Un ebook dedicato all’Oriente entra nel catalogo della casa editrice Liber Iter: Le Nuove Religioni del Giappone, di Cristiano Ciceri

Anna Caprioli
3 febbraio 2014

Un argomento che non si esaurisce in un’unica opera, ma che verrà trattato e approfondito ulteriormente in altri ebook all’interno di una collana edita dalla Casa editrice elettronica Liber Iter, e che sarà dedicata alla cultura storica, religiosa e sociale di questo affascinante Paese.
Il testo di C. Ciceri si occupa in particolare di un gruppo di movimenti religiosi sorti in Giappone verso la metà del XIX secolo, in autonomia rispetto alle professioni di fede principali, Shintô e Buddhismo, di cui hanno però accettato alcuni principi.
Per comprendere meglio la genesi e il contenuto del libro pubblichiamo una parte dell’intervista fatta direttamente all’autore.

– Come è iniziata la stesura delle Nuove Religioni del Giappone?
Un editore mi commissionò una serie di volumi sulle filosofie e sulle religioni dell’Asia Orientale, ma fallì prima di iniziarne la pubblicazione. Ho ripreso e modificato l’idea iniziale e il progetto attuale è di continuarne la pubblicazione con Liber Iter.

– Che differenze ha rilevato tra le tendenze religiose più recenti e quelle dell’antichità ?
Generalmente le espressioni religiose giapponesi si sono sempre basate sulla venerazione di forze spirituali presenti nella natura e sul culto degli antenati, che attraverso riti appropriati sono aiutati ad integrarsi nella società in cui vivono dopo la morte. In alcune Nuove Religioni un elemento caratteristico è l’idea, derivata dal Cristianesimo, che esista una divinità creatrice personale all’origine dell’universo.

– Come sono viste queste religioni fuori del Giappone?
La maggior parte di esse sono poco conosciute. Alcune di esse fanno proselitismo all’estero, in particolare nelle comunità giapponesi d’oltremare. Poche sono conosciute al grande pubblico in Occidente e spesso sono viste, a torto o a ragione, sotto una luce negativa, a causa dei loro sistemi di proselitismo poco tolleranti.

– In che rapporti sono le Nuove Religioni con le religioni esterne?
Generalmente le Nuove Religioni sono molto tolleranti verso tutte le altre religioni, che sono ritenute strade diverse per giungere allo stesso scopo. E’ possibile che un religioso chieda di unirsi ad una di esse e che, alla risposta “Io sono fedele di un’altra religione”, risponda “Non importa”. Un Occidentale la pensa diversamente. Un’eccezione notevole sono quelle derivate dall’insegnamento di Nichiren, che mantengono un atteggiamento di condanna, a volte anche violento, verso tutte le altre religioni, occidentali o orientali.

– Da quando è iniziata la sua passione per il Giappone?
Mio nonno possedeva una collana di libri dedicata alle civiltà extra-europee. Quando li ho letti, la mia predilezione per le culture giapponese e cinese è stata immediata, rispetto ad altre come l’indiana o l’africana. Ho cominciato poi ad acquistare libri su vari aspetti delle culture giapponesi e cinesi. In particolare, in una libreria del centro di Milano esisteva uno scaffale polveroso di libri in inglese dedicati a lingue e culture orientali, i cui prezzi non erano ritoccati per anni e quindi risultavano alla portata di uno studente.

– Se dovesse presentare in poche parole il Giappone cosa evidenzierebbe?
La capacità di armonizzare aspetti del passato e del presente nella propria cultura. Nulla è abbandonato, ma è integrato e conservato per il futuro

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