Burning Giraffe Art Gallery, un nuovo spazio espositivo per i giovani artisti apre a Torino il 5 giugno

Idranet
11 aprile 2014

Giovedì 5 giugno 2014 inaugurerà, a Torino, la Burning Giraffe Art Gallery (BU.G), un nuovo spazio espositivo votato alla promozione dei giovani artisti attraverso una serie di mostre ed eventi dalle tematiche fortemente attuali.

Questo nuovo spazio espositivo promuoverà le opere di giovani artisti attraverso una serie di mostre ed eventi dalle tematiche fortemente attuali.
BU.G nasce infatti con la finalità di premiare e dare visibilità alle doti creative di un gruppo di artisti giovani e di talento che, per motivi che esulano dalle loro capacità tecniche e dal loro spessore concettuale, non sono ancora riusciti a ritagliarsi lo spazio che meritano nel mondo dell’arte contemporanea e nel mercato a esso connesso.
Lo spazio espositivo di Via Eusebio Bava 8/a si sviluppa in due ampie sale per un totale di circa 90 mq di superficie espositiva. Le grandi pareti bianche e gli alti soffitti fanno della galleria un luogo ideale per portare avanti un discorso teorico che trova il suo focus nel ritorno alla centralità dell’oggetto artistico tangibile, sia esso pittorico, fotografico, scultoreo o filmico, senza però prescindere da un’impronta concettuale importante e attuale.

La mostra inaugurale del 5 giugno 2014 si prolungherà fino a metà luglio: nello stesso giorno si aprirà il vernissage della galleria una personale della pittrice Anna Capolupo, dal titolo TorinoNowhere, e si svilupperà come un’indagine pittorica sui luoghi periferici della città, le fabbriche e i cantieri, intendendoli come architetture dell’inconscio cittadino. Questa mostra si svolgerà in due tappe: il secondo, sempre incentrato su di una serie di quadri della giovane pittrice, si terrà nella primavera/estate del 2015 e avrà come soggetto Berlino. Nell’autunno di quest’anno verranno presentati due progetti fotografici dell’artista Giuseppe Lo Schiavo: si tratta di immagini surreali che legano intimamente la fotografia alla pittura e alla storia dell’arte.
Un altro obiettivo legato al progetto BU.G sarà l’interazione con il territorio e, in particolare, con il tessuto urbano torinese. Già dalla fine del 2014 verrà indetto un evento espositivo, che si ripeterà annualmente, rivolto agli artisti Under 35 residenti a Torino. Sarà chiesto loro di lavorare su di un tema specifico, dando vita ad un bestiario urbano immaginario, tra i cui esemplari non mancherà un’interpretazione contemporanea della Burning Giraffe, opera surreale del genio di Salvador Dalì, da cui la nuova galleria intende ereditare il nome e la libertà visionaria.

Anna Capolupo. TorinoNowhere. Inconscio metropolitano vol. 1

A partire da giovedì 5 giugno 2014, contestualmente all’inaugurazione dello spazio di Via Eusebio Bava 8/a, la Burning Giraffe Art Gallery (BU.G) presenta il suo primo progetto espositivo: un’indagine pittorica che affronta i luoghi della periferia urbana, le fabbriche, i cantieri, le discariche, intendendoli nella loro accezione di architetture dell’inconscio cittadino.
Protagonista della mostra è la giovane artista Anna Capolupo (Lamezia Terme, 1983), laureata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e già protagonista dell’edizione 2013 del progetto espositivo itinerante Young at Art del MACA (Museo Arte Contemporanea Acri).
Attraverso una pittura realistica, ricca di verità ruvide che sfociano in colori intensi capaci di esaltare le architetture suburbane, ritratte con rigorosa geometria, e graffi e tagli che ne restituiscono la matericità, l’artista esamina e misura i “non luoghi” di Torino, quelle aree metropolitane che, a prima vista, potrebbero appartenere a qualsiasi città. La serie di dipinti in mostra (fino a venerdì 18 luglio) si presenta come una collezione di cartoline di luoghi senza nome. Sono testimonianze di una città viva e in costante mutamento: gli scheletri di enormi fabbriche perdono la loro funzione primaria trasformandosi in contenitori suburbani dedicati alle attività di svago; la vegetazione selvaggia della sponda di un fiume si fa discarica improvvisata accogliendo i residui connaturati a un cambiamento repentino; le centrali elettriche, cuori pulsanti del corpo metropolitano, che accolgono i visitatori alle porte della città, passano inosservate nonostante la loro mole. TorinoNowhere – questo il titolo della mostra –, non vuole essere un’indagine sul brutto metropolitano, ma un tentativo di portare in superficie ed esaltare pittoricamente quei luoghi, quelle architetture, i segni che ne caratterizzano le mutazioni, che abitano nell’inconscio di ogni abitante della città, gli sono intime segnandone il passato e il presente industriale, nonché il futuro dei costanti mutamenti architettonici.
La mostra è il primo di due capitoli di un’indagine pittorica sui luoghi dell’inconscio metropolitano. Il secondo, sempre a firma di Anna Capolupo, si svolgerà tra il maggio e il giugno del 2015, e avrà come oggetto la città di Berlino.


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