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	<title>IDRAnet &#187; Installazioni</title>
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	<description>portale di Informazione e cultura Design aRte musicA ciNema lEtteraTura</description>
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		<title>&#8220;Impronte&#8221;: dipinti, installazioni sculture. Inagurazione della mostra e dibattito sull&#8217;arte contemporanea presso Centoquindici, Carrara (MS)</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:55:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/12/16/impronte-dipinti-installazioni-sculture-inagurazione-della-mostra-e-dibattito-sullarte-contemporanea-presso-centoquindici-carrara-ms/' addthis:title='&#8220;Impronte&#8221;: dipinti, installazioni sculture. Inagurazione della mostra e dibattito sull&#8217;arte contemporanea presso Centoquindici, Carrara (MS)'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Centoquindici è il luogo in cui operano quotidianamente Stefano Graziano, Fabrizio Lorenzani e Verena Mayer Tasch, dando vita concreta alle loro creazioni artistiche, in via Prov. Carrara Avenza 115, Carrara (MS). A partire da oggi, venerdì 16 dicembre 2011 (e fino al 20 dicembre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00), Centoquindici ospiterà IMPRONTE, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/centoquindici.jpg" alt="" title="centoquindici" width="130" height="186" class="alignleft size-full wp-image-6455" />Centoquindici è il luogo in cui operano quotidianamente Stefano Graziano, Fabrizio Lorenzani e Verena Mayer Tasch, dando vita concreta alle loro creazioni artistiche, in via Prov. Carrara Avenza 115, Carrara (MS). A partire da oggi, venerdì 16 dicembre 2011 (e fino al 20 dicembre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00), Centoquindici ospiterà IMPRONTE, una mostra collettiva a cura di Francesca Giovanelli, a cui prendono parte Giovanna Ambrogi, Lia Battaglia, Mario Carchini Cobàs, Maria Gasparotti, Aldo Giusti, Monica Michelotti, Achille Pardini, Silvana Pianadei.</p>
<p><span id="more-6454"></span></p>
<p>«Ogni artista sarà presente con una propria opera d&#8217;arte, capace al tempo stesso di dialogare individualmente con il contesto preesistente, fortemente segnato dalla pratica artistica laboratoriale, e di agire all&#8217;interno di un percorso collettivo, lasciando una traccia personale del proprio passaggio, mostrandosi senza imporsi».</p>
<p>Oggi, 16 dicembre 2011 a partire dalle ore 17, l&#8217;evento sarà inaugurato con un incontro, a cui parteciperanno Giuseppe Baccioli (Presidente degli Industriali), Giovanna Bernardini (Assessore alla Cultura), Raffaello Bertoli (Giornalista), Francesca Giovanelli (Critica d&#8217;Arte), Vittorio Guidi (Direttore Museo Ugo Guidi), Carlo Pepi (Collezionista) e tutti gli artisti. Oltre alle opere esposte, si tratterà di arte contemporanea e dei modi di rendere fruibili all&#8217;esterno i luoghi in cui essa prende forma.</p>
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		<title>Matera: Rui Chafes &#8211; Entrate per la porta stretta</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 16:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/11/22/matera-rui-chafes-entrate-per-la-porta-stretta/' addthis:title='Matera: Rui Chafes &#8211; Entrate per la porta stretta'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>La mostra personale “Entrate per la porta stretta” di Rui Chafes, consiste in un itinerario di sculture pensato in conformità con i Sassi di Matera, in particolare per gli spazi del complesso chiesastico “Convicinio di Sant’Antonio” e del Parco della Murgia Materana. Il progetto espositivo è curato da Giacomo Zaza. Le opere di Rui Chafes [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/6288.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>La mostra personale “Entrate per la porta stretta” di <a href="http://ruichafes.net/">Rui Chafes</a>, consiste in un itinerario di sculture pensato in conformità con i Sassi di Matera, in particolare per gli spazi del complesso chiesastico “Convicinio di Sant’Antonio” e del Parco della Murgia Materana. Il progetto espositivo è curato da <a href="http://www.idranet.it/tag/Giacomo-Zaza/">Giacomo Zaza</a>.</p>
<p><span id="more-6288"></span></p>
<p>Le opere di Rui Chafes dialogano con lo spazio e il contesto architettonico, agendo in luoghi differenti, dall’antro della galleria e del museo agli scenari naturali del parco o della spiaggia oceanica. Pensando a “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini, Chafes intitola la mostra <em>Entrate per la porta stretta </em>, in riferimento alle parole del Cristo: “Quanto è stretta la porta e angusta la strada che conduce alla vita e pochi quelli che la trovano”. Questo progetto chiama in causa da una parte i principi etici che Pasolini ha rivendicato nel suo film, dall’altra l’architettura religiosa e civile di Matera, con i suoi antri ancestrali, con i “suoi labirinti umani fatti di sassi e isolamento”.</p>
<p>Nel “Convicinio di Sant’Antonio”, complesso composto da quattro chiese rupestri &#8211; Sant’Antonio, San Donato, Sant’Eligio, San Primo o Tempe Cadute &#8211; Chafes elabora una ricca scena di opere. <em>Inerme</em> è costituita da quattro sculture simili a letti di ferro, letti di ospedale, oppure animali, ciascuna nascosta in ogni ambiente sotterraneo delle quattro chiese. <em>Mondo misterioso</em> consta di due coppie di sculture che sembrano strumenti per camminare più in alto, “stampelle” o trampoli. Il <em>tempo è il mio unico amico</em>, è una scultura formata da quattro “scatole” nere in ferro, o meglio, quattro parallelepipedi inseriti in vasche scavate nel suolo. Ed ancora, tra le navate arcuate e le cavità lenticolari, appaiono <em>Luna morta di freddo</em>, un corpo sferico che si protrae al di là di una vasca in pietra, <em>Il silenzio di Giorgio De Chirico</em> e <em>Il labirinto di Giorgio De Chirico</em>, due sculture sospese dal soffitto, <em>Della povertà e della morte</em>, piccole sculture come cucchiai o utensili per mangiare dalle sembianze zoomorfe, che intaccano lo spazio, agganciate ad alcune aperture che attraversano le pareti. Le tre lamiere di ferro incastonate nelle finestre, intitolate <em>Lama</em>, possiedono invece piccoli fori che “filtrano” la luce e rendono l’ambiente più scuro. Attraverso i piccoli fori delle lamiere si può scrutare la valle calcarea del Parco della Murgia Materana di fronte al Convicinio di Sant’Antonio. La scena continua con <em>Quel che è virtù per la società è dissolutezza per il santo</em>, una scultura con due elementi concavi verticali simili a cucchiai che, dietro una parvenza di simmetria e regolarità, nasconde squilibrio e scompenso, segue <em>La vostra allegria è la vostra tristezza senza maschera</em>, opera caratterizzata da una forma organica, ricordo del mondo animale, ed infine, posizionati di fronte al complesso chiesastico, <em>L’oggi così lento e lo ieri così breve</em>, due grandi coni neri, di circa 2,50 metri, posti sulla terra acre e rocciosa della valle.</p>
<p><strong>Rui Chafes &#8211; Entrate per la porta stretta<br />
26 novembre 2011– 31 gennaio 2012<br />
Convicinio di Sant’Antonio, Parco della Murgia – Matera</strong><br />
Inaugurazione sabato 26 Novembre 2011 ore 18:30</p>
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		<title>Artificio e Giorgio Crisalfi presentano i &#8220;Legami artificiali dell’arte&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 10:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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<p>Lunedì 20 giugno alle ore 18.00 si apre, all’interno 6 di Piazza Farnese 101 (Roma), il primo appuntamento della rassegna &#8220;Legami artificiali dell’arte&#8221;, che si concluderà il 26 giugno presso <a href="http://www.idranet.it/tag/artificio/">Artificio</a>; in una triangolazione di luoghi e di eventi Giorgio Crisafi e Artificio, ispirati da Giordano Bruno, ci invitano a seguirli in un percorso di legami tra arte, pensiero e performance da piazza Farnese a vicolo della Campanella.</p>
<p><span id="more-5777"></span></p>
<p>Giordano Bruno, al secolo Filippo Bruno, frate domenicano, fu teologo, filosofo, scrittore, drammaturgo, matematico, scienziato e secondo la Santa Inquisizione, anche eretico. Figura complessa, eccentrica, difficilmente collocabile in un ramo preciso dello scibile, ma indubbiamente patrimonio dell&#8217;intera cultura umana.</p>
<p>Ed è proprio a Giordano Bruno che Giorgio Crisafi e Artificio dedicano la prima edizione della rassegna &#8220;Legami artificiali dell&#8217;arte&#8221;. Una rassegna che, come già si evince dal titolo, vuole essere un viaggio curioso e suggestivo attraverso le diverse forme espressive dell&#8217;arte, in omaggio alla poliedricità del frate nolano.</p>
<p>Si comincia lunedì alle 18 a Piazza Farnese 101 dove i gemelli Auro e Celso Ceccobelli presentano i loro lavori in stile Raku ispirati all’ecologia, opere che giustappongono tecnologia e materia nell’ottica di una creazione funzionale; Giorgio Crisafi espone i suoi totem componibili presentati da Luigi Ontani: personaggi da parete arcaici e teatrali con finalità decorative; e Rita Miranda mostra le sue realizzazioni che alludono a pianeti astrali con valore di oggetto quotidiano misterioso e poetico. Ai visitatori sarà offerto un buffet di specialità umbre.</p>
<p>Dopo il tramonto, come in una sorta di passeggiata iniziatica, in processione laica dietro il Giordano Bruno realizzato da Moroncelli, si parte da Piazza Farnese e si va fino ad <a href="http://www.spazioartificio.it/">Artificio</a> in vicolo della Campanella. Seguendo la guida di Ann Siravo e degli attori Gaia Riposati e Massimo Di Leo che daranno voce e corpo ad alcune pagine tratte da “La Magia e le Ligature”, si toccheranno luoghi simbolici della permanenza del filosofo a Roma, passando per Campo de&#8217; Fiori, dove troneggia la statua di Giordano Bruno che lì fu arso vivo il 17 febbraio 1600.</p>
<p>La passeggiata si concluderà verso le 22 in vicolo della Campanella 4, ad Artificio, accolti dalla mostra “Siamo dei nani sulle spalle dei giganti” di Alfredo Moroncelli dedicata a Giordano Bruno, che inaugura per questa occasione e che rimarrà aperta fino a luglio. In continuità, mercoledì 22 giugno, una sua mostra verrà inaugurata alla galleria <a href="http://www.limen895.com/">Limen otto9cinque</a> a Roma.</p>
<p>Ad Artificio, si unirà agli attori Evelina Nazzari per dare insieme vita, con la regia di Fabrizio Bancale, ad una performance tratta dagli scritti del frate nolano, partendo da “Portalì”, istallazione di Bruno Ceccobelli con le sue suggestive porte girevoli che, una volta dischiuse, svelano il centro ideale del legame dell’uomo con l’arte.</p>
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		<title>A Piacenza le &#8220;Giornate dell’Osservatorio: Audiovisione, sperimentazioni e ricerche&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 07:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5761.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Domani, 20 giugno, per il secondo anno consecutivo, l’Urban Center, il centro polifunzionale realizzato all’interno degli ambienti ristrutturati dell’ex Macello Comunale di Piacenza, ospiterà &#8220;Giornate dell’Osservatorio: Audiovisione, sperimentazioni e ricerche&#8221;, un convegno internazionale sul rapporto tra nuove forme artistiche legate ad audio e video e gli spazi pubblici. A proporre la giornata di studi sarà l’Osservatorio Public Art, struttura multidisciplinare di ricerca, formazione e servizio attorno al tema dell’arte negli ambienti urbani, inserita all’interno della <a href="http://www.diap.polimi.it/">Facoltà di Architettura della Sede piacentina del Politecnico di Milano</a>.</p>
<p><span id="more-5761"></span></p>
<p>La giornata, curata da Emilio Fantin con la collaborazione di Ricciarda Belgiojoso, prevede una serie di incontri teorici e analisi di casi studio, presentati da importanti relatori nazionali e internazionali provenienti dal mondo delle nuove esperienze artistiche metropolitane sia  da quello accademico.  Si parlerà di sperimentazione sonora contemporanea attraverso una riflessione sulla  contaminazione tra le arti visive e musica. L’arte e la sua percezione sonora sarà affrontata anche in termini scientifici con la discussione sull’origine cosmica del suono, argomento approfondito nell’ambito delle recenti ricerche sulla materia oscura condotte al Fermilab.</p>
<p>Per l’occasione nel pomeriggio Emilio Fantin in collaborazione con la sound artist Laurie Schwartz presenteranno l’installazione site specific: &#8220;The traces. Audiovisual Installation: Prima venne lo spazio&#8221;, un percorso sonoro-visivo in cui saranno presentate le interpretazioni (fantasie) delle voci degli animali passati da uno spazio (ex macello) forse pensando a tempi più felici (possono le mucche essere felici?). Registrati da strumenti acustici, sarano diffusi da varie sorgenti sonore disposte nello spazio. Ogni gesto musicale è unico. Le immagini, raccolte durante alcune camminate in montagna, sono affascinanti architetture che parlano di altri luoghi, di altre vite, forse dei sogni delle mucche (ma possono le mucche sognare?).</p>
<p>L’evento si inserisce all’interno del ricco programma di eventi a dedicati alle sperimentazioni sull’arte contemporanea che l’<a href="http://www.quartiereromapiacenza.it/">Agenzia di Sviluppo Quartiere Roma</a> sta portando avanti in Quartiere Roma, grazie al progetto M.U.S.A.: Movimento Urbano Sviluppo &#038; Arte.</p>
<p><a href='http://www.idranet.it/2011/06/19/a-piacenza-le-giornate-dell%e2%80%99osservatorio-audiovisione-sperimentazioni-e-ricerche/diap_programma/' rel='attachment wp-att-5766'>Il programma della giornata</a></p>
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		<title>Torna a Parma &#8220;BoulevArt&#8221;, il festival dei giovani artisti</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 06:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/06/16/torna-a-parma-boulevart-il-festival-dei-giovani-artisti/' addthis:title='Torna a Parma &#8220;BoulevArt&#8221;, il festival dei giovani artisti'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>BoulevArt torna a Parma venerdì 24 e sabato 25 giugno 2011. Il festival dei giovani artisti compie tre anni: due serate di spettacolo, 150 performance in strada Pittura, fotografia, fumetto, danza, teatro, video, musica, installazioni, gare fra artisti, intrattenimenti per adulti e bambini e altro ancora: venerdì 24 e sabato 25 giugno, l’arte nuovamente protagonista [...]]]></description>
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<p><strong>BoulevArt</strong> torna a Parma venerdì 24 e sabato 25 giugno 2011. Il festival dei giovani artisti compie tre anni: due serate di spettacolo, 150 performance in strada</p>
<p><span id="more-5700"></span></p>
<p>Pittura, fotografia, fumetto, danza, teatro, video, musica, installazioni, gare fra artisti, intrattenimenti per adulti e bambini e altro ancora: venerdì 24 e sabato 25 giugno, l’arte nuovamente protagonista in strada con BoulevArt. Torna a Parma per il terzo anno consecutivo l’appuntamento con i giovani artisti, in un’edizione 2011 che presenta diverse novità. Fra queste, un programma che si amplia, svolgendosi per la prima volta in due serate, e che “sconfina” ospitando anche artisti provenienti da altre città d’Italia.</p>
<p>Un vero e proprio Festival delle Arti che animerà i vicoli, le piazze e le strade principali del centro storico, dalle 19 fino alle 24, con esibizioni, concerti, mostre e spettacoli, per un totale di 150 performance. Una grande e festosa kermesse, tutta a partecipazione gratuita. Per l’occasione, sarà inoltre in distribuzione a Parma un numero speciale di BoulevArt papier, la rivista dei giovani artisti, tutta dedicata all’evento e ai suoi protagonisti (scaricabile anche in formato pdf dal <a href="http://www.boulevartparma.it/">sito</a>).</p>
<p>BoulevArt è il movimento artistico nato tre anni fa dall’idea di offrire ai giovani artisti parmigiani, dai 14 ai 35 anni, la possibilità di esprimere la propria creatività attraverso la formula dello spettacolo in strada. Un contesto informale che si adatta all’arte giovane, un’opportunità di presentarsi alla città, trasformando Parma in un palcoscenico naturale e luogo espositivo aperto a tutti. Un “movimento” che è cresciuto negli anni, arrivando a contare oggi ben 500 iscritti alla rete.</p>
<p>BoulevArt è promosso e co-organizzato dall’Assessorato al Benessere e alla Creatività giovanile del Comune di Parma, attraverso l’Archivio Giovani Artisti, e da Edicta Eventi, con il sostegno di Marella S.r.l. ed il patrocinio della Camera di Commercio di Parma, Ascom Confcommercio Imprese per l’Italia, Confesercenti Parma, Cna Parma, Università degli Studi di Parma.</p>
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		<title>“La sala de baile&#8221;: a Modena l&#8217;arte incontra la danza</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 06:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/06/11/%e2%80%9cla-sala-de-baile-a-modena-larte-incontra-la-danza/' addthis:title='“La sala de baile&#8221;: a Modena l&#8217;arte incontra la danza'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Una forma realizzata in tessuto che allude a un abito di foggia ottocentesca vola sospesa sotto la cupola della Palazzina dei Giardini, riflessa da alcuni specchi, come a muovere passi di danza, occupando l’intera area di ingresso dell’edificio. È “La sala de baile”, installazione di Anna Malagrida per la retrospettiva allestita fino al 19 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5620.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Una forma realizzata in tessuto che allude a un abito di foggia ottocentesca vola sospesa sotto la cupola della Palazzina dei Giardini, riflessa da alcuni specchi, come a muovere passi di danza, occupando l’intera area di ingresso dell’edificio. È “La sala de baile”, installazione di Anna Malagrida per la retrospettiva allestita fino al 19 giugno prossimo a Modena, opera che riprende in chiave contemporanea l’antica destinazione dell’edificio, in origine Casino delle Feste della corte Estense.</p>
<p><span id="more-5620"></span></p>
<p>Parte da qui l’idea di promuovere un evento dedicato alla danza, organizzato dalla <a href="http://www.comune.modena.it/galleria">Galleria Civica di Modena</a> in collaborazione con la Società di Danza – Scuola di danza ottocentesca di Modena, diretta da Fabio Mòllica, in occasione della <a href="http://www.lanottedeimusei.it/">Notte Europea dei Musei</a>.<br />
Sabato 14 maggio 2011 alle 20.30 alla Palazzina dei Giardini, in corso Canalgrande a Modena, è in programma una lezione di ballo grazie alla quale sarà possibile sperimentare le tradizionali danze ottocentesche, dal valzer alla quadriglia, sotto la guida di insegnanti esperti.<br />
La lezione, della durata di un’ora circa, è ad ingresso gratuito e su prenotazione (tel. 059 203 2919 da mercoledì a domenica dalle 10,30 alle 13,00 o all’indirizzo biglietteria.galleria.civica@comune.modena.it ).<br />
Chi lo desidera potrà assistere e visitare la mostra aperta per l’occasione fino alle ore 24,00.</p>
<p>La mostra allestita alla Palazzina dei Giardini, prima retrospettiva italiana dell’artista spagnola Anna Malagrida, coprodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con la FUNDACIÓN MAPFRE di Madrid, a cura di Isabel Tejeda, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 19 giugno.<br />
Il catalogo, Tf.Editores, è in lingua inglese, francese e spagnola (con testi in italiano in brochure allegata). Nel volume saggi di Rachida Triki, storica dell’arte all’Università di Tunisi, Martin Peran, critico d’arte e professore di storia dell’arte all’Università di Barcellona, testi di Isabel Tejeda, curatrice della mostra, e un’intervista ad Anna Malagrida.</p>
<p>L’Associazione Culturale Società di Danza è da un ventennio impegnata nello studio e nella diffusione della conoscenza storica della danza. Nata a Modena e Bologna, la Società di Danza è oggi presente in 28 città italiane e 12 città europee e svolge un complesso lavoro culturale, focalizzato sullo studio e la divulgazione della danza storica. Pubblica una propria collana libraria; organizza corsi di formazione per insegnanti, convegni e seminari di studio teorico e pratico; collabora con Istituzioni pubbliche e private, Musei e Università per la realizzazione di progetti inerenti la storia della danza e la danza storica. Dal 1998 collabora con l’Accademia Militare di Modena per la preparazione dei Cadetti ai Gran Balli formali.</p>
<p>Nata a Barcellona nel 1970 Anna Malagrida vive a Parigi dal 2004. Debutta come fotografa nel 1988, anno in cui si iscrive all&#8217;Universitat Autònoma de Barcelona dove in seguito ottiene una laurea in Scienze dell&#8217;informazione. Prosegue la sua formazione all&#8217;École Nationale Supérieure de la Photographie di Arles (1993). A partire dal 1998 sviluppa una personale poetica in equilibrio fra opacità e trasparenza, intimità ed esteriorità, vita quotidiana e rappresentazione indagando all&#8217;interno delle immagini i limiti fisici e concettuali del visibile. Le sue opere invitano lo spettatore a sperimentare un&#8217;esperienza bivalente, al contempo fisica e intuitiva. Una dualità proposta attraverso scenari ricorrenti – la finestra, la frontiera – utilizzati per far dialogare fra loro i diversi spazi e suggerire un&#8217;idea sottesa di instabilità o ambiguità. Anna Malagrida sonda il rapporto tra la fotografia e il mondo contemporaneo; emergono nel suo lavoro tracce evidenti di una riflessione costante sull&#8217;immagine nell&#8217;attualità, i limiti della fotografia e la dualità dello sguardo. La finestra è un motivo chiave della sua poetica, cui l&#8217;artista affida un ruolo strategico: è il limite fra interno ed esterno, soglia attraverso la quale invita lo spettatore a entrare in relazione con l&#8217;immagine fotografica. Elemento di separazione o frammento capace di unire lembi diversi della realtà, qualche volta è rappresentata anche come semplice vetro trasparente che non interferisce con la nostra percezione, ma prende in altre occasioni un carattere deliberatamente pittorico. Tuttavia non tutto è sempre visibile nel lavoro della Malagrida. Il quadro della finestra implica sempre un fuori campo che invita lo spettatore, durante la contemplazione, a dispiegare la propria immaginazione.</p>
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		<title>Torna &#8220;Port Day&#8221; a Genova, con i &#8220;Racconti al Vento&#8221; di Stefano Lanzardo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 13:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/05/23/torna-port-day-a-genova-con-i-racconti-al-vento-di-stefano-lanzardo/' addthis:title='Torna &#8220;Port Day&#8221; a Genova, con i &#8220;Racconti al Vento&#8221; di Stefano Lanzardo'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Venerdì scorso presso il Galata Museo del Mare di Genova ha aperto i battenti la quarta edizione del Port Day con l’inaugurazione della mostra “Racconti al vento” di Stefano Lanzardo, a cura di Beatrice Astrua e Cinzia Compalati, dando seguito al felice esito che ebbero &#8220;Lightship to Lodola&#8221; nel 2008, &#8220;Tomaino. Le acciughe fanno la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5532.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Venerdì scorso presso il Galata Museo del Mare di Genova ha aperto i battenti la quarta edizione del  <strong>Port Day</strong> con l’inaugurazione della mostra “<strong>Racconti al vento</strong>” di <a href="http://www.stefanolanzardo.com/">Stefano Lanzardo</a>, a cura di Beatrice Astrua e Cinzia Compalati, dando seguito al felice esito che ebbero &#8220;Lightship to Lodola&#8221; nel 2008, &#8220;Tomaino. Le acciughe fanno la palla&#8221; nel 2009 e &#8220;Michelangelo Barbieri. Approdo in alto mare&#8221; nel 2010. La mostra rimarrà aperta fino al 16 agosto 2011.</p>
<p><span id="more-5532"></span></p>
<p>L’esposizione, coerentemente con il Port Day, prende spunto da un reportage fotografico che Lanzardo realizzò tra il 1989-90 in occasione del riallestimento delle vele dell’<strong>Amerigo Vespucci</strong>, nave scuola della Marina Militare Italiana. In questa prima sezione, l’ampio servizio, allestito sia sulle pareti sia lungo il parapetto della rampa a creare una sorta di scia di immagini che sfilano come nelle pubblicità visibili da una scala mobile, documenta in tutta la sua durata il processo di realizzazione delle vele: dall’acquisto del tessuto alla sua lavorazione, dal processo artigianale di fabbricazione fino alla messa in opera. La stampa su tela conferisce alle foto quella texture comune alla vela, consentendo così di tracciare una continuità ideale e reale tra l’oggetto, la sua traduzione in fotografia e la percezione visiva da parte del fruitore.</p>
<p>Oltre a questo corpus, il progetto espositivo, si articola in altre due sezioni che mirano a svelare a tutto tondo il lavoro di Lanzardo, da sempre sdoppiato tra i binari della fotografia professionale e della ricerca artistica. Tuttavia, in questa occasione, il cerchio si chiude mostrando per la prima volta allo spettatore le tangenze – consapevoli o inconsapevoli – che i due percorsi hanno innescato.</p>
<p>La seconda sezione presenta <strong>Water Body</strong>  – installazione realizzata site specific per il Galata Museo del Mare – cerniera tra il lavoro più strettamente professionale di Lanzardo e quello dedicato alla pura ricerca artistica. I visitatori attraversano un’acquosa struttura, camera di decompressione tra l’uno e l’altro mondo. Grazie alla stampa su materiale trasparente e all’immedesimazione suggerita dal sonoro, affiorano sintonie compositive e visive tra la fluidità dell’acqua e il movimento del corpo umano che sembra immerso, liquefatto come una medusa in un acquario.</p>
<p>La terza e ultima sezione espone una selezione di fotografie fine-art estratte da <strong>Rock Carving</strong>, ricerca nodale nella produzione di Lanzardo, il quale – con la sua personalissima declinazione della tecnica del light brush – ha ripreso al buio corpi umani illuminati da un pennello intinto di luce che lui stesso calibra. L’effetto di questi corpi ridotti alle loro sagome essenziali, quasi fossero graffiti di luce incisi nel buio delle caverne – da cui il titolo del lavoro –, è ottenuto grazie a una tecnica sapiente e raffinata di scatto e messa in posa senza ricorrere ad alcuna rielaborazione al computer.</p>
<p>Desiderio dei curatori – oltre ad offrire una panoramica allargata sulla sua composita attività, così duttile ed esperta nel gestire il mezzo fotografico – è quello di allestire lo spazio museale in coerenza con il background  teatrale dell’artista. Immagini quindi ‘piegate’ a seconda delle esigenze ora spettacolari, ora più intime e di pura ricerca artistica.</p>
<p>L’iniziativa Port Day è promossa dall’Autorità Portuale di Genova e dal Mu.MA Istituzione Musei del Mare e della Navigazione, con il contributo della comunità portuale genovese, oltre ad avvalersi della preziosa collaborazione dell’Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione Onlus e della sponsorizzazione tecnica di Coop Liguria, Cantine Lunae e PED. Il Port Day è un evento promosso dalla Comunità Europea con la finalità di aprire al pubblico, attraverso eventi e manifestazioni culturali, gli spazi portuali delle 20 principali città europee.</p>
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		<title>Mostra itinerante “r-EVOLution – d’you know what I mean”: dal  9 Maggio al 30 Novembre al Nu-Lounge di Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 22:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/05/08/mostra-itinerante-%e2%80%9cr-evolution-%e2%80%93-d%e2%80%99you-know-what-i-mean%e2%80%9d-dal-9-maggio-al-30-novembre-al-nu-lounge-di-bologna/' addthis:title='Mostra itinerante “r-EVOLution – d’you know what I mean”: dal  9 Maggio al 30 Novembre al Nu-Lounge di Bologna'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Dopo Milano, la mostra itinerante r-EVOLution continua: dal 9 maggio al 30 novembre 2011 si sposterà, infatti, nel centro storico di Bologna, al Nu-Lounge, in via dei Musei 6. Un locale di tendenza, &#8220;mix sapiente tra lo stile minimal newyorchese e il calore dell’accoglienza bolognese&#8221;, per una performance artistica incentrata sull&#8217;idea di &#8220;rivoluzione&#8221;. Come è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5419.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Dopo <a href="http://www.idranet.it/2011/04/08/mostra-r-evolution-%e2%80%93-d%e2%80%99you-know-what-i-mean-dal-12-17-aprile-2011-al-uainbar-di-milano-per-il-fuori-salone/">Milano</a>, la <a href="http://www.revolution2010.altervista.org/">mostra itinerante r-EVOLution</a> continua: dal 9 maggio al 30 novembre 2011 si sposterà, infatti, nel centro storico di Bologna, al Nu-Lounge, in via dei Musei 6. Un locale di tendenza, &#8220;mix sapiente tra lo stile minimal newyorchese e il calore dell’accoglienza bolognese&#8221;, per una performance artistica incentrata sull&#8217;idea di &#8220;rivoluzione&#8221;.</p>
<p><span id="more-5419"></span></p>
<p>Come è noto, infatti, r-EVOLution è un collettivo nato nel 2009 al Sergent Pepper’s di Milano, sotto l&#8217;impulso di Linda Ferrari, curatrice degli eventi artistici del locale, e composto dai 10 giovani artisti Francesco Laera, Matteo Suffritti, Francesca Lolli, Manusch Badaracco, Alessandro Minoggi, Linda Ferrari, Alan Zeni, Manu Zuccarotta, Mr. G., Mattia Barf Carne. Gli artisti affrontano in modo originale il significato della parola &#8220;rivoluzione&#8221;, applicato alla descrizione di aspetti positivi e negativi della società odierna, attraverso dipinti, installazioni, fotografie, videoarte e altre forme espressive spesso di natura sperimentale.</p>
<p>La mostra “r-EVOLution – d’you know what I mean”, presso Nu-Lounge, via dei Musei 6, Bologna, sarà inaugurata il 9 Maggio 2011 dalle 19:30 alle 2:30; fino al 30 novembre, la mostra (ad ingresso libero e gratuito) sarà visitabile tutti i giorni, da lunedì a domenica, dalle 17:00 alle 02:30.</p>
<p>Inoltre, ricordiamo che il viaggio di r-EVOLution non finisce qui&#8230; dal 19 al 24 Maggio a Milano, in autunno sarà a Casale Monferrato e, per concludere l&#8217;anno in bellezza, a dicembre sbarcherà a Venezia.</p>
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		<title>Daydreaming: 9 installazioni ci raccontano di un viaggio a due</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 06:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/04/18/daydreaming-9-installazioni-ci-raccontano-di-un-viaggio-a-due/' addthis:title='Daydreaming: 9 installazioni ci raccontano di un viaggio a due'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Sarà inaugurata mercoledì 27 aprile alle ore 18 presso la Fornace dell&#8217;Innovazione &#8211; sala Esedra (via Strada Muson, 2 – Asolo) l’esposizione delle 9 installazioni risultato del progetto Daydreaming, ideato da fondazione march, e realizzato in collaborazione con Porsche Italia, Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto e Fondazione La Fornace dell’Innovazione. L’idea su cui si fonda il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5223.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Sarà inaugurata mercoledì 27 aprile alle ore 18 presso la Fornace dell&#8217;Innovazione &#8211; sala Esedra (via Strada Muson, 2 – Asolo) l’esposizione delle 9 installazioni risultato del progetto <strong>Daydreaming</strong>, ideato da <a href="http://www.fondazionemarch.org">fondazione march</a>, e realizzato in collaborazione con Porsche Italia, Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto e Fondazione La Fornace dell’Innovazione.</p>
<p><span id="more-5223"></span></p>
<p>L’idea su cui si fonda il progetto è quella di rielaborare una Porsche 911 attraverso la sapienza degli artigiani del Nordest e il coordinamento di un artista, Riccardo Benassi, attivando così un modello di lavoro in rete e di mobilità delle idee, che possa diventare una nuova strategia del made in Italy.<br />
Protagonista è appunto il modello Porsche 911, che rappresenta un esempio della filosofia della Casa Automoblistica di Stoccarda per tradizione e innovazione, qualità ed eccellenza, e che per l’occasione è stata destrutturata in 9 installazioni, attraverso un lavoro coordinato da Riccardo Benassi, artista internazionale che ha già esposto a Roma, Gerusalemme e New York.<br />
L’auto non sarà presente nella sua unità, ma attraverso degli elementi rielaborati che rimandano all&#8217;oggetto quasi a costruire una sorta di rebus, che raggiunge la sua completezza solo nella visione mentale e nell&#8217;esperienza personale dell&#8217;ambiente installativo di ogni partecipante.<br />
Con il progetto Daydreaming si è voluto creare un insolito connubio tra realtà che inventano un nuovo paesaggio, fatto di relazioni tra figure professionali rinnovate.<br />
L’artigiano infatti è oggi testimone di una tradizione manuale e di alta qualità, ma allo stesso tempo sperimentatore di nuove tecniche contemporanee; l’artista con il suo pensiero laterale trasforma la normale visione e percezione di un’auto in un’esperienza unica al di fuori del normale circuito produttivo e simbolico.<br />
Nasce così una nuova sensibilità di impresa attenta al territorio in cui opera, una nuova identità artigianale aperta al dialogo e allo sviluppo di nuove idee, e una nuova figura d’artista che sa confrontarsi con le realtà operative di un territorio.<br />
Il progetto sarà documentato anche attraverso un video visibile durante l&#8217;evento di inaugurazione e attraverso i diversi siti internet.<br />
L’iniziativa è inserita nel programma del <a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/">Festival delle Città Impresa</a> (27 aprile – 1 maggio), rassegna che racconta le trasformazioni del NordEst, con un’attenta riflessione sul suo futuro.</p>
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		<title>Green Generation &amp; Quantum Leap Gallery presentano &#8220;Urban Art&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 16:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/04/17/green-generation-quantum-leap-gallery-presentano-urban-art/' addthis:title='Green Generation &#038; Quantum Leap Gallery presentano &#8220;Urban Art&#8221;'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Il primo appuntamento con Urban Art, collettiva nell’ambito della quale hanno esposto dieci artisti tra pittori, designer, scultori, fotografi, illustratori, si é tenuto con successo tra febbraio e marzo scorsi presso la Quantum Leap Gallery di Roma e da allora si sono susseguiti altri appuntamenti segnati da una grande partecipazione di artisti e pubblico. Giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5215.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Il primo appuntamento con Urban Art, collettiva nell’ambito della quale hanno esposto dieci artisti tra pittori, designer, scultori, fotografi, illustratori, si é tenuto con successo tra febbraio e marzo scorsi presso la <a href="http://www.idranet.it/2011/02/28/pensieri-in-arte-alla-quantum-leap-gallery-di-roma/">Quantum Leap Gallery</a> di Roma e da allora si sono susseguiti altri appuntamenti segnati da una grande partecipazione di artisti e pubblico. Giunta al quarto appuntamento, l&#8217;iniziativa di Quantum Leap Art Gallery, iniziata il 14 aprile prosegue fino al 23 aprile, sempre a rione Monti, il quartiere più antico di Roma, in collaborazione con &#8220;<a href="http://www.greengeneration.it">Green Generation</a>&#8220;, associazione no profit nata con lo scopo di promuovere e valorizzare il patrimonio artistico, ambientale e culturale italiano e i giovani artisti contemporanei. </p>
<p><span id="more-5215"></span></p>
<p>Un quadro, un disegno, una fotografia, un oggetto, ma più in generale nel corso dell&#8217;iniziativa verranno esposte decine di opere d’arte pronte a far vivere la pittura del presente con l&#8217;obiettivo di costruire un dialogo tra tutti gli appassionati di ingegno nati sotto il segno della spiritualità di Daisaku Ikeda che professa: &#8220;Non lasciate mai che qualcuno vi tolga il vostro sogno, perché cancellerà anche la vostra missione&#8221;.<br />
&#8220;Urban Art è un progetto ambizioso &#8211; dichiara Leopoldo Muto, direttore artistico di Quantum Art Leap Gallery &#8211; che si pone come obiettivo quello di generare un circolo virtuoso positivo, costruito su un dialogo tra vari soggetti attivi nel mondo dell&#8217;arte, ed articolato in una serie di cicli continui di mostre collettive e personali organizzato con creativi che si esprimono attraverso i mille linguaggi dell&#8217;arte&#8221;.<br />
Questa volta il progetto è firmato da Nico Granito, Franco Margari, Diego Carannante, Christian Schingo, Emanuele Cerruti, Barbara Bigi, Marco Paternesi, Susanna Buscaini.<br />
La galleria di via Urbana 122 dalle 19 in poi, sarà un percorso artistico che darà la possibilità a chiunque di saperne di più sul rispetto per l’ambiente, sulla natura in generale e sull’utilizzo quotidiano dei vari prodotti necessari alla nostra vita.<br />
A questo <a href="http://www.qlgallery.com/blog/urbanart-22feb/">indirizzo</a> si può vedere il video della prima collettiva di Urbanart dell’8 Marzo.</p>
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