Archive for the ‘Libri’ Category

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Il 28 giugno apre a Livorno la mostra fotografica di Beatrice Speranza

Una mostra che con originalità valorizza la preziosità del libro, la cui immagine viene fermata dall’artista lucchese Beatrice Speranza nelle sue fotografie.
L’uso del bianco e nero trasporta l’osservatore in una dimensione quasi fuori del tempo, dove quello che è importante è il legame che ogni luogo, qualunque esso sia, crea con i libri in esso conservati. Le foto scattate, che nascono da un progetto che ha attraversato tante città italiane, e non solo, suggeriscono la natura, il profumo e soprattutto la storia personale che ogni libro racconta su di sè e sul mondo di cui fa parte.

In occasione della prima edizione di SARTLivorno lo studio di architettura 70m2 presenta il progetto fotografico di Beatrice Speranza “La casa dei libri”: un racconto in bianco nero che descrivere la magia e la storia di quei luoghi in cui i libri sono da sempre i protagonisti assoluti.

La casa dei libri nasce dalla libreria Shakespear & Co, un luogo a metà tra il pubblico ed il privato, un luogo dove senti forte il rispetto per le sale e per i libri che fruisci, dove cammini con cautela tra gli scaffali, tra le pile di copertine e a farmi muovere con rispettoso timore è la consapevolezza di essere dentro la casa della conoscenza, alla ricerca del proprio sentire” (Beatrice Speranza).

Il progetto della fotografa lucchese inizia nel settembre 2009 a Parigi e prosegue nelle principali città italiane: Roma, Napoli, Milano, Venezia… un viaggio alla ricerca di quei luoghi in cui i libri non solo si sfogliano e si comprano ma ci accompagnano dentro magiche atmosfere che Beatrice ha saputo raccontare con grande raffinatezza. I suoi scatti descrivono i silenzi, l’odore della carta, la musica di un pianoforte, gli equilibri precari di libri che rivestono intere pareti e creano labirinti all’interno dei quali il visitatore desidererà perdersi.

Librerie ritratte: Shakespeare &Co. Parigi, Le Pont Traversé Parigi, Antica Libreria Cascianelli Roma, Ex Libris Roma, Colonnese Napoli, Altroquando Palermo, Libreria Bocca Milano, Libreria Acqua Alta Venezia… Le stampe FineArt sono certificate da Antonio Manta

Lo studio di architettura 70m2 allestisce il suo spazio identificandosi con il tema della mostra e si trasforma per questa occasione in una vera e propria “casa dei libri”.

Informazioni su Beatrice Speranza: nata a Lucca, si laurea alla Facoltà di Architettura a Firenze. Gli studi contribuiscono a crescere la sua passione per l’immagine e la composizione, che unite alla sua sensibilità, fluiscono spontaneamente nella fotografia con un percorso che la porterà nel tempo a spaziare tra ritratto e immagini di architettura e di paesaggio. Il suo lavoro varia da racconti di grandi eventi come il dietro le quinte di Miss Italia, presentazioni ufficiali della Volkswagen Group Italia, il lancio del cd della cantante Maria Cecilia Bartoli nel 2007 e 2010, le Olimpiadi del Cuore 2008. (www.beatricesperanza.it)

dal 28 giugno al 19 luglio 2013
Livorno, Studio di Architettura 70m2, Via Poggiali, 10
www.70m2.it | info@70m2.it
Ingresso gratuito

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P.C.R. Per Colpa Ricevuta. Due favole per adulti: il nuovo libro di Barbara Codogno

Il 14 di questo mese sarà presentato a Padova, alle ore 18, presso la Galleria Cavour di Piazza Cavour, la nuova opera letteraria di Barbara Codogno, scrittrice, giornalista e critica d’arte, inserita nella cultura padovana non solo come autrice di racconti, romanzi e poesie ma come collaboratrice con l’Ateneo della città all’interno del Forum sugli studi e le politiche di genere, in particolare nel ruolo di antropologa culturale.
Il suo nuovo libro, P.C.R. Per Colpa Ricevuta. Due favole per adulti, fa parte della Collana «Vicoli» diretta da Saveria Chemotti ed è pubblicato dalla casa editrice CLEUP.
Da sottolineare che la presentazione avviene nel contesto nel contenitore RAM – ricerche artistiche metropolitane – promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

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LIBRI: V.EVANGELISTI, “VERACRUZ”

1683: Veracruz è l’obbiettivo, l’inespugnabile meta, gioiello e cuore dello scenario mozzafiato racchiuso nel Mar dei Caraibi. Gli occhi dei filibustieri come riflettori sono tutti puntati su questa roccaforte della Nuova Spagna, in particolare quelli del capo dei Fratelli della Costa, Michel De Grammont, uomo di mare, indole forte, fisico consumato dalla gotta e dalla passione che lo spinge nella folle impresa di salvare la giovane sorella Claire, imprigionata dall’Inquisizione nella fortezza di San Juan de Ulùa. Ma Claire non è la sola presenza femminile di questo romanzo, che non sembra lasciar molto spazio ai fragili sentimenti: l’affascinante Gabriela Junot-Vergara, femme fatale avvolta nell’ombra, lascia alla seduzione e alla sua bellezza il compito di distrarre gli uomini da quelli che sono i suoi veri scopi, indecifrabili sino all’ultimo.

Dopo la sanguinosissima presa di Veracruz saranno Claire e Gabriela, l’una moribonda e l’altra fin troppo viva, a guidare non solo Hubert Macary, obbediente e coraggioso ufficiale al servizio del capitano, ma l’intera Filibusta, verso l’abisso descritto in Tortuga, di cui Veracruz costituisce il panoramico prequel. “É una scrittura tra il blu e il verdemare come le acque ora profonde ora trasparenti che solca e la sensazione, per i lettori, è di veleggiare sui galeoni e su squadre di navi gonfiate dal vento, curiosi, sì, ma non troppo sicuri, perché da questi corsari — Evangelisti c’insegna — ci si può davvero aspettare di tutto”.

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LIBRI: D. VACCARELLO, “PRINCIPESSE AZZURRE CRESCONO”

Dall’antologia di racconti che dal 2003 arriva al 2009, la curatrice Delia Vaccarello, in questo quarto capitolo, mette insieme 21 storie di donne che non potrebbero essere più diverse e lontane dalle famose sorelle di Louisa May Alcott. L’amore, la sofferenza, i legami sono trattati senza tinte pastello ma con colori veri e vivi quanto lo sono le donne che si raccontano, dimostrando come la costante di ogni relazione sia il sentimento, puro, infelice, erotico, egoista, passionale, sbagliato, al di là di ogni pregiudizio.

“Tacchi a spillo”, “Il fazzoletto rosso”, “Animami”, “Guardami come guardi il mare”, “Sesso” e “Con il cuore in mano” sono solo alcuni dei frammenti di esperienza e amore che lega queste principesse fra loro. Le loro non sono storie che vogliono strappare una lacrima o gridare alla tragedia dell’essere; leggendole tutto d’un fiato non si può fare a meno di invidiare il loro essere semplicemente sincere, insieme, nell’amare e nel lasciarsi amare l’un l’altra.
“Ero convinta che fosse una di quelle donne che possiede la seduzione con la stessa naturalezza con cui altre possiedono una borsa, ma mi viene da chiedermi se non sia il contrario, se non sia la seduzione a possedere lei.”

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LIBRI: D.GROSSMAN, “CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO”

“Amore è il fatto che tu sia per me il coltello con cui frugo dentro me stesso” (Kafka)
Può un apparentemente innocuo gesto, lo stringersi fra le proprie braccia, scatenare nell’uomo che osserva l’irrefrenabile bisogno di conoscenza, il desiderio di salvare quella creatura dalla solitudine? “Myriam tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi”. Così ha inizio il romanzo epistolare che ha scavalcato il muro del tempo e ha fatto irruzione più moderno e sentito che mai nel nostro secolo.

Myriam e Yair. In questo rapporto in cui tutto è affidato a carta e penna, “gli amanti” imparano a leggere e ad ascoltare dapprima se stessi come spesso accade quando si è troppo presi dal raccontare il proprio vissuto, solo poi l’altro, e la comunicazione si fa intensa ed esaudisce quella promessa scolpita come un epigrafe sulla prima pagina: “quando la parola si farà corpo e il corpo aprirà la bocca e pronuncerà la parola che l’ha creato, abbraccerò questo corpo e lo adagerò al mio fianco”.

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LIBRI: C. Mc CARTHY, “NON E’ UN PAESE PER VECCHI”

Prima di tracciare il profilo di un romanzo dopo la sua lettura, capita spesso di analizzarlo a fondo rigirandocelo fra le mani e, perché no, giudicandolo dalla copertina. Scorgendo il volume in questione di appena 250 pagine non potei fare a meno di leggere la biblio-biografia del suo autore (due facce inseparabili della stessa medaglia per molte opere): la frase “Vive a El Paso, nel Texas, in una solitudine fortemente voluta” (il corsivo è mio) destò immediatamente la mia attenzione e fu così che mi inoltrai, divorando una pagina dopo l’altra, in una vicenda insolitamente moderna e accattivante nonostante la solo superficiale patina western.

Llewelyn Moss, operaio texano, reduce del Vietnam e inconsapevole preda; Anton Chigurh, assassino diabolico freddo e calcolatore, macellaio dal grilletto facile, segugio e carnefice; e infine Ed Tom Bell, sceriffo vecchio stampo insignito di un ferreo codice di onore e giustizia, vera incarnazione degli occhi di tutta la vicenda intervallata da pensieri e riflessioni che riescono a conservare quei toni dolci e nostalgici nonostante l’aridità del mondo che li ha partoriti: vive in silenzio il dio che ha purgato questa terra con sale e cenere. Non c’è spazio per sentimentalismi e ideali scappatoie, non c’è spazio per donne e ragazzine coinvolte anch’esse nel vortice della mattanza, non è concessa alcuna “ultima possibilità”, non esiste riscatto, solo una corsa, una fuga al termine della quale nessuno ne uscirà vincitore, non è, infatti, un paese per vecchi…sognatori, amanti e onesti.

Gli ingredienti per uno splendido successo sono tutti sapientemente mescidati con il carattere della penna da cui sono scaturiti, un carattere asciutto, piano, che parla senza bisogno delle virgolette, che scorge anche nella polvere un barlume di vita: “la gente si lamenta sempre delle cose brutte che gli capitano senza che se le sia meritate ma non parla mai delle cose belle. Di cosa ha fatto per meritarle. Io non ricordo di aver mai dato a nostro Signore motivi particolari per sorridermi. Però lui mi ha sorriso”.