“Imagined Menu”, un progetto dell’artista italiano Leone Contini al Kunstraum München

Idranet
23 giugno 2014

Leone Contini
Imagined Menu
19.6 – 6.7.2014
Kunstraum München
Holzstrasse, 10Rg
80469 München
– 18.06.2014: Opening e Performance, ore 19:00
– 3.7.2014: Picnic-Lecture, ore 18 Uhr, Collina Olimpionica
a cura di Emily Barsi

Il progetto “Imagined Menu” dell’artista italiano Leone Contini si sviluppa da un fatto storico accaduto nell’ottobre del 1917, la “Disfatta di Caporetto”, la peggiore sconfitta nella storia militare italiana. Tra il 24 ottobre e il 19 novembre furono fatti prigionieri circa 200 mila soldati; tra questi Giosuè Fiorentino, un ufficiale siciliano al tempo diciottenne, prozio di Leone Contini.

I prigionieri furono smistati nei campi di prigionia di Germania ed Austro-Ungheria e Giosuè trascorse l’ultimo anno di guerra a Cellelager, a nord di Hannover, assieme ad altri 3000 internati italiani. Questa piccola comunità, sconfitta e spaesata, sperimentò freddo, fame e disperazione ma, allo stesso tempo, mise in atto strategie collettive di resistenza. Alla “sbobba” del campo, che a stento manteneva in vita i prigionieri, si contrapponeva il cibo dei ricordi, intensamente desiderato e oggetto di interminabili discussioni tra i prigionieri. La condivisione del “cibo immaginato” era forse un tentativo di elaborare la fame, riformulare questo istinto primario e ricondurre una folla di corpi affamati a qualcosa di simile a una comunità. Questa convivialità – seppur virtuale – era un’azione di resistenza collettiva. Giosuè Fiorentino trascrisse, su due taccuini rilegati a mano, le ricette raccontate dai compagni di prigionia intimi frammenti di vita familiare, un’età dell’oro perduta. Il risultato è un vasto mosaico di cucine regionali d’inizio 900, circa 250 ricette dal Friuli alla Sicilia, come furono ricordate dai 60 compagni di baracca di Giosuè.

B98, la sigla della baracca – l’unità sociale minima nella vita del campo -, divenne il titolo di uno dei due ricettari. Queste inconsapevoli scritture etnografiche raccontano un particolare segmento di cultura materiale, frutto dell’intersezione tra la “comunità concreta”, costituita dalla baracca B98, e quella più vasta “comunità immaginata” chiamata Italia.

Dopo il debutto al Kunstverein di Amsterdam nel 2013, Imagined Menu arriva a Monaco con due appuntamenti. Il 18 di giugno il Kunstraum München ha presentato, in collaborazione con il Kunstverein di Milano, una performance concepita come una narrazione in grado di decostruire il cibo come elemento in grado di nutrire e di prendere il controllo sul corpo dei soldati durante la Grande Guerra Mondiale. Le “tracce” prodotte durante l’esecuzione rimarranno in mostra fino al 6 luglio.

Il 3 luglio le ricette immaginate raccolte nel ricettario B98, saranno trasformate in vero cibo sotto forma di un pic-nic a Olympiaberg, la collina dove sono state accumulate le macerie della città di Monaco durante la Seconda Guerra mondiale, oggi un parco urbano per il tempo libero. Ogni piatto sarà l’occasione per riflessioni e discorsi informali tra l’artista ei suoi ospiti.

Kunstraum München in cooperazione con Kunstverein Milano
leonecontini.wordpress.com
kunstraum-muenchen.de
www.kunstverein.it

con patrocino dell’assessorato alla cultura della città di Monaco di Baviera e Kunstraum München

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