Mostra: Juan Pablo Macías, «TIEMPO MUERTO: Storia dell’universo in venti minuti»

Idranet
18 novembre 2013

Juan Pablo Macías
TIEMPO MUERTO
Storia dell’universo in venti minuti
a cura di Emily Barsi
Kunstraum muenchen
22 – 24.11.2013
Inaugurazione Venerdì 22 novembre 2013, ore 18
Presentazione del progetto e Artist Talk ore 19
Orari apertura: sabato e domenica dalle 17.30 alle 22.00

Storia dell’Universo in venti minuti è il titolo della mostra dell’artista messicano Juan Pablo Macías che si terrá al Kunstraum di Monaco di Baviera dal 22 al 24 novembre 2013. L’artista, che aveva già presentato il suo progetto Tiempo Muerto nell’agosto del 2012 nel contesto di una residenza estiva, è stato nuovamente invitato a presentare gli ultimi sviluppi del progetto Tiempo Muerto.

«La libertà di lettura, la conversazione aperta e il discepolato sono stati i metodi tradizionali educativi nelle diverse culture, metodi di apprendimento sociale, ma a un certo punto abbiamo perso il filo della conversazione piacevole, della conversazione che ci ha fatto scendere giù dagli alberi, sedere intorno fuoco e godere della conversazione, perdere il filo, di perdere il filo per il divertimento di essere intorno agli altri ascoltando le storie che il fuoco illumina, storie che ci permettono di setacciare la memoria nel mulino della dimenticanza».
Braulio Hornedo Rocha, “Storia dell’Universo in venti minuti”, Puebla 2011

La mostra “Storia dell’universo in venti minuti” si concentra sul processo editoriale degli ultimi due numeri del giornale Tiempo Muerto, TM#2 e TM#3. Il progetto editoriale, attivato nel 2012, accompagna il progetto itinerante BSR (2009). L’obiettivo principale del progetto è l’acquisizione di un nuovo locale per la Bibioteca Sociale Reconstruir, una delle biblioteche di letteratura anarchica più importanti del Messico, al fine di renderla nuovamente accessibile al pubblico. Le pagine del giornale offrono un modo astratto e allo stesso tempo pragmatico di approfondire il rapporto tra conoscenza e potere, conoscenza e potere insurrezionale. Gli argomenti principali della rivista sono l’inaccessibilità delle informazioni nelle mani di istituzioni pubbliche e private, la questione della proprietà privata e una visione critica del sistema educativo odierno. Scrittori anarchici e filosofi, dal XIX secolo ai giorni nostri, trattano questi argomenti da diverse angolazioni nelle nelle pagine di TM.

Il titolo della mostra fa riferimento al testo contenuto nel TM #3, Storia dell’universo in venti minuti dell’architetto messicano, filosofo e scrittore Braulio Hornedo Rocha il quale, durante una performance a Puebla, Messico, aveva raccontato in venti minuti la storia dell’universo a partire da 13,700 milioni di anni fa fino ad oggi. La sua narrazione virtuosa dell’origine dell’universo, del sistema solare e delle fasi più importanti dello lo sviluppo del genere umano (il fuoco, l’agricoltura, la lingua e lo sviluppo urbano) e una citazione di Goethe sull’ importanza di conoscere la storia degli ultimi 3.000 anni, fanno da introduzione ai suoi pensieri critici sull’educazione odierna, altamente regimentata e controllata dal capitalismo. Una formazione che non porta ad un pensiero libero ed universale, ma specializza le persone in settori specifici per inserirli in una netta divisione del lavoro.

Fotografie, video, varie azioni e performance generati durante le attività editoriali, documentano il processo e formano il materiale della mostra.
Tra queste le 448 fotografie che compongono il supplemento di TM#2. Le foto illustrano lo sviluppo di una colonia utopica in Messico, una comunità ideale fondata nella seconda metà del XIX secolo. Le immagini saranno esposte sulle pareti del Kunstraum e potranno essere acquistate direttamente dai visitatori per un importo pari alla tariffa applicata dai “proprietari originali”. Durante i tre giorni della mostra verrà cosi messo in moto un meccanismo finanziario basato sull’appropriazione degli stessi meccanismi economici che le istituzioni utilizzano sopra il patrimonio culturale.

“THE ISOLATED INDIVIDUAL, HAS HE A RIGHT TO A PERSONAL RE-APPROPRIATION OF HIS PART OF THE COLLECTIVE PROPERTY? HOW CAN IT BE DOUBTED. THE COLLECTIVE PROPERTY BEING APPROPRIATED BY A FEW, WHY SHOULDN’T IT BE TAKEN BACK IN DETAIL, WHEN IT CAN’T BE TAKEN BACK AS A WHOLE? — Elisee Reclus

Un grande ringraziamento per aver sostenuto il progetto a: Giovanni Schiavon, Zbyněk Baladrán, Vit Avránek, Mariella Quarantelli, Michela Vincenzi, Massimo Fiorito, Narcisa Fluturel, Marcus Pilz , Alexander Faußner, Anna Barsi, Brice Delarue, Daniela Stöppel, Sandra Guastapaglia e a tutti i nostri futuri sostenitori.

http://juanpablomacias.tumblr.com

Category: Arte, Arte contemporanea, Installazioni, Mostre | RSS 2.0 | Give a Comment | trackback

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