
Visitando la bella cittadina siciliana di Cefalù, oltre ad ammirare monumenti, opere d’arte, musei e paesaggio naturale, si può, ormai da moltissimo tempo, apprezzare lo spettacolo dei “pupi”. Storie semplici, basate su un canovaccio elementare, con molta improvvisazione e una buona dose di ironia. Protagoniste, le suggestive marionette dei “paladini” Orlando o Rinaldo, ma anche dei saraceni Rodomonte e Ferraù, e di alcune figure più propriamente comiche. Le scene di battaglia (il “fragore” delle spade dei pupi andrebbe sicuramente registrato tra i beni culturali “immateriali”), si alternano a fiabe, racconti amorosi o divertenti commedie degli equivoci, capaci di attirare l’attenzione dei bambini, ma anche degli adulti, che possono apprezzarne anche il valore storico e culturale. Ora, i pupi di Cefalù sono diventati protagonisti di una vicenda che ha avuto una considerevole eco anche nella stampa nazionale: la compagnia Teatro Arte Cuticchio dovrà entro la fine del mese abbandonare l’attuale sede, dove peraltro si è costituito un vero e proprio museo dedicato alle tipiche marionette siciliane.

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