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	<title>IDRAnet &#187; Installazioni</title>
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	<description>portale di Informazione e cultura Design aRte musicA ciNema lEtteraTura</description>
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		<title>PostDimensione &#8211; Viaggio nell&#8217;arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 18 settembre al 31 ottobre, il Torrione Passari di Molfetta (Bari), ospiterà la mostra di arte contemporanea PostDimensione – Viaggio nell&#8217;arte contemporanea, a cura di Giacomo Zaza, pensata in conformità con tutti gli spazi espositivi, la struttura austera e arcana della torre, con una selezione di artisti (Alessandro Bulgini, Jürgen Klauke, Oleg Kulik, Katja [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/2010/08/02/postdimensione-viaggio-nellarte-contemporanea/postdimensione2010/" rel="attachment wp-att-3160"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/PostDimensione2010.jpg" alt="" title="PostDimensione2010" width="400" height="297" class="alignnone size-full wp-image-3160" /></a></p>
<p>Dal 18 settembre al 31 ottobre, il Torrione Passari di Molfetta (Bari), ospiterà la mostra di arte contemporanea PostDimensione – Viaggio nell&#8217;arte contemporanea, a cura di Giacomo Zaza, pensata in conformità con tutti gli spazi espositivi, la struttura austera e arcana della torre, con una selezione di artisti (Alessandro Bulgini, Jürgen Klauke, Oleg Kulik, Katja Loher, Damir Očko, Yoko Ono, Daniele Puppi, Jean Toche, Markus Willeke, Lin Yilin) provenienti da diverse aree geografiche, accomunati sia dalla sperimentazione dei linguaggi, sia dalla gestazione di una immaginazione critica, disinibita, comunicativa, a volte ossessiva.</p>
<p><span id="more-3159"></span></p>
<p>Se la dimensione parallela o universo parallelo si pone come universo ipotetico separato e distinto dal nostro, ma coesistente con esso, la “postDimensione” si caratterizza per la sua derivazione dalla realtà, per il suo fondamento fornito dal mondo attuale, ovviamente imbevuto di un coacervo di entità contingenti, utopistiche, ideologiche, paradossali, eversive. Una dimensione che comprende un multiverso di linguaggi e una molteplicità di attitudini.<br />
 <br />
L’ambiente globale diventa un luogo di esperienza che trascende i confini geografici ed etnici, di classe e nazionalità, di religione e ideologia. Esso unisce tutti i generi umani.<br />
Negli ambiti attuali della cultura sembra esserci una tendenza inversa, orientata verso una crescente divisione, dove ogni territorio va alla ricerca della propria identità culturale. Nell’arte esiste una messa in relazione tra ciò che è globale e ciò che è locale, il cui dialogo è fonte di creatività. Alcuni artisti reagiscono utilizzando soggetti e mezzi di espressione poliedrici (Bulgini, Willeke), quali suono e performance (Klauke, Očko), trasferiti in nuovi contesti, altri, invece, sviluppano approcci e metodologie dalla nuova tecnologia (Loher, Puppi), o si insidiano nell’apparato collettivo della comunicazione mediale (Toche, Yilin). Altrove, prassi fisiche eversive adottate da Oleg Kulik, trasformato in un cane accanito ad attaccare i passanti, o tattiche comunicative sviluppate da Yoko Ono, dichiarano l&#8217;esistenza di spazi interagenti, non asettici e distaccati, ma vettori di questioni mentali, culturali, sociali.<br />
 <br />
Il percorso espositivo, progettato per il Torrione Passari, oltrepassa gli intenti propagandistici di matrice politica, nello stesso tempo si allontana dalla celebrazione dell’arte contemporanea come qualcosa di esotico e di “trendy”, motivato dal mercato e dalla celebrazione mediatica, finanche dal trionfalismo delle strutture locali di governo.<br />
Dopo importanti interventi site-specific, realizzati a Molfetta dal 2002 ad oggi,  tra i quali ricordiamo: Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Joseph Kosuth, Daniel Spoerri, fino a H.H.Lim, Rui Chafes, Kader Attia, Mona Hatoum, John Bock e Carsten Nicolai; questa mostra rappresenta un’altra tappa di attenta ricognizione sul contemporaneo con tutte le sue possibili sfaccettature linguistiche.<br />
 <br />
Il progetto postDimensione intende anche demitizzare tutte quelle espressioni locali che anelano, consciamente o inconsciamente, ad essere globali. Purtroppo l’arte, che si trova a percorre l’era globale, non potrà mai essere consumata velocemente, perché è differente dal meccanismo di produzione e consumazione di immagini obsolete.<br />
 <br />
Il mondo di oggi sembra reinventare se stesso attraverso il discorso della globalizzazione. Si sa, ormai, che il tempo e lo spazio si sono ridotti grazie all’avvento di più veloci mezzi di trasporto e comunicazione. Il colonialismo sembra esorcizzato, la modernità ridicolizzata. Una forte pressione sulle nuove società industrializzate, nonché sulle comunità asiatiche, fa resuscitare nuove oasi di un capitalismo “liberale e democratico”, al servizio del “dogma economico”. Il sistema delle multinazionali, unito a quello della finanza mondiale, si impegna a veicolare/importare prodotti monoculturali e stili di vita fin troppo anestetizzati. Mentre l’arte, nel suo procedere aperto e ricettivo, recepisce la dimensione globale e il suo impatto, tenta di metabolizzarla in una “postRealtà”, una dimensione della realtà spostata all’interno di una condizione identitaria “flessibile” e in perpetuo movimento. Tuttavia essa non accetta il compromesso di una sfera artistica intesa come puro esercizio di stile, o come esasperato estetismo formale, essendo una post-realtà che controbatte visivamente e concettualmente al cambiamento cognitivo d’oggi, che insiste sull’esperienza dell’uomo agito da un instabile processo di assemblaggio di culture e reti dove poter “navigare” e “naufragare”, assillato da una comunicazione decentralizzata e ambivalente, che disorienta e distrae. Così gli artisti invitati si addentrano tra le percezioni di una realtà complessa, sfumata, incerta, paradossale e caotica.<br />
 <br />
Il progetto PostDimensione – Viaggio nell’arte contemporanea, pensato per gli spazi del Torrione Passari, è promosso dal Comune di Molfetta con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bari e dell&#8217;Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.torrionepassari.it/index.asp">Torrione Passari</a>.</p>
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		<title>Roma: Michele Zaza. Universo rivelato</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 1 immagine ] A partire da giovedì 4 febbraio la Fondazione Volume! di Roma propone una personale dedicata a Michele Zaza: gli spazi dell’ex-vetreria di Trastevere ospiteranno infatti Universo rivelato. Di seguito il comunicato stampa dell’evento. «Una lieve illuminazione schiude uno spazio trasognato, surreale, un territorio limite tra apparizione e realtà, all&#8217;interno del quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/michele_zaza_universo_rivelato_.jpg" alt="Roma: Michele Zaza. Universo rivelato" /><br />
[ <a href="http://www.idranet.it/gallery.php?ima=michele_zaza_universo_rivelato_&#038;an=a&#038;id=2092&#038;num=1&#038;this=1&#038;m=0&#038;comment=Roma%3A+Michele+Zaza.+Universo+rivelato">1 immagine</a> ] </p>
<p>A partire da giovedì 4 febbraio la <a href="http://www.fondazionevolume.com">Fondazione Volume!</a> di Roma propone una personale dedicata a <a href="http://www.idranet.it/2008/11/10/fotografia-michele-zaza-in-mostra-nellambito-di-progettosettanta/">Michele Zaza</a>: gli spazi dell’ex-vetreria di Trastevere ospiteranno infatti Universo rivelato. Di seguito il comunicato stampa dell’evento.</p>
<p><span id="more-2092"></span></p>
<p>«Una lieve illuminazione schiude uno spazio trasognato, surreale, un territorio limite tra apparizione e realtà, all&#8217;interno del quale ci muoviamo tra processi consapevoli e inconsci e dalla quale emergono come segni tangibili e concreti alcuni frammenti di pane. L&#8217;Universo rivelato di Michele Zaza si pone come percorso gnoseologico dell&#8217;essenziale e dell&#8217;esistenziale, volto alla ricerca e piena comprensione della propria identità mediante un&#8217;introspezione realizzata per immagini.<br />
La proiezione di volti blu coperti da mani in movimento sono maschere, immagini che rinviano alla zona interiore ed enigmatica dell&#8217;essere, ombre rivolte alla ricerca di ciò che avviene al di là dello spazio e del tempo, nella sfera del mito.<br />
Una dimensione onirica volta a ricercare la condizione primordiale, la reviviscenza di leggende che legano il corpo contemporaneo dell&#8217;artista all&#8217;iconografia primitiva attraverso le simbologie del cibo e del sonno, e dei relativi rituali.»</p>
<p><strong>Michele Zaza</strong><br />
Nasce a Molfetta in Puglia il 7 novembre del 1948.<br />
La ricerca di Zaza inizia con il ciclo Cristologia, presentato, nel 1972, alla galleria Diagramma/Inga-Pin di Milano. Nel 1973 crea un nucleo di opere intitolato Dissidenza Ignota, esposto da Marilena Bonomo a Bari. Nell’opera principale è rappresentata la madre dell’artista che sta per addormentarsi, tra una pistola poggiata su un cumulo di ovatta e una sequenza di immagini di lei in diversi momenti di vita quotidiana. Nel 1974, lavori intitolati Naufragio euforico evidenziano l’aspetto contraddittorio della libertà sotto forma di un percorso “a senso unico”. Segue nel 1975 il ciclo Mimesi, esposto da Massimo Minini a Brescia e da Annemarie Verna a Zurigo. Esistenza e assenza, condizione umana e operare artistico sono a confronto. Dal 1976 l’irreale non è in antinomia al reale, ma anzi costituisce una realtà in divenire, fatta di curiosi paesaggi di terra e di ovatta, abitati da piccoli oggetti di carta somiglianti a macchine volanti. Nella serie intitolata Anamnesi i personaggi sembrano agire nella dimensione del sogno, nutrendosi di molliche di pane. Sempre nel 1976 Zaza realizza il ciclo Universo Estraneo da Lucio Amelio a Napoli, e poi Fantasia Privata da Yvon Lambert a Parigi. Invece nel 1978 crea opere intitolate Racconto celeste, dove analizza l’incorporeo. Il colore blu della parete cosparsa di stelle-molliche è un cielo che avvolge i volti del padre e della madre.  Lo spazio abitativo diviene “spazio celeste”.<br />
Nel 1980, da Leo Castelli a New York, Zaza espone Neo-Terrestre. Nello stesso anno Zaza è invitato alla Biennale di Venezia con una sala personale. Successivamente, nel 1981 è a Parigi con una mostra antologica al Musée d’art moderne de la Ville de Paris. Mentre a Ginevra, al Cabinet des estampes du Musée d’art et d’histoire nel 1991, e a Mosca nel 1996 presso lo Shchusev Architecture Museum con una serie di nuovi lavori ispirati a Hölderlin. Tra le collettive, nel 1977 e nel 1982 partecipa alla Documenta di Kassel, nel 1975 alla Biennale di Parigi e nel 1977 alla XIV Biennale di São Paulo.<br />
Negli anni ‘80 Zaza comincia ad inserire nelle sue opere elementi scultorei, come Paesaggio in cui appaiono accanto alle fotografie delle forme tridimensionali. Significativa è la tappa di Cielo Abitato.<br />
Nelle opere degli anni ’90 Zaza compie una trasfigurazione dei volti attraverso delle campiture di colore che mettono in evidenza dei punti focali quali la fronte, il naso, le mani, che sottendono alle funzioni vitali. L’artista è come un “viaggiatore” che procede in direzione delle proprie origini, in un “ritorno verso se stesso”. Opere quali il Centro del Viaggiatore, Cercatemi altrove, Paesaggio segreto, Corpo magico, stabiliscono uno scambio fra l’intimità umana e il cosmo, attraverso sculture di cartone e ovatta con cui l’artista reinventa il proprio corpo avvolto da effetti di luce. Zaza escogita uno scenario segreto, elaborato a partire da elementi del quotidiano (molliche, ovatta, cuscini) e da presenze scultoree. Spesso il volto, sia maschile che femminile, viene dipinto con colori riferiti alla terra e al cielo – il marrone, il blu, il bianco: da Rivelazione segreta e Corpo segreto (2005) a Paesaggio magico e Orizzonte segreto (2006), oppure Io sono il paesaggio (2007).</p>
<p>Zaza espone al Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma e al Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra. Le sue opere sono conservate presso varie collezioni pubbliche, tra cui la Fondation Emanuel Hoffmann di Basilea, l’Hamburger Bahnhhof-Museum für Gegenwart (Berlino), il Walker Art Center (Minneapolis); il Kunsthaus (Zurigo).</p>
<p><strong>MICHELE ZAZA. Universo rivelato</strong><br />
<strong>Fondazione Volume! </strong><br />
via San Francesco di Sales 86/88 &#8211; 00165 Roma<br />
Inaugurazione: giovedì 4 febbraio, ore 19 </p>
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		<title>Domus Academy illumina Milano</title>
		<link>http://www.idranet.it/2009/12/03/domus-academy-illumina-milano/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 16:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[domus academy]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il Festival Internazionale della Luce (Milano, 6 dicembre 2009 &#8211; 10 gennaio 2010) inizia la fase finale del concorso Led – Light Exhibition Design, promosso da Maurizio Cadeo, Assessore all&#8217;Arredo, Decoro Urbano e Verde del Comune di Milano e destinato a raccogliere progetti di installazioni, allestimenti, opere d’arte e d’arredo per decorare di luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Festival_luce09_head.jpg" alt="Festival_luce09_head" title="Festival_luce09_head" width="400" height="297" class="alignnone size-full wp-image-1944" /></p>
<p>Con il <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/per+saperne/per+saperne/led/speciale+led_home+speciale"><strong>Festival Internazionale della Luce</strong></a> (Milano, 6 dicembre 2009 &#8211; 10 gennaio 2010) inizia la fase finale del concorso <strong>Led – Light Exhibition Design</strong>, promosso da Maurizio Cadeo, Assessore all&#8217;Arredo, Decoro Urbano e Verde del Comune di Milano e destinato a raccogliere progetti di installazioni, allestimenti, opere d’arte e d’arredo per decorare di luce e creatività l’ambiente urbano.<br />
Obiettivo del concorso è quello di valorizzare il talento dei giovani designer italiani e stranieri, promuovendo la creatività e l’innovazione, nel rispetto dell’ambiente, a favore della condivisione degli spazi pubblici. Lanciato nel novembre 2008, Led ha coinvolto gli studenti delle più importanti scuole e accademie di design della città, tra le quali <a href="http://www.domusacademy.it/ita/index.php"><strong>Domus Academy</strong></a>, e anche giovani professionisti operanti in Italia e dieci designer di fama internazionale, fra i quali Michele De Lucchi e Patricia Urquiola.</p>
<p><span id="more-1933"></span></p>
<p>La consegna dei progetti è avvenuta a febbraio e la loro esposizione è stata realizzata a fine maggio presso lo spazio espositivo Urban Solutions a Fieramilano. Tra i 30 vincitori della categoria Studenti, tre i lavori provenienti da Domus Academy: &#8211; <strong>Across the Universe</strong> di Cui Cui (Cina), Ya Shen Cui (Cina), Sheng-Yuan Hsiao (Thailandia) e Cheon-Hong Park (Corea del Sud), studenti del Master in Interior and Living Design, project leader:<br />
Cinzia Ferrara &#8211; <strong>Meet&amp;Blend</strong> di Hangwe Ahn (Corea del Sud), Jin Woo Han (Corea del Sud) e Alessio Santoro (Italia), studenti del Master in Design, project leader: Niko Koronis, project assistant: Maria José Fabrega &#8211; <strong>Metroluminaria </strong>di Rosa Anna Romano (Italia), Arim Kim (Corea del Sud) e Aytek Jane (Turchia), studenti del Master in Design, project Leader: Giovanni Levanti, project assistant: Antonio Iodice.</p>
<p>Mentre Metroluminaria sarà realizzato nel 2010, Meet&amp;Blend sarà allestito sul Naviglio Grande e Across the Universe costituirà la performance per l’evento inaugurale in programma il 6 dicembre alle 18 in piazza Duomo. A partire da questa data è prevista l’esposizione all’aperto in città dei lavori più interessanti, con la possibilità di votare sul sito <a href="http://www.ledfestival.it/"><strong>www.ledfestival.it</strong></a> le installazioni decretandone l’opera vincitrice in assoluto.</p>
<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Across_the_universe.jpg" alt="Across_the_universe" title="Across_the_universe" width="400" height="297" class="alignnone size-full wp-image-1945" /></p>
<p>Across the Universe. Lanterne volanti su piazza Duomo “Le lanterne del cielo parlano un linguaggio universale – dicono Cui Cui, Ya Shen Cui, Sheng-Yuan Hsiao e Cheon-Hong Park, studenti del Master in Interior and Living Design autori del progetto -. Sono segnali di luce che diffondono nell’aria del Natale la ‘pace’, la ‘felicità’, la ‘speranza’ e l’‘amore’.”</p>
<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Meet_Blend.jpg" alt="Meet &amp; Blend.jpg" title="Meet &amp; Blend.jpg" width="400" height="297" class="alignnone size-full wp-image-1951" /></p>
<p>Meet&amp;Blend. Giochi di luci sotto la superficie del Naviglio Grande<br />
“Meet&amp;Blend – spiegano gli studenti del Master in Design Hangwe Ahn, Jin Woo Han e Alessio Santoro, che hanno ideato il progetto – affronta gli aspetti di comunicazione tra le persone attraverso il design partecipativo. Ed è stato sviluppato per essere installato lungo il Naviglio, il cuore di Milano. È un gioco di luci sotto la superficie dell’acqua controllato dai passanti che, seduti sulle sponde opposte del fiume, interagiscono senza conoscersi. Con un semplice gesto la luce cambia colore: ruotando una leva, il colore della luce situata sott’acqua cambia interagendo con un’altra luce posizionata di fronte alla prima. Quando due persone  interagiscono, una molteplicità di colori può essere ammirata sulla superficie dell’acqua grazie a una luce posizionata sotto il Naviglio che fonde i colori attraverso il movimento di una leva. I passanti possono dunque cambiare lo ‘stato d’animo’ dell’ambiente interagendo con i passanti che si trovano sull’altra sponda, modificando il colore della luce e dando un tocco magico all’atmosfera.”</p>
<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Metroluminaria.jpg" alt="Metroluminaria.jpg" title="Metroluminaria.jpg" width="400" height="297" class="alignnone size-full wp-image-1948" /></p>
<p>Metroluminaria. Il metrò si accende<br />
“Metroluminaria – affermano Rosa Anna Romano, Arim Kim e Aytek Jane &#8211; è una reinterpretazione delle tradizionali decorazioni luminose usate per addobbare strade e monumenti durante le festività, per dare un nuovo aspetto alle stazioni metropolitane e ai   sottopassaggi, luoghi spesso invisibili, preservando la semplicità delle luminarie sia nella forma che nella tecnologia attraverso il semplice uso dell’effetto scenografico e sensoriale della luce. La mappa della metropolitana milanese diventa un’installazione luminosa, reinterpretata e modificata tridimensionalmente, diventa un candelabro sospeso, una scultura sistemata all’ingresso delle stazioni. Dal candelabro parte una scia luminosa, del colore della linea metropolitana di riferimento, che si accende ad intermittenza all’interno del sottopassaggio. L’obiettivo del progetto è collegare la città alla sua estensione sotterranea attraverso la luce. Il candelabro illumina la stazione e il colore mostra a quale linea del metrò corrisponde.<br />
Semplici scie luminose compongono pure geometrie, unite e poi divise dalla velocità, installazioni effimere e temporanee come le luci ma potenzialmente utilizzabili per tempi più lunghi. È un progetto semplice, composto da elementi semplici che esplicano però la complessità del gioco simultaneo di luce, velocità e percezione visiva, che segue un effetto a sorpresa poiché posizionato in un luogo inesplorato nel quale non ci si aspetta di trovare una via ‘luminaria’.”</p>
<p>-<a href="http://www.domusacademy.it/ita/index.php">Domus Academy</a>, Idranet</p>
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		<title>Arte, interazione, comunicazione: Paul Aloisi a Fragilecontinuo</title>
		<link>http://www.idranet.it/2009/05/27/arte-interazione-comunicazione-paul-aloisi-a-fragilecontinuo/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 06:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[fragilecontinuo]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Aloisi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 1 immagine ] Riaperto a fine marzo nei nuovi spazi di vicolo de’ Facchini a Bologna, Fragilecontinuo presenta, dal 28 maggio al 16 giugno 2009, “Transmissionz”, installazione site-specific dell&#8217;artista canadese Paul Aloisi. Di seguito il comunicato stampa dell’evento. «Parte dalla complessità dell&#8217;interazione tra esseri umani la ricerca artistica di Paul Aloisi – a.k.a. TheSnowyOwl [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/paul_aloisi_fragilecontinuo_.jpg" alt="Paul Aloisi a Fragilecontinuo" /><br />
[ <a href="http://www.idranet.it/gallery.php?ima=paul_aloisi_fragilecontinuo_&#038;an=a&#038;id=1357&#038;num=1&#038;this=1&#038;m=0&#038;comment=Paul+Aloisi+a+Fragilecontinuo">1 immagine</a> ] </p>
<p>Riaperto a fine marzo nei nuovi spazi di vicolo de’ Facchini a Bologna, <a href="http://fragilecontinuo.blogspot.com">Fragilecontinuo </a>presenta, dal 28 maggio al 16 giugno 2009, “Transmissionz”, installazione site-specific dell&#8217;artista canadese <a href="http://www.thesnowyowl.com">Paul Aloisi</a>. Di seguito il comunicato stampa dell’evento.</p>
<p><span id="more-1357"></span></p>
<p>«Parte dalla complessità dell&#8217;interazione tra esseri umani la ricerca artistica di Paul Aloisi – a.k.a. <a href="http://www.thesnowyowl.com">TheSnowyOwl</a> –, artista canadese con un particolare interesse per la comunicazione indagata attraverso l&#8217;analisi di spazi pubblici, architetture, testi, in un collage di frammenti che nel tutto ricompone le relazioni tra le parti anche attraverso l&#8217;uso di un linguaggio interdisciplinare, che spazia dalla scultura, all&#8217;utilizzo di diversi media, fino ad arrivare all&#8217;installazione.</p>
<p>Proprio la centralità del posto occupato dalla comunicazione nella sua ricerca artistica fa sì che Paul Aloisi prediliga gli spazi pubblici come luoghi di creazione, in cui fondamentale diventa l&#8217;apporto attivo del pubblico. È nell&#8217;interrelazione, infatti, che avviene quello scambio di messaggi, idee, energie che, nei suoi precedenti lavori, venivano condensati nelle icone- simbolo delle torri di trasmissione, metafore del corpo umano e della sua capacità di inviare e ricevere segnali.</p>
<p>In “Transmissionz”, installazione site-specific realizzata per Fragilecontinuo, Paul Aloisi si propone di visualizzare e rendere tangibile l&#8217;architettura primordiale delle infrastrutture comunicative, alla ricerca della presenza di energia umana nelle lunghezze d&#8217;onda che ci avviluppano. La creazione è intesa come un work in progress che il pubblico potrà vedere in itinere visitando lo spazio.»</p>
<p><strong>TRANSMISSIONZ</strong><br />
<strong>un&#8217;installazione di Paul Aloisi a.k.a. TheSnowyOwl</strong><br />
<strong>28 maggio – 16 giugno 2009   </strong><br />
<a href="http://fragilecontinuo.blogspot.com">Fragilecontinuo</a><br />
Vicolo de&#8217; Facchini 2/a (angolo via Mentana), Bologna<br />
Vernissage 28 maggio 2009, dalle 20.00</p>
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		<title>Installazioni: VI Cimice, di Claudia Maina</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 08:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cimice]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Maina]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 1 immagine ] Il Cantiere SanBernardo di Pisa ospita, dal 18 al 28 aprile, &#8220;VI Cimice&#8221; un’installazione di Claudia Maina. In contemporanea, la vineria Il Ciglieri proporrà una mostra di disegni dell’artista novarese che raccontano la nascita delle installazioni e la realizzazione dei video. «Nella sua ricerca, Claudia Maina utilizza spesso gli elementi domestici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/vi_cimice_.jpg" alt="Installazioni: VI Cimice, di Claudia Maina" /><br />
[ <a href="http://www.idranet.it/gallery.php?ima=vi_cimice_&#038;an=a&#038;id=1048&#038;num=1&#038;this=1&#038;m=0&#038;comment=Installazioni%3A+VI+Cimice%2C+di+Claudia+Maina">1 immagine</a> ] </p>
<p>Il <a href="http://www.cantieresanbernardo.it/home">Cantiere SanBernardo </a>di Pisa ospita, dal 18 al 28 aprile, &#8220;VI Cimice&#8221; un’installazione di <a href="http://www.claudiamaina.it/">Claudia Maina</a>. In contemporanea, la vineria <a href="http://www.ciglieri.blogspot.com/">Il Ciglieri </a>proporrà una mostra di disegni dell’artista novarese che raccontano la nascita delle installazioni e la realizzazione dei video.</p>
<p><span id="more-1048"></span></p>
<p>«Nella sua ricerca, Claudia Maina utilizza spesso gli elementi domestici in chiave perturbante. E così, nella serie Mondo Cimice, un tavolo di formica, uno sgabello o delle sedie diventano i sostegni su cui costruire intere città, fatte di uomini-cimice intrappolati dentro a grappoli di bicchieri di cristallo.<br />
Nella familiarità e nella quotidianità degli arredi – tratti dalla memoria personale dell&#8217;artista &#8211; , si insinua una distorsione, un elemento di panico. La condizione di disagio è costruita estremizzando una sensazione di calma apparente. In questa situazione di assoluta immobilità, lo spettatore è costretto a trattenere il fiato per paura di distruggere tutto. Basta un soffio per far crollare il castello di carte. Niente è sicuro all&#8217;interno di queste città verticali.<br />
La dimensione psicotica dell&#8217;abitare è suggerita dall&#8217;accumulo di forme identiche, ossessive. La condizione di astenia comunicativa è totalizzante e si innesta su un piano intimo e privato. E così, in VI CIMICE i banchi di scuola evocano un paesaggio interiore, il tempo acerbo di chi si affaccia alla vita, con le sue ansie e fragilità. Le stesse che Claudia Maina fa emergere nelle relazioni impossibili fra individui-cimice. Prigionieri involontari costretti a lottare contro ostacoli trasparenti. In assoluto, sadico, silenzio.»<br />
<em>Claudia Maina</em>, di Anna Lagorio</p>
<p>«Il corpo si disgrega in Falling Clothing, lasciandone traccia visibile in una caduta libera di vesti che come pennellate di colore luminoso invadono una tela nera. Questa celebrazione di assenza di fisicità ci racconta la difficoltà di lasciarsi veramente andare, abbandonandosi alla libertà di se stessi e alla bellezza. Nell’incessante precipitare di questi gusci vuoti risuonano melodie incrociate cantate dalla stessa autrice, materializzazione di un corpo che non c’è, proponendo una riflessione sui concetti di assenza e presenza, labilità ed effimera concretezza.<br />
Essenze fragili, come poeticamente delicata la vita che passa attraverso il nostro corpo mettendo in comunicazione la profondità dell’essere con il mondo»<br />
<em>Parlami di me: gusci, scrigni e specchi nelle opere di Claudia Maina</em>, di Elena Marcheschi</p>
<p><strong>VI CIMICE, di Claudia Maina</strong><br />
<strong>In mostra Disegni, progetti e piccoli studi (18 aprile &#8211; 15 maggio 2009)</strong><br />
Il Ciglieri, via Giordano Bruno 18 – Pisa<br />
Sabato 18 aprile, ore 19: inaugurazione e proiezione del video “Falling Clothing” del 2008</p>
<p><strong>VI CIMICE, di Claudia Maina</strong><br />
<strong>Installazione e video (18 &#8211; 28 aprile 2009)</strong><br />
Cantiere SanBernardo, via Pietro Gori – Pisa<br />
Sabato 18 aprile, ore 19: inaugurazione<br />
L’installazione sarà visibile tutti i giorni dalle 18 alle 21</p>
]]></content:encoded>
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		<title>S-Volta Celeste, di Valter Boj, Claudio Pozzani, Gian Piero Reverberi e John Giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 17:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>
		<category><![CDATA[Albissola Marina]]></category>
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		<category><![CDATA[Valter Boj]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo numerose tappe in Italia ed Europa, prosegue anche quest’anno il progetto S -Volta Celeste dell’artista Valter Boj e approda al Museo di Arte Moderna di Albissola Marina (SV). L’installazione, che fonde performance, poesia contemporanea e musica, nasce da un’idea di Valter Boj che ha realizzato interamente a mano oltre 150.000 stelle in ceramica che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/boj.jpg' alt='boj.jpg' /></p>
<p>Dopo numerose tappe in Italia ed Europa, prosegue anche quest’anno il progetto <strong>S -Volta Celeste </strong>dell’artista <a href="http://www.valterboj.com">Valter Boj </a>e approda al Museo di Arte Moderna di Albissola Marina (SV). L’installazione, che fonde performance, poesia contemporanea e musica, nasce da un’idea di Valter Boj che ha realizzato interamente a mano oltre 150.000 stelle in ceramica che vengono presentate in un work in progress in giro per il mondo, montate su strutture metalliche a forma di stelle giganti che integrano sculture, dipinti, poesie foto e video. L’installazione è stata realizzata in collaborazione con il poeta Claudio Pozzani, con il musicista Gian Piero Reverberi e con il poeta e performer John Giorno.</p>
<p><span id="more-1002"></span></p>
<p><strong>VALTER BOJ</strong><br />
<a href="http://www.valterboj.com">Valter Boj</a> nasce in Sardegna, ma nel 1976 inizia a lavorare in un piccolo laboratorio di Albissola. All&#8217;inizio degli anni &#8217;80 Valter Boj lascia Albissola. Lavora in Francia e inizia una produzione di opere post simboliche concettuali figurative. Nel 1989 torna ad Albissola ed apre uno studio laboratorio dove, oltre ai suoi lavori d&#8217;artista, vengono eseguite delle ceramiche in collaborazione con altri amici artisti. Nel 1993 le opere di Boj sono ancora legate ad un’arte post informale materico-coloristica, quando con l’opera <em>Di che colore è il tuo cielo</em>, dipinto eseguito con ossidi blu, arriva ad una vera propria svolta. Molte le mostre personali e collettive alle quali partecipa. Nel 2004 inaugura <em>L’eco del mare</em>, monumento commissionatogli dalla città di Albissola per la passeggiata degli artisti.</p>
<p><strong>CLAUDIO POZZANI</strong><br />
<a href="http://www.pozzani.org">Claudio Pozzani </a>è nato a Genova nel 1961. Poeta, narratore e musicista, è apprezzato in Italia e all&#8217;estero per le sue performance poetiche. L&#8217;ultima raccolta di versi è un&#8217;edizione bilingue (italiano-francese) dal titolo <em>Saudade &#038; Spleen</em>, edita nel 2001<br />
dalle prestigiose Editions Lanore di Parigi. Come narratore, ha pubblicato i romanzi <em>Angolazioni temporali</em>, <em>Kate ed io </em>e la raccolta &#8220;<br />
<em>Racconti dai piedi freddi</em>. Nel 1983 ha fondato il Circolo dei Viaggiatori nel Tempo, un&#8217;associazione culturale che dirige tuttora e che si occupa di arte e in particolare di poesia e letteratura, organizzando manifestazioni internazionali in Italia e all&#8217;estero (Festival Internazionale di Poesia di Genova, Semaine Poétique di Parigi, Brugge Poésie 2002, l&#8217;Helsinki Runo Festival, il Lago delle Muse).<br />
Come musicista ha fondato nel 1986 il gruppo rock Cinano, con il quale ha realizzato due LP e numerose tournée in Italia ed Europa. Dal 1990 è il direttore e compositore dell&#8217;Orchestra Eczema, un ensemble di musica rumorsinfonica.</p>
<p><strong>GIAN PIERO REVERBERI</strong><br />
Gian Piero Reverberi nato a Genova nel 1939, è compositore, arrangiatore e direttore d&#8217;orchestra. Nel 1957, ad appena diciotto anni, inizia la sua intensa carriera di arrangiatore: il suo primo lavoro è per <em>La gatta </em>di Gino Paoli. Oltre che con Paoli, lavora con Luigi Tenco e quindi con Fabrizio De André, con il quale inizia una collaborazione che lo porterà ad arrangiare tutti i suoi primi 8 album. Produce i New Trolls, Le Orme e Lucio Battisti. Tra gli anni Settanta e Ottanta prosegue il lavoro di arrangiatore per Mina, Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Paul Anka, Patty Pravo e Sergio Endrigo. Ha inoltre collaborato al disco di Eros Ramazzotti <em>e2 </em>ed è il fondatore dell’ensemble musicale <a href="http://www.rondoveneziano.com/">Rondò Veneziano</a>.</p>
<p><strong>JOHN GIORNO</strong><br />
Esponente della beat generation newyorchese, John Giorno è poeta e performer. Amico e confidente di Andy Warhol, Giorno è anche protagonista di <em>Sleep</em>, primo film dell’artista, in cui John è ripreso per sei ore nudo mentre dorme. Nel 1970, Giorno crea <em>Dial A Poem</em>, un servizio telefonico di poesie preregistrate che diventa una vera e propria innovazione a livello letterario: fino agli anni Sessanta nessuno aveva mai previsto la lettura di poesia via telefono. Proposta da Giorno per la prima volta all&#8217;Architectural League di New York nel 1968, per più di quindici anni è stata portata in giro nelle gallerie d&#8217;arte e nei musei dell&#8217;America settentrionale ed in Europa. Dal progetto nascono le prime incisioni del <a href="http://brainwashed.com/giorno/">Giorno Poetry System</a>, un&#8217;etichetta che finora ha pubblicato oltre cinquanta LP e CD di poesia performativa. Nel 1985, con la regia di Ron Mann, realizza il film <em>Poetry in Motion</em>, un saggio sul lavoro di alcuni dei maggiori poeti contemporanei. Tra questi, oltre a Giorno, ci sono Amiri Baraka, Charles Bukowski, William S. Burroughs, John Cage, Allen Ginsberg, Michael Ondaatje, Ed Sanders, Gary Snyder e Tom Waits. Pubblica negli anni Sessanta/Settanta la maggior parte dei suoi libri. Nel 1971 a Londra, inizia la sua collaborazione con William S. Burroughs con l&#8217;album <em>The Dial-A-Poem Poets</em>.<br />
Ha collaborato con artisti quali Psychic TV, John Cale, Laurie Anderson, John Cage, Allen Ginsberg, Philip Glass, Timothy Leary, Patty Smith, Frank Zappa, Diamanda Galas, Michael Gira, Sonic Youth, David Van Tieghem, Nick Cave, Debbie Harry e David Byrne.<br />
Gli unici suoi lavori pubblicati in Italia sono <em>Per Risplendere Devi Bruciare </em>(Giunti, 2005), <em>La Saggezza delle Streghe </em>(Nuovi Equilibri, 2006) ed il DVD <em>Nine Poems in Basilicata</em> del 2007.</p>
<p><strong>S-VOLTA CELESTE</strong><br />
<strong>Dipinti Ceramiche Installazioni Poesie di</strong><br />
<strong>Valter Boj &#8211; John Giorno &#8211; Claudio Pozzani &#8211; Gian Piero Reverberi</strong><br />
Museo d’Arte Moderna di Albissola Marina<br />
dal 21 marzo 2009</p>
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		<title>Isola Palmaria (SP): Genius Loci</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 15:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[Esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[[ 1 immagine ] Undici artisti per imparare a scoprire il “carattere” di un’isola: si tratta di Genius Loci, mostra itinerante di arte ambientale curata da Federica Forti e allestita sull’isola Palmaria, all’interno del Parco Naturale di Portovenere, in provincia della Spezia. La rassegna, che sarà inaugurata giovedì 31 luglio, propone un percorso espositivo che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/raw_war_cagol_.jpg" alt="Isola Palmaria (SP): Genius Loci" /><br />
[ <a href="http://www.idranet.it/gallery.php?ima=raw_war_cagol_&#038;an=a&#038;id=521&#038;num=1&#038;this=1&#038;m=0&#038;comment=Isola+Palmaria+%28SP%29%3A+Genius+Loci">1 immagine</a> ]</p>
<p>Undici artisti per imparare a scoprire il “carattere” di un’isola: si tratta di <a href="http://www.geniusloci2008.org">Genius Loci</a>, mostra itinerante di arte ambientale curata da Federica Forti e allestita sull’isola Palmaria, all’interno del Parco Naturale di Portovenere, in provincia della Spezia.</p>
<p><span id="more-521"></span></p>
<p>La rassegna, che sarà inaugurata giovedì 31 luglio, propone un percorso espositivo che, dal punto di attracco delle imbarcazioni (Molo del Terrizzo), risale lungo il sentiero che conduce all’ottocentesca Batteria Umberto I, oggi sede espositiva di grande suggestione.<br />
Dieci gli artisti selezionati per la realizzazione dei progetti site specific ai quali si aggiungerà Stefano Cagol, special guest di questa prima edizione di Genius Loci:</p>
<p><a href=" http://lisamarabatacchi.blogspot.com/">LISA MARA BATACCHI</a><br />
In arte LISA MERCHANT<br />
Firenze 1980<br />
Artista italo-americana, dopo gli studi presso il Polimoda di Firenze lavora a Londra con la Vivienne Westwood Ltd. Nel 2006 inizia a studiare pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.<br />
Dal 2007 si dedica interamente alla ricerca pittorica al video e alle istallazione prendendo parte a diverse manifestazioni.</p>
<p><a href="http://www.lucabray.com/">LUCA BRAY</a><br />
Orzinuovi (BS), 1971<br />
Luca Bray studia al Liceo Artistico Bembo di Cremona e poi si diploma a Milano, all’Accademia di Belle Arti di Brera. Negli anni ha ottenuto numerosi premi per la sua opera artistica tra cui ricordiamo nel 2005-06 il Fellowship del Ministero della Cultura del Governo Giapponese – Tokio, Giappone, nel 1999 il Bancomer Fellowship &#8211; Carreyes, Messico e nel 1991 il primo premio Accademia di Belle Arti di Brera. Negli anni ha ottenuto numerosi premi per la sua opera.</p>
<p><a href="http://www.graziacantoni.com/">MARIA GRAZIA CANTONI</a><br />
La Spezia, 1979<br />
Maria Grazia Cantoni vive e lavora tra Londra e l&#8217;Italia come fotografa e guest lecturer in varie facoltà di Architettura.<br />
Nel 1999 si trasferisce a Londra dove studia fotografia al London College of Printing. Dal 2004 lavora presso lo studio di Helene Binet, seguendo progetti di Zaha Hadid, Peter Zumthor, Le Corbusier.<br />
Le sue installazioni sono state esibite a Londra, Praga, Riga e in Italia. L&#8217;attaccamento alla regione natia, hanno portato l&#8217;artista a lavorare recentemente con elementi legati alla propria terra.</p>
<p>ANDREA CHIODO<br />
La Spezia, 1968<br />
Artista che incentra il proprio lavoro sull’uso combinato di video e musica scritta da lui, vive e lavora sull’isola Palmaria da oltre quindici anni. Ha partecipato a numerose mostre incluse alcune sull’isola Palmaria.</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/giovannidegara">GIOVANNI DE GARA</a><br />
Firenze, 1977<br />
Laureato in architettura, vive e lavora tra Firenze, Milano e Londra. Fino all’inizio del 2005 ha privilegiato come mezzo espressivo il disegno. Sempre alla ricerca di nuove forme di comunicazione si cimenta con la creazione di ambientazioni site specific e di happening performativi. Punto di riferimento privilegiato dei suoi lavori è la costante interrelazione con lo spettatore.</p>
<p>RAFFAELLO GORI<br />
Tizzana (PT), 1946<br />
Pittore e Designer vive e lavora a Prato. Diplomato in grafica pubblicitaria all’Accademia Cappiello di Firenze nel 1969, inizia ad esporre in mostre personali e collettive nel 1972. Le maggiori recensioni sono state pubblicate su: “L’Espresso”, “Flash Art”, “Art Diary”, e “Juliet Art Magazine”, le sue rassegne sono segnalate progressivamente al Cid Arti visive servizio bibliografico, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive.</p>
<p><a href="http://www.sibyllepasche.ch">SIBYLLE PASCHE</a><br />
Lucerna, 1976<br />
Vive e lavora tra Zurigo, Carrara e gli Stati Uniti (Miami e New York).<br />
Diplomata al liceo artistico di Zurigo e all’Accademia di Belle Arti di Carrara in scultura.<br />
Dal 1999 insegna al Liceo Artistico di Zurigo.</p>
<p><a href="http://www.niccolopoggifirenze.it/">NICCOLO’ POGGI</a><br />
Firenze, 1978<br />
Studia Architettura all’Università degli studi di Firenze dove si laurea in Disegno Industriale nel 2006. Cultore della Materia  per il corso di Laurea di Disegno Industriale, oltre a collaborare con numerosi studi di architettura di Firenze, da dieci anni sviluppa una propria produzione artistica legata principalmente alla fotografia ed al design industriale, producendo oggetti. Vincitore del concorso “europe 40 under 40” indetto dal centro Europeo per Architettura Arte Design e Studi Urbanistici  L’Ateneo di Chicago ed il Museo di Architettura e Design di Chicago 2008.</p>
<p>FRANCESCO RICCI<br />
Carrara, 1980<br />
Francesco vive a Carrara e lavora tra Carrara, Sarzana e Pietrasanta. Ha studiato al Liceo Artistico di Carrara e poi all’Accademia di Belle Arti della stessa città. Dal 2002 collabora con il maestro Giuliano Tomaino, con cui ha occasione di partecipare a numerose mostre in Italia e all’estero. Ha partecipato a diversi premi nazionali d’arte.</p>
<p>CARMEN TORNABONI<br />
Carrara, 1949<br />
Diplomata al Liceo Artistico e all‘Accademia di  Belle Arti di Carrara dove ha conseguito il diploma in scultura. Lavora marmo, granito e pietra, terracotta, bronzo, legno ed altri materiali alternativi.<br />
Ha partecipato in numerosi Simposi di scultura in Italia e all&#8217;estero.</p>
<p><a href="http://www.stefanocagol.com/">STEFANO CAGOL</a><br />
Trento, 1969<br />
Nato nel 1969 in Italia e cresciuto Svizzera. Vive e lavora abitualmente in Italia.<br />
Diplomatosi presso l’Accademia di Brera a Milano, ha beneficiato di un post-dottorato in video-arte in collaborazione con la Ryerson University di Toronto.<br />
Nel marzo del 2008 il Priska Juschka Fine Art di New York gli ha dedicato una personale, mentre durante Manifesta7, esporrà nella collettiva Eurasia curata da Achille Bonito Oliva al Mart –Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto-.<br />
Dall’ottobre del 2007 Flu Power Flu, un’istallazione di pubblica commisione, è disposta in permanenza sulla facciata del Beurs Schouwburg Art Centre di Bruoxselles.<br />
Nel 2007 ha esposto presso il NADiff -New Art Diffusion di Tokyo- e ha realizzato l’opera Head Flu, un intervento di arte pubblica a Venezia. Nello stesso 2007, diverse esposizioni, in giro per il mondo, hanno visto la sua partecipazione: Tendencies of contemporary research presso il National Museum of Arts di Hanoi; The edge of vision alla National Gallery di New Delhi; Bellavista al New Chinatown Barbershop di Los Angeles e From and to al Kunst Merano Arte in Italia in collaborazione con Stealth.ultd di Rotterdam.<br />
Ha inoltre partecipato nel 2006 alla Biennale di Singapore. Nel 2000 il Mart –Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto-, gli ha dedicato una retrospettiva.</p>
<p><strong>Genius Loci. Mostra itinerante dal molo del Terrizzo al Forte Umberto I<br />
31 luglio – 13 settembre 2008<br />
Isola Palmaria &#8211; Porto Venere (Sp)</strong></p>
<p>Per informazioni: <a href="http://www.geniusloci2008.org">www.geniusloci2008.org</a><br />
tel. +393470955010; +393335454142<br />
contatti[at]geniusloci2008[dot]org<br />
organizzazione[at]geniusloci2008[dot]org</p>
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		<title>Installazioni: The New York City Waterfalls, di Olafur Eliasson</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 06:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[[ 3 immagini ] The New York City Waterfalls è il nuovo progetto d’arte pubblica temporanea commissionato da Public Art Fund che caratterizzerà, fino al 13 ottobre 2008, il profilo dell’East River newyorkese, da Lower Manhattan a Brooklyn, fino a Governors Island. Dopo il ghiaccio di Your Mobile Expectations, la Art Car BMW firmata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/oe_nyc_waterfalls_.jpg" alt="The New York City Waterfalls, di Olafur Eliasson" /><br />
[ <a href="http://www.idranet.it/gallery.php?ima=oe_nyc_waterfalls_&#038;an=a&#038;id=509&#038;num=3&#038;this=1&#038;m=1&#038;comment=The+New+York+City+Waterfalls%2C+di+Olafur+Eliasson">3 immagini</a> ]</p>
<p><a href="http://www.nycwaterfalls.org/">The New York City Waterfalls </a>è il nuovo progetto d’arte pubblica temporanea commissionato da Public Art Fund che  caratterizzerà, fino al 13 ottobre 2008, il profilo dell’East River newyorkese, da Lower Manhattan a Brooklyn, fino a Governors Island.<br />
Dopo il ghiaccio di <a href="http://www.idranet.it/2008/06/03/video-olafur-eliasson-%e2%80%93-your-mobile-expectations-bmw-h2r-project/">Your Mobile Expectations</a>, la Art Car BMW firmata da <a href="http://www.olafureliasson.net/">Olafur Eliasson </a>della quale abbiamo avuto modo di parlare a lungo, questa volta è l’acqua a costituire la materia della spettacolare installazione concepita dall’artista danese: quattro cascate che precipitano da impalcature alte fino a 36 metri e dislocate in punti strategici della baia, nel cuore della Grande Mela.</p>
<p><span id="more-509"></span></p>
<p>Olafur Eliasson si è fatto conoscere dal grande pubblico nel 2003 con il gigantesco sole artificiale di <em>The Weather Project</em>, allestito alla Tate Modern di Londra. Nelle sue opere ha utilizzato e manipolato acqua &#8211; altre cascate (<em>Waterfall 1998</em>) sono state installate dall’artista nel 2000 a Graz e nel 2003 a Madrid –  ghiaccio e luce (<em>Your black horizon</em>, proposto alla Biennale di Venezia 2005), realizzando architetture e sculture ecologiche di grande impatto visivo.</p>
<p>In <a href="http://www.nycwaterfalls.org/">The New York City Waterfalls</a>, Eliasson integra bellezza naturale e paesaggio urbano in un progetto che, ancora una volta, pone la natura,  prima e più perfetta forma d’arte esistente, al centro della propria indagine.</p>
<p>Per saperne di più: <a href="http://www.publicartfund.org/">Public Art Fund</a>, <a href="http://www.nycwaterfalls.org/">The New York City Waterfalls</a></p>
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		<title>Capranica (VT): Ti Riciclo in Arte</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 22:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[Seconda “tappa” per l’iniziativa &#8220;Ti riciclo in Arte – storie di plastica, carta, alluminio e vetro”, esposizione allestita lo scorso marzo presso la Fonderia delle Arti di Roma, che riaprirà al pubblico, a partire dal 5 luglio, questa volta nel centro storico di Capranica, in provincia di Viterbo. Nella splendida cornice della chiesa romanica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/06/ti_riciclo_in_arte_.jpg' alt='ti_riciclo_in_arte_.jpg' /></p>
<p>Seconda “tappa” per l’iniziativa &#8220;Ti riciclo in Arte – storie di plastica, carta, alluminio e vetro”, esposizione allestita lo scorso marzo presso la <a href="http://it.youtube.com/watch?v=EOU5jlcnO9A">Fonderia delle Arti di Roma</a>, che riaprirà al pubblico, a partire dal 5 luglio, questa volta nel centro storico di <a href="  http://www.comune.capranica.vt.it/">Capranica</a>, in provincia di Viterbo.<br />
Nella splendida cornice della chiesa romanica di San Francesco, saranno esposte opere di pittura, scultura, fotografia e arte digitale che mirano a sensibilizzare il pubblico sul tema dell’ambiente e del reimpiego dei materiali riciclabili.<br />
Un terzo appuntamento è previsto per il mese di ottobre a Londra, negli spazi del &#8220;Candid Arts Trust&#8221;: due immensi magazzini Vittoriani, trasformati in gallerie d&#8217;arte, studi artistici e sale per iniziative culturali. La manifestazione sarà seguita e curata da <a href="http://www.campilongo.it">Antonietta Campilongo </a>e <a href="http://www.idranet.it/2008/05/29/londra-renaissance-prize-award/">Alessandra Masolini</a>.</p>
<p><span id="more-499"></span></p>
<p><strong>TI RICICLO IN ARTE</strong><br />
&#8220;Ti riciclo in Arte&#8221; è il titolo di questa collettiva d&#8217;arte contemporanea, curata da Antonietta Campilongo. In mostra, una selezione  di opere di pittura, scultura, fotografia, arte digitale, e performance nei locali della Chiesa di San Francesco.</p>
<p>Il tema proposto affronta un aspetto di primaria importanza della società contemporanea, quello dei rifiuti solidi urbani e del ciclo di smaltimento e riciclaggio di materie riutilizzabili come plastica, carta, alluminio,vetro.</p>
<p>I protagonisti di queste storie sono &#8220;attori&#8221; in transito, si spostano da un ruolo all&#8217;altro, da un luogo all&#8217;altro, cercando di esprimere il meglio di sé, nella metamorfosi.<br />
Sono in grado di raccogliere, trattenere, evocare, raccontare imprese e destini, esaudire desideri saziando corpi e cervelli, fino all&#8217;oblìo.</p>
<p>Sono &#8220;trasversali&#8221;, senza classi sociali, senza politica, senza religione.</p>
<p>Sono &#8220;creature mutanti&#8221; e questa è la loro forza.<br />
Hanno in sé qualcosa di immortale, come l&#8217;Araba Fenice che &#8221; Dopo aver vissuto 500 anni, con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci s&#8217;abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi. Dal corpo del genitore esce una giovane Fenice, destinata a vivere tanto a lungo quanto il suo predecessore&#8221; (Ovidio).</p>
<p>Al frequente interrogativo sulle diverse strade e finalità dell&#8217;espressione artistica, questa mostra risponde con il preciso intento di sensibilizzare artisti e pubblico al rispetto dell&#8217;ambiente, sostenendo ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di riutilizzo delle materie prime.</p>
<p>- Pier Maurizio Greco</p>
<p><strong>L&#8217;ARTE RENDE SACRO</strong><br />
Di primo acchito, &#8220;Ti riciclo in arte&#8221; può suonare una sorta di affermazione contraddittoria o paradossale. Quasi in automatico, all&#8217;idea di &#8220;prodotto artistico&#8221; viene ipso dicto associata quella di novità, originalità ed unicità, senza che peraltro questo passaggio logico sia pacificamente assodato e condiviso. A ben pensarci, è una bella responsabilità affermare scientemente tale associazione, dacché hanno decretato da Duchamp in poi scuole, maestri ed epigoni dell&#8217;arte trovata e ritrovata; anzi, quello dell&#8217;innovazione è per definizione un valore sfuggente transitorio contingente, a volte arlecchinesco, un po&#8217; una pezza a colore, inadatto quindi alla impassibile perennità dell&#8217;Arte. Però tant&#8217;è; e perciò accostare &#8220;arte&#8221; (uguale &#8220;novità&#8221;) con &#8220;riciclo&#8221; (uguale &#8220;uso più volte la stessa cosa&#8221;) va a sembrare un sottile controsenso. Ma invece poi, appunto a ben guardare, le due cose stanno così bene insieme che sono intimamente legate da che mondo è mondo. Credo si possa convenire, il prodotto d&#8217;Arte non è null&#8217;altro che un esito di metamorfosi, un prendere e fare altro, e poi in aggiunta, un utilizzo ed una sublimazione del superfluo, un &#8220;secondo livello di lettura&#8221;, un sovrappiù di senso che, per genialità di chi lo immette, e per sensibilità di chi lo riscontra, viene ad incorporarsi all&#8217;opera dell&#8217;Uomo. Ordunque, a voler fare dell&#8217;ironia di bassissima lega, si potrebbe dire che l&#8217;epoca attuale è fortunatissima, perché mai come ora l&#8217;Uomo ha tanto materiale adatto e pronto per l&#8217;espressione della sua creatività. Perché oggi come oggi, proprio lo scarto ed il superfluo, la spazzatura e l&#8217;oggetto usato, sono sì il problema sociale, economico, sanitario, ecologico che ben<br />
conosciamo, ma sono anche occasione e realtà per l&#8217;imporsi di stile e di linguaggio, di comunicazione e di relazioni, più brevemente, sono diventati materiali per l&#8217;Arte.</p>
<p>E qui il discorso si complica, o meglio si articola in modo interessante. Sempre a prima vista, l&#8217;azione che il sistema artistico sta svolgendo avendo come punto di attenzione i consumi e le relative conseguenze, sembra principalmente essere un&#8217;azione di denuncia e di allarme. Non è proprio così. E questa mostra ne costituisce una buona e significativa evidenza. Ogni opera d&#8217;Arte rende sacra se stessa, riveste la materia di cui è fatta di quell&#8217;aura misteriosa e seducente, di quell&#8217;alone metafisico e spirituale che santifica e rende taumaturgico il tocco. Manzoni (Piero) docet.</p>
<p>Dunque stiamo attenti. Da un lato, tutti abbiamo presenti l&#8217;assillo ecologico, il problema dei rifiuti e di una civiltà globalizzata soprattutto nella corsa al consumo, le prospettive catastrofiche di un pianeta diviso fra aree, sempre più ristrette, di riserve naturali, ed immensi territori destinati a discarica, occupati da impianti di trasformazione, stoccaggio, termodistruzione dei rifiuti. Dall&#8217;altro, questa invadenza sta assumendo il tenore di un&#8217;assuefazione, di un Matrix che omologa ed anestetizza, lenisce e trasfigura le nostre schiavitù, ce le restituisce indispensabili, ce le ritorna persino belle. Gli artisti assumono dunque la scoria come moderno materiale di creazione, lo reimpiegano in funzione estetica prima che di messaggio, e così ridanno il senso alla materia, riconducono, proprio con le loro operazioni visionarie inventate astruse, ogni materia alla sua essenza primaria, alla sua corporeità più o meno malleabile, alla constatazione che quanto è ferro, legno, vernice o plastica, sempre ferro o legno o vernice o plastica rimane. La funzione di un oggetto può terminare, il logorio può più o meno farne cessare l&#8217;uso o l&#8217;apprezzamento, ma non ne può annullare l&#8217;essenza. E quindi la persistenza (bramata) dell&#8217;Arte sfida e gioca la persistenza (deprecata) della materia (almeno di quella sovrabbondante ed inutile).</p>
<p>Ecco dove ci porta il lavoro degli artisti, di tutti questi artisti, come al solito, a ragionare sull&#8217;entità delle cose, delle azioni, dei tempi. L&#8217;Arte, come deve essere, guarda al mondo da un altro punto di vista rispetto al superficiale senso comune, cerca per istinto ed indole propria cos&#8217;altro c&#8217;è dietro la facciata, il primo sguardo, l&#8217;idea non ragionata. Questa raccolta di materie riciclate, ri-digerite, masticate e ruminate, sono opere diverse perché utilizzano un diverso linguaggio per esprimere un diverso sentire. Non è meramente una recidiva alla centralità concettuale della materia, che è stato obiettivo per l&#8217;Arte povera; né alla pura oggettivazione dell&#8217;oggetto, a cui si applicò il Nuovo Realismo; né, tanto meno, alla luminosa ossessione della merce, dello status symbol e dell&#8217;immagine, come ha messo in luce la Pop Art. E qui sarà pure evidente la ricerca &#8220;in fieri&#8221;, alcune idee e realizzazioni dichiarano una beata acerbità.<br />
Ma è un&#8217;acerbità appunto ingenua, fresca e vitale ed energica come può esserlo solo la voglia di creare e di urlare e di far vedere al mondo di che pasta è fatto questo tempo. Dalla materia si possono tirar fuori sogni e lucidità, si può, come in questo caso, sublimare problemi ed angosce in una miriade strabiliante di armonie, e proprio attraverso tale sublimazione renderli presenti alla coscienza, evidenti e rinfacciati, denunciati e costantemente ricordati all&#8217;attenzione.</p>
<p>- Francesco Giulio Farachi</p>
<p><strong>ARTISTI PARTECIPANTI</strong>:<br />
Simona Abruzzini, Roberto Angiolillo, Rosella Barretta, Gian Paolo Bonani, Marco Bonura, Elena Bonuglia, Nello Bruno, Maria Cecilia Camozzi, Antonietta Campilongo, Adriana Cappelli, Silvia Castaldo, Antonella Catini, Enzo Correnti, Anna Costantini, Arianna De Benedetti, Paola de Santis, Alfredo Di Bacco, Daniela Foschi, Ambrogio Galbiati, Marco Gerbi, Pier Maurizio Greco, Laura Leo, Loris Manasia, Gabriella Marchi, Stefano Marziali, Mariella Miceli, Juan José Molina Gallardo, Sante Muro, Giovanni Novi, Albino Palamara,  Aldo Palma, Simonetta Pizzarotti, Elettra Porfiri, Loredana Raciti, Fiorella Saura, Gianluca Tamorri, Antonio Taschini, Daniela Viglioglia, Giuseppe Viglione, Zago, Zoro</p>
<p><strong>TI RICICLO IN ARTE<br />
Storie di plastica, carta, alluminio e vetro &#8211; L&#8217;arte rende sacro</strong><br />
<strong>5-14 luglio 2008</strong><br />
Chiesa di San Francesco &#8211; Capranica (VT)<br />
Vernissage: sabato 5 luglio 2008 ore 18.00<br />
Orario di apertura: martedì/domenica: h. 16.00 &#8211; 20.00 &#8211; lunedì chiuso<br />
Ingresso libero</p>
<p>Scarica qui la <a href='http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/06/locandina.pdf' title='locandina.pdf'>locandina</a></p>
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		<title>Video: Olafur Eliasson – &#8220;Your mobile expectations: BMW H2R project&#8221; [update]</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 16:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[Come preannunciato, dal 29 maggio la Pinakothek der Moderne di Monaco ospita la sedicesima Art Car, opera di Olafur Eliasson. L’evento si svolge contemporaneamente alla grande retrospettiva “Take Your Time” dedicata all’artista e organizzata dal MoMa di New York. Olafur Eliasson Your mobile expectations: BMW H2R project 29.05.2008 &#8211; 20.07.2008 Pinakotheke der Moderne &#8211; München [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="334"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/G3jqOCzVTts"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/G3jqOCzVTts" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="334"></embed></object></p>
<p>Come <a href="http://www.idranet.it/2008/02/20/%e2%80%9cyour-mobile-expectations-bmw-h2r-project%e2%80%9d-di-olafur-eliasson/">preannunciato</a>, dal 29 maggio la <a href="http://www.pinakothek.de/">Pinakothek der Moderne di Monaco </a>ospita la sedicesima Art Car, opera di Olafur Eliasson.</p>
<p><span id="more-487"></span></p>
<p>L’evento si svolge contemporaneamente alla grande retrospettiva <a href="http://media.moma.org/subsites/2008/olafureliasson/">“Take Your Time”</a> dedicata all’artista e organizzata dal MoMa di New York.</p>
<p><strong>Olafur Eliasson<br />
Your mobile expectations: BMW H2R project</strong><br />
29.05.2008 &#8211; 20.07.2008<br />
Pinakotheke der Moderne &#8211; München</p>
<p><u>Update</u><br />
Di seguito i link ai video relativi all&#8217;artista e al progetto:<br />
1. Olafur Eliasson. Your mobile expectations. BMW H2R Project: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=G3jqOCzVTts">GV&#8217;s of the Art Car</a><br />
2. Olafur Eliasson, Artist: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=39CrrVD0J0U">Interview at his studio at Copenhagen on the BMW HR2 Art Car Project</a><br />
3. Olafur Eliasson, Artist: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZoL1cuDzPcg">Interview at his studio at Copenhagen on his collaboration with BMW</a><br />
4. Olafur Eliasson, Artist: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2He4K6ZDkA8">Interview at his studio at Copenhagen on the conditions during his work</a><br />
5. Olafur Eliasson, Artist: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mhzLb32lT44">Interview at his studio at Copenhagen on the inspiring aspect of a hydrogen powered car</a><br />
6. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=O_fTT1UUBio">Pinakothek der Moderne Munich: Delivery of the Art Car</a><br />
7. Pinakothek der Moderne Munich: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ecNvKzbQWqs">Freezing of the Art Car</a><br />
8. Prof. Dr. Reinhold Baumstark, General Director of the Bayerische Staatsgemäldesammlung: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uKyokTTSGX0">Interview at Pinakothek der Moderne Munich on Olafur Eliasson</a><br />
9. Hervé Poulain, Initiator of the BMW Art Car Collection: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KmL4L_uq6M4">Interview on the history of the Art Car Project</a><br />
10. Pinakothek der Moderne Munich: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-9hfDZKEuOk">Guests arriving and having a look at the frozen Art Car</a><br />
11. Dr. Norbert Reithofer, CEO BMW AG: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4GcEbZUK_pU">Opening Speech at the premiere of &#8220;Olafur Eliasson. Your mobile expectations. BMW H2R Project&#8221;</a></p>
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