vienna ammorbata dalla peste. Il filosofo René Girard – motivo di approfonditi studi condotti dall’autrice – afferma che alla violenza e quindi alla necessità di un capro espiatorio non c’è scampo. “Al lettore il compito di individuare i luoghi, veramente decisivi, in cui Barbara Codogno fa agire questo tema. A lei va ascritto il merito oggettivo di averne saputo sviluppare le potenzialità in senso propriamente narrativo, senza alcuna forzatura intellettualistica.” Queste le parole con cui Grigenti ci fornisce un percorso sul quale dedicarci alla lettura della seconda favola.

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