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	<title>IDRAnet &#187; Recensioni</title>
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	<description>portale di Informazione e cultura Design aRte musicA ciNema lEtteraTura</description>
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		<title>Libri: Silvia Avallone, «Acciaio»</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Ballerini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2012/01/18/libri-silvia-avallone-%c2%abacciaio%c2%bb/' addthis:title='Libri: Silvia Avallone, «Acciaio»'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Acciaio è la lega che tiene uniti i vinti, gli umili, i dimenticati di questa vicenda. Piombino, via Stalingrado, stabilimento siderurgico Lucchini-Severstal; è questa la sede dell’affascinante e diabolica macchina sforna soldi e miseria che con i suoi trucioli, le sue esalazioni tossiche e la palude infestata di vita e morte, incombe sul panorama come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/acciaio.jpg" alt="" title="acciaio" width="101" height="186" class="alignleft size-full wp-image-6653" />Acciaio è la lega che tiene uniti i vinti, gli umili, i dimenticati di questa vicenda.</p>
<p>Piombino, via Stalingrado, stabilimento siderurgico Lucchini-Severstal; è questa la sede dell’affascinante e diabolica macchina sforna soldi e miseria che con i suoi trucioli, le sue esalazioni tossiche e la palude infestata di vita e morte, incombe sul panorama come reale protagonista.</p>
<p>In lontananza, sullo sfondo, sono energicamente portate avanti dalla Avallone le ordinarie storie intrecciate delle tante marionette dimenticate dal mondo. </p>
<p><span id="more-6652"></span></p>
<p>Sono vecchi e grassi pensionati con occhi dimentichi di qualsiasi innocenza che osservano carne giovane e fresca forse esposta più del dovuto; sono operai stretti nella logora tuta blu da lavoro, sporca di sudore e rimpianto; sono madri e mogli che hanno perso il sogno di essere donne; ma sono soprattutto giovani ragazzi scaraventati nel mondo adulto a calci e schiaffi, la cui sola speranza per il futuro prende le forme di un’isola che non è quella lontana e irraggiungibile delle favole, ma quella che si staglia e risplende non lontano tra i fumi e i gas di una ciminiera ancora legata al presente.</p>
<p>Anna e Francesca, Sandra e Rosa, Enrico e Arturo, Alessio e Cristiano, Nino e Massi in una spirale di personalità che si odia e si ama, che si perde e si ritrova: unico appiglio su cui poter fare affidamento sembrano essere proprio quei gatti, anche loro d’acciaio, che sai di trovare, unica costante, nonostante tutto.</p>
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		<title>Libri: Hermann Hesse, «Demian»</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Ballerini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classici]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2012/01/13/libri-hermann-hesse-%c2%abdemian%c2%bb/' addthis:title='Libri: Hermann Hesse, «Demian»'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Era il 1919 quando la breve e intensa storia di Emil Sinclair, protagonista e pseudonimo dietro il quale si nascose per molto tempo Hesse, riuscì a coinvolgere e a farsi specchio di un vasto gruppo di giovani da poco usciti dalla tempesta della prima guerra mondiale. Eppure, leggendola ancora oggi la vicenda non smette di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6597" title="demian" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/demian.jpg" alt="" width="121" height="186" />Era il 1919 quando la breve e intensa storia di Emil Sinclair, protagonista e pseudonimo dietro il quale si nascose per molto tempo Hesse, riuscì a coinvolgere e a farsi specchio di un vasto gruppo di giovani da poco usciti dalla tempesta della prima guerra mondiale.</p>
<p>Eppure, leggendola ancora oggi la vicenda non smette di rappresentare quella condizione che i giovani, cuore palpitante di ogni società, condividono con il proprio io: la perfezione, la luce, la bontà che gli altri si aspettano e che noi vorremmo avere e dare,  convivono e si scontrano con l’altro lato, oscuro, dell’anima.</p>
<p><span id="more-6596"></span></p>
<p>Ed è così che l’autore personifica le due componenti in perenne scontro dentro ognuno: bene e male, Demian e Kromer, destinati non per tutti, a fondersi in un perfetto e mistico equilibrio che può rivelarsi solo nel disegno tracciato nella confusione di un istante: “l&#8217;uccello lotta per uscire dall&#8217;uovo. L&#8217;uovo è il mondo. Per nascere devi distruggere un mondo. L&#8217;uccello vola a Dio. Il nome del Dio è Abraxas”.</p>
<p>La polarità, la scissione, il contrasto più intimo sono i veri personaggi di questo romanzo arrivato, probabilmente senza volere, ad un tale livello di esemplarità e raffinatezza psicologica da esser stato definito “piccolo capolavoro” da quel Thomas Mann che, dopo averlo letto, fu costretto a revisionare tutto l’impianto psicanalitico dell’allora in fieri Der Zauberberg.</p>
<p>“L&#8217;amore non era più l&#8217;oscuro istinto animale che nella mia angoscia mi era parso da principio, né era la pia e spirituale adorazione che avevo avuto per Beatrice. Era l&#8217;uno e l&#8217;altra, era più ancora, angelo e Satana, uomo e donna insieme, umanità e bestialità, supremo bene e male estremo”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libri: Sándor Márai, «Le Braci»</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 18:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Ballerini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2012/01/10/libri-sandor-marai-%c2%able-braci%c2%bb/' addthis:title='Libri: Sándor Márai, «Le Braci»'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Il fuoco della passione brucia, si consuma fino a trasformarsi in cenere, ma prima della cenere il sentimento tenta l’ultimo e disperato guizzo per continuare a vivere e non morire e lo fa nella brace. È l’attesa ad aprire il sipario della storia: il generale sta predisponendo ora tutta la sua vita nel compimento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/braci.jpg" alt="" title="braci" width="160" height="251" class="alignleft size-full wp-image-6582" />Il fuoco della passione brucia, si consuma fino a trasformarsi in cenere, ma prima della cenere il sentimento tenta l’ultimo e disperato guizzo per continuare a vivere e non morire e lo fa nella brace.</p>
<p>È l’attesa ad aprire il sipario della storia: il generale sta predisponendo ora tutta la sua vita nel compimento di un istante che ha aspettato per ben quarantun anni; il momento è arrivato e per lasciare anche il lettore ancora un po’ anch’egli sulle braci, si racconta della vita e della giovinezza di due uomini, due amici, assai diversi ma uniti da quell’amore fraterno che unisce gli opposti e li lega da un patto stipulato solo nella coscienza.</p>
<p><span id="more-6581"></span></p>
<p>Allora il patto venne meno per un motivo che l’amico Konrad conosce, Ninì conosce, Krisztina conosce, ma soprattutto il generale conosce, un motivo che aleggia fra i personaggi ma non si insinua sulle loro bocche se non nel finale che, come in un crescendo continuo, lascia con il fiato sospeso fra l’aspettativa di una vendetta e il desiderio di un perdono.</p>
<p>Le braci, capolavoro e specchio del primo Novecento, regalano agli occhi di chi sa apprezzare una scrittura riflessiva, profondi e sinceri pensieri sull’amicizia, sulla lealtà e sull’amore: «quando il destino, sotto qualsiasi forma, si rivolge direttamente alla nostra individualità, quasi chiamandoci per nome, in fondo all&#8217;angoscia e alla paura esiste sempre una specie di attrazione, perché l&#8217;uomo non vuole soltanto vivere, vuole anche conoscere fino in fondo e accettare il proprio destino, a costo di esporsi al pericolo e alla distruzione».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Considerazioni sulla &#8220;Lingua Nostrae Aetatis&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 22:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elettra Antognetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/12/21/considerazioni-sulla-lingua-nostrae-aetatis/' addthis:title='Considerazioni sulla &#8220;Lingua Nostrae Aetatis&#8221;'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Gustavo Zagrebelsky, Sulla lingua del tempo presente, Giulio Einaudi editore, Torino, 2010 Gustavo Zagrebelsky, noto giurista della Corte Costituzionale di Torino e professore di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Torino, avvia in questo libricino (meno di 60 pagine) una riflessione sulla lingua del tempo presente (LNAe, ovvero Lingua Nostrae Aetatis). A dispetto di quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-6388" href="http://www.idranet.it/2011/12/21/considerazioni-sulla-lingua-nostrae-aetatis/zagrebelsky/"><br />
<img class="size-full wp-image-6388 alignleft" title="zagrebelsky" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/zagrebelsky.jpg" alt="" width="186" height="186" /></a></strong><span style="text-align: left;">Gustavo Zagrebelsky, </span><em>Sulla lingua del tempo presente,</em><span style="text-align: left;"> Giulio Einaudi editore, Torino, 2010</span></p>
<p><strong>Gustavo Zagrebelsky, noto giurista della Corte Costituzionale di Torino</strong> e professore di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Torino, avvia in questo libricino (meno di 60 pagine) una riflessione sulla lingua del tempo presente (<em>LNAe</em>, ovvero <em>Lingua Nostrae Aetatis</em>). A dispetto di quanto si potrebbe intuire dal titolo -un po’ filosofico, un po’ <em>retrò-</em>, non si tratta di una riflessione filologica sull’evoluzione dell’italiano corrente: <strong>Zagrebelsky propone una riflessione sulle insidie derivanti dall’uso della lingua e mette in guardia contro il rischio di cadere negli stereotipi e nelle insidie</strong>.</p>
<p><span id="more-6387"></span> A metà tra il pamphlet (per la brevità) e la requisitoria (per la forza espressiva), il saggio è articolo in <strong>undici brevi capitoletti </strong>–un vero e proprio “endecalogo”-<strong> ciascuno dei quali prende in esame un’espressione ricorrente del linguaggio politico degli ultimi sedici anni e mostra come essa, usata e riusata dai mass-media, venga acquisita acriticamente dalla maggior parte delle persone</strong>. La retorica berlusconiana (riferimento che, tranne una volta sola, non viene mai apertamente esplicitato) della Seconda Repubblica, assimilata nel corso degli anni senza senso critico, viene smascherata dal giurista come vuota e distorta dall’uso massiccio di tv, giornali, internet.</p>
<p>Alcune delle espressioni prese in esame dall’autore sono “scendere in politica”, “Prima Repubblica”, “le tasche degli italiani”, termini ormai entrati a far parte della nostra <em>LNAe</em>. Fermandosi a riflettere, tuttavia, si nota come l’uso della lingua non sia totalmente casuale e indifferente: perché diciamo <strong>proprio “scendere” in politica</strong>, e non salire? Così, infatti, dovrebbe essere secondo l’ottica weberiana: una salita dal basso, da un percorso adeguato di formazione. L’idea di discesa trasforma il politico in benefattore che, con un linguaggio quasi liturgico, “descendit de coelis propter nos”, in un salvatore che da soccorso ad un popolo intero. Così pure l’idea ormai assodata di <strong>“contratto”</strong> viene smascherata: il contratto avvalora il riconoscimento del salvatore da parte dei salvati. Nella stessa ottica, anche l’idea di <strong>“amore”</strong> è fuorviante: c’è, da un lato, chi ama l’Italia; dall’altro ci sono l’Italia e gli italiani che, non rispondendo con gioia a quest’atto d’amore del benefattore, aderiscono per forza di cose alla logica dell’odio. Così l’amore finisce per dividere, così come anche i termini –apparentemente positivi, o neutri- <strong>“dono”</strong> e <strong>“italiani”</strong>: il primo, lungi dall’essere gratuito come dovrebbe, instaura un rapporto servile tra chi concede perché ha in abbondanza e chi accetta perché non ha nulla. Il dono è violenza, ostentazione, dominio del forte sul debole che, accettando l’offerta, acquisisce la condizione di <strong>“mantenuto”</strong>. Anche la parola “italiani” divide: l’ossimorico “partito degli italiani” crea una linea di confine tra chi aderisce all’ideologia di quel partito e del suo leader e gli anti-italiani che non vi si riconoscono.</p>
<p>Con un logica stringente, continuando nell’analisi di altre parole della <em>LNAe, </em>Zagrebelsky porta a termine la sua <strong>requisitoria contro il degrado del lessico corrente</strong>: aggressioni verbali, dileggio, volgarità, semplificazione dei problemi fino alla loro banalizzazione sono i mali che affliggono la società della <em>LNAe. </em>L’auspicio da parte dell’autore è quello di recuperare una coscienza critica e un linguaggio consapevole ed accurato, per ritrovare con essi anche l’orgoglio di comunicare in modo appropriato, senza svilire e ridicolizzare le questioni del vivere civile.</p>
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		<title>Libri: Alice Sebold, «La quasi luna»</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 12:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Ballerini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/12/13/libri-alice-sebold-%c2%abla-quasi-luna%c2%bb/' addthis:title='Libri: Alice Sebold, «La quasi luna»'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>La copertina dell&#8217;unica casa editrice che pubblicò questo thriller, psicologico ed esistenziale, raffigura un albero spoglio, molto ritorto ed inquietante, attraverso una finestra aperta che nella luce della notte proietta la sua ombra che si allunga e si aggrappa al pavimento come un’anima ancora legata al corpo. Forse è così che doveva sentirsi Helen. Denudata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/copertina_sebold.jpg" alt="" title="copertina_sebold" width="117" height="186" class="alignleft size-full wp-image-6411" />La copertina dell&#8217;unica casa editrice che pubblicò questo thriller, psicologico ed esistenziale, raffigura un albero spoglio, molto ritorto ed inquietante, attraverso una finestra aperta che nella luce della notte proietta la sua ombra che si allunga e si aggrappa al pavimento come un’anima ancora legata al corpo. Forse è così che doveva sentirsi Helen.</p>
<p>Denudata da un passato di angosce, incomprensioni e bisogno di un affetto che non arrivò mai, una donna (perché è impossibile per noi non immedesimarsi nella sua situazione) tenta disperatamente di strappare al presente una carezza e lo fa nella maniera più rapida e indolore: «…alla fine, ammazzare mia madre mi è venuto facile&#8230; era marcia come l’acqua stagnante in fondo a un vaso di fiori vecchi di settimane».</p>
<p><span id="more-6410"></span></p>
<p>Da qui ha inizio la storia di un passo nel vuoto del precipizio; la vita di una figlia, madre e moglie che non avrebbe dovuto e potuto permettersi di sbagliare.<br />
Quello che un lettore non si deve aspettare da questo romanzo sono le risposte: la protagonista agisce in un vortice di furia e lucido raziocinio che la catapulta in situazioni in cui non sa come sia arrivata; odio e pietà si rincorrono in questa trama dalle tinte fosche e in men che non si dica si arriva alla conclusione e si rimpiange un seguito che non avrà mai luogo.</p>
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		<title>Libri: Lev Tolstoj, «La sonata a Kreutzer»</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 16:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Ballerini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[La sonata a Kreutzer]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/12/06/libri-lev-tolstoj-%c2%abla-sonata-a-kreutzer%c2%bb/' addthis:title='Libri: Lev Tolstoj, «La sonata a Kreutzer»'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Quando un violino e un pianoforte si incontrano e dalla loro unione nasce la perfetta sintonia, il destino, geloso e insofferente agli happy ending, tenta di destabilizzare quel fragile equilibrio. Siamo a Vienna nel 1803 circa. Il pianoforte in questione si chiama Beethoven e il violino è Bridgetower; l’intesa riscuote enorme successo, ma, dopo gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/6332.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Quando un violino e un pianoforte si incontrano e dalla loro unione nasce la perfetta sintonia, il destino, geloso e insofferente agli happy ending, tenta di destabilizzare quel fragile equilibrio. Siamo a Vienna nel 1803 circa. Il pianoforte in questione si chiama Beethoven e il violino è Bridgetower; l’intesa riscuote enorme successo, ma, dopo gli applausi, l’atmosfera goliardica, un bicchiere di troppo ed apprezzamenti smaliziati alla donna sbagliata, tirano una micidiale stecca al tutto. E fu così che dalla Bridgetower Sonata si passò alla Sonata dedicata a Kreutzer, violinista parigino, che, ironia della sorte, non eseguì mai quel brano considerandolo troppo difficile.</p>
<p><span id="more-6332"></span></p>
<p>Più di ottant’anni dopo Tolstoj ricava dalla melodia –fatto singolare dal momento che era solito avvenire il contrario– il titolo per il suo romanzo più breve che, letto in filigrana con la vicenda personale dell’autore, regala il più completo quadro di vita matrimoniale dell’epoca, superiore persino all’Anna Karenina.</p>
<p>«Una delle più penose condizioni per i gelosi (e gelosi sono tutti nella nostra vita di società) è trovarsi costretti a quelle relazioni mondane che mettono in una grande e pericolosa intimità gli uomini e le donne… Le persone si occupano insieme della più nobile tra le arti, la musica: perciò è necessaria quella tale intimità, e quell&#8217;intimità non ha nulla di biasimevole: soltanto un marito scioccamente geloso può vedervi qualcosa di male».<br />
Lo sciocco marito, tuttavia, soffocato dal suo stesso delirio che sibila e instilla nell’orecchio l’odioso tarlo del dubbio, non può tenere le mani a freno. Pazzia, furore, sgomento e rimorso: il vaso di Pandora trascina di nuovo tutto dentro di se e nel vagone del treno si respira un’aria di tensione; «e intanto tutti sanno che proprio a mezzo di occupazioni, e specialmente della musica, avviene la maggior parte degli adultèri nel nostro mondo».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libri: «Firmino», di Sam Savage</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 23:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Ballerini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/11/29/libri-%c2%abfirmino%c2%bb-di-sam-savage/' addthis:title='Libri: «Firmino», di Sam Savage'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>«Quando cominciai a scrivere Firmino non sapevo nemmeno che Firmino fosse un topo, né che fosse a Boston, né che fosse un romanzo. Se non sto mettendo giù una storia, mi siedo davanti alla macchina da scrivere (oppure ora, al computer) e armeggio senza una vera e propria idea, l&#8217;equivalente scrittorio di passeggiare a zonzo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/6316.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>«Quando cominciai a scrivere Firmino non sapevo nemmeno che Firmino fosse un topo, né che fosse a Boston, né che fosse un romanzo. Se non sto mettendo giù una storia, mi siedo davanti alla macchina da scrivere (oppure ora, al computer) e armeggio senza una vera e propria idea, l&#8217;equivalente scrittorio di passeggiare a zonzo. Spesso non ne viene fuori nulla, ma non sempre…». E così nacque un successo.</p>
<p><span id="more-6316"></span></p>
<p>Finito di leggere l’ultima pagina vorremmo che anche Firmino, che ci immaginiamo nascosto nell’ombra a divorare chissà quale libro, fosse partecipe del trionfo della sua storia che comincia con il ritrovarsi improvvisamente vomitati dal caldo utero materno, farsi largo fra tredici fratelli e scoprire che le mammelle sono dodici e tu sei l’ultimo.</p>
<p>Dall’abbandono e dall’isolamento nasce così il tentativo di riscatto: Firmino non è solo, ha i suoi libri, dapprimafonte di sostentamento fisiologico e poi spirituale. Lawrence, Anna, Lolita e molti altri vivono in lui e, da loro, egli impara a prendere le distanze dallo squallore dell’ignoranza che lo avvolge e tenta di toglierlo dal mondo, tuttavia, forse troppo tardi per capire che è proprio quella la fine dei sognatori. Ma questo non ha importanza.<br />
Resterà, comunque, solitario baluardo della ragione dei vinti, di quelli che sono rimasti schiacciati dal peso dell’indifferenza, di quelli che facendo a meno del tiepido latte si sono nutriti dell’amaro sapore della carta che cura e ferisce insieme.<br />
Se siete affamati di arte e fallimento, la storia giusta è quella di Firmino, il topolino goffo e malinconico che è riuscito a salvarsi da se stesso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libri: “I racconti della Kolyma” di Varlam Šalamov</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 11:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/06/30/libri-%e2%80%9ci-racconti-della-kolyma%e2%80%9d-di-varlam-salamov/' addthis:title='Libri: “I racconti della Kolyma” di Varlam Šalamov'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Varlam Tichonovič Šalamov è stato uno dei molti intellettuali russi di questo secolo che hanno conosciuto l&#8217;orrore dei campi di lavoro stalinisti; questo grosso volume raccoglie la memoria di quella orribile esperienza raccontata con una incredibile capacità artistica. I racconti della Kolyma sono 55: un lungo percorso a cui è difficile arrivare in fondo – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3034" title="kolyma" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/kolyma.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">Varlam Tichonovič Šalamov è stato uno dei molti intellettuali russi di questo secolo che hanno conosciuto l&#8217;orrore dei campi di lavoro stalinisti; questo grosso volume raccoglie la memoria di quella orribile esperienza raccontata con una incredibile capacità artistica.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3035"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788845915031/salamov-varlam/racconti-della-kolyma.html2391"><em>I racconti della Kolyma</em></a> sono 55: un lungo percorso a cui è difficile arrivare in fondo – non tanto per la crudezza delle scene raccontate, quanto per il modo in cui quel mondo e il suo sistema di non-valori entra dentro al lettore.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">Già i primi racconti suscitano orrore e insopprimibili domande: com&#8217;è stato possibile? Successivamente la routine del campo, gli usi di quello strano mondo dimenticato da tutti entrano a far parte anche di chi legge e si riesce a osservare quasi con distacco storie di incredibile sopraffazione e meschinità, ma anche rarissimi momenti di salvezza.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">È proprio in questa capacità (e nel desiderio) di condividere il dolore, la disperazione, l&#8217;abisso in cui è spinta l&#8217;umanità che si riconosce la forza dell&#8217;arte, come pure nella capacità di rendere sopportabile la lettura.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">Solženicyn scrisse: “l&#8217;esperienza di Šalamov nei lager è stata più amara e più lunga della mia, e con rispetto riconosco che proprio a lui e non a me è dato in sorte di toccare il fondo di abbrutimento e disperazione verso cui ci spingeva tutta l&#8217;esistenza quotidiana nei lager”.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">I campi di lavoro nella regione del fiume Kolyma erano un vero e proprio sistema, con usi e costumi propri, abitudini inumane e una forza radicale di trasformare le persone che vi passavano. Queste trasformazioni sono spesso l&#8217;oggetto dei racconti di Šalamov, che le descrive con pochi tratti secchi, poche parole pesanti.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">La natura, i paesaggi emergono come barlumi di bellezza – ma forse il termine è eccessivo, come è eccessivo chiamare “primavera” i brevi mesi del disgelo artico.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;"><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788845915031/salamov-varlam/racconti-della-kolyma.html2391">I racconti della Kolyma</a></em> sono un passaggio, un percorso duro ma forse necessario per rendersi conto davvero di quanto male possa fare l&#8217;essere umano ai suoi simili.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">Varlam Šalamov</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;"><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788845915031/salamov-varlam/racconti-della-kolyma.html2391">I racconti della Kolyma </a></em></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">Adelphi, 1999</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;"><em>L&#8217;essenziale è […] nella corruzione della mente e del cuore, quando giorno dopo giorno l&#8217;immensa maggioranza delle persone capisce sempre più chiaramente che in fin dei conti si può vivere senza carne, senza zucchero, senza abiti, senza scarpe, ma anche senza onore, senza coscienza, senza amore né senso del dovere. Tutto viene  a nudo, e l&#8217;ultimo denudamento è tremendo.</em></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Libri: “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 13:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/05/13/libri-%e2%80%9cse-niente-importa%e2%80%9d-di-jonathan-safran-foer/' addthis:title='Libri: “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Una testa di mucca ci osserva dalla copertina e sembra chiederci ciò che recita il sottotitolo: perché mangiamo gli animali? Questa lunga inchiesta di Foer sull&#8217;industria alimentare americana ne indaga motivi e implicazioni. Il vero obiettivo di questo libro, in realtà, è spiegare perché non dovremmo mangiare gli animali, e il risultato è estremamente convincente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2671" href="http://www.idranet.it/2010/05/13/libri-%e2%80%9cse-niente-importa%e2%80%9d-di-jonathan-safran-foer/eating-animals/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2671" title="eating animals" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/eating-animals.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Una testa di mucca ci osserva dalla copertina e sembra chiederci ciò che recita il sottotitolo: perché mangiamo gli animali? Questa lunga inchiesta di Foer sull&#8217;industria alimentare americana ne indaga motivi e implicazioni.</p>
<p><span id="more-2670"></span></p>
<p>Il vero obiettivo di questo libro, in realtà, è spiegare perché non dovremmo mangiare gli animali, e il risultato è estremamente convincente.</p>
<p>Foer dipinge l&#8217;industria dell&#8217;allevamento americana attraverso immagini rigorosamente tratte da interviste, da dati statistici, da articoli di giornali specialistici ma non per questo meno scioccanti – e questo è detto da una mangiatrice di carne. Le crudeltà inflitte alle bestie che provvedono al nostro sostentamento (polli, maiali, manzi ma anche i pesci delle diverse specie) sono tali e tante che una volta arrivati alla fine del libro è difficile non ripensare alle proprie scelte di vita.</p>
<p>Foer utilizza per questo saggio le sue migliori armi retoriche perché si concentra sull&#8217;argomento più spinoso ma forse più radicale di tutti: la pietà.</p>
<p>Molti altri sono i motivi che possono, razionalmente, indurre un individuo del nostro ricco mondo occidentale a scegliere di eliminare le carni animali dalla sua dieta, ma nessuna è potente come l&#8217;irrazionale scelta di affidarsi al sentimento forse più umano di tutti, la pietà di chi guarda negli occhi l&#8217;animale e non lo uccide perché non ne ha bisogno.</p>
<p>Sulla carne si basa in larga parte la dieta degli americani e, in misura crescente, anche quella degli europei. Questa scelta (i cui motivi sociologici Foer non approfondisce) implica in primo luogo ampie ripercussioni sull&#8217;ambiente, che l&#8217;allevamento industriale inquina come qualsiasi altro tipo di industria.</p>
<p>In questi allevamenti vengono utilizzati animali geneticamente incapaci di riprodursi e di vivere se non vengono imbottiti di antibiotici, ma capaci di raggiungere in poco tempo e con poco mangime una massa muscolare sufficiente perché vengano abbattuti: noi mangiamo anche quegli antibiotici.</p>
<p>Queste le argomentazioni più forti, ma si potrebbero aggiungere le condizioni dei lavoratori nei mattatoi industriali oppure la concorrenza sleale verso le aziende che tentano di utilizzare metodi diversi&#8230; Al centro del discorso resta comunque, però, la pietà, il fatto che “Se niente importa, non c&#8217;è niente da salvare”.</p>
<p>In questo senso, per una volta, il titolo italiano è quasi più azzeccato di quello americano (<a href="http://www.ibs.it/libro+inglese/foer-jonathan-safran/eating-animalscat-t-s-eyewitness--nt-ime-lion---r--y-ns-ts--practice/9780316069908.html2391"><em>Eating animals</em></a>) perché sottolinea l&#8217;importanza di un altro fattore di rilievo nel saggio di Foer, e cioè l&#8217;importanza della famiglia nelle nostre scelte alimentari.</p>
<p>Mangiare è un atto sociale prima di tutto, espressione della nostra storia e di quella delle nostre famiglie nel passato, nel presente e nel futuro; dalla nonna di Foer, quindi, matriarca e pilastro della famiglia, al figlio dello scrittore, il vero e dichiarato motivo che lo ha spinto in questa inchiesta e di conseguenza a scegliere definitivamente di diventare vegetariano.</p>
<p><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788860881137/foer-jonathan-s/se-niente-importa-perch-eacute.html2391">Se niente importa</a></em> è un libro che solleva questioni fondamentali, modifica il modo in cui guardiamo a noi stessi e agli altri. Sono temi profondi, che (insieme ad ovvi motivi di marketing) hanno permesso l&#8217;apertura del sito <a href="http://www.eatinganimals.com/">Eating animals</a> e del relativo forum.</p>
<p>A qualcuno, quindi, “importa” e se questo libro è stato scritto perché sempre più persone avessero la coscienza di quello che mettono in bocca ha senz&#8217;altro colpito nel segno.</p>
<p>Jonathan Safran Foer</p>
<p><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788860881137/foer-jonathan-s/se-niente-importa-perch-eacute.html2391">Se niente importa</a></em></p>
<p>Guanda, 2010</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libri: &#8220;Controinsurrezioni&#8221; di Valerio Evangelisti e Antonio Moresco</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 16:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/04/14/libri-controinsurrezioni-di-valerio-evangelisti-e-antonio-moresco/' addthis:title='Libri: &#8220;Controinsurrezioni&#8221; di Valerio Evangelisti e Antonio Moresco'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Cosa fanno insieme uno dei più contestati autori “alti” della letteratura italiana e il popolarissimo autore dei romanzi sull&#8217;inquisitore Eymerich? Un libretto, smilzo ma prezioso, su un tema piuttosto fuori moda. Sono passati quasi due secoli da quel periodo complesso e turbolento che vide l&#8217;Italia formarsi, prima come obiettivo politico realizzabile, poi come precaria conquista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2370" href="http://www.idranet.it/2010/04/14/libri-controinsurrezioni-di-valerio-evangelisti-e-antonio-moresco/controinsurrezion/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2370" title="controinsurrezioni" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/controinsurrezion.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Cosa fanno insieme uno dei più contestati autori “alti” della letteratura italiana e il popolarissimo autore dei romanzi sull&#8217;<a href="http://www.ibs.it/code/9788804528821/evangelisti-valerio/nicolas-eymerich-inquisitore.html2391">inquisitore Eymerich</a>? Un <a href="http://www.ibs.it/code/9788804575238/evangelisti-valerio/controinsurrezioni.html2391">libretto</a>, smilzo ma prezioso, su un tema piuttosto fuori moda.</p>
<p><span id="more-2368"></span></p>
<p>Sono passati quasi due secoli da quel periodo complesso e turbolento che vide l&#8217;Italia formarsi, prima come obiettivo politico realizzabile, poi come precaria conquista militare: il Risorgimento. Un momento di lotte violente e sanguinose di cui nella coscienza comune restano soltanto le fredde statue equestri e qualche targa agli angoli delle strade.</p>
<p>Eppure, questo il punto da cui partono i due scrittori, il risorgimento, privato della maiuscola e della patina celebrativa, potrebbe essere un materiale incredibile per una narrazione avventurosa, sanguinosa, moderna. Un soggetto potenzialmente esplosivo per il cinema, perfino per lo splatter o il cinema di guerra, che potrebbero nutrirsi degli eccidi, delle violenze che si videro in quei giorni e che oggi resistono in poche testimonianze dell&#8217;epoca, difficili da trovare, o dietro alle perifrasi dei libri di storia.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/libri/moresco+antonio/libri+di+moresco+antonio.html2391">Moresco</a> ed <a href="http://www.ibs.it/libri/evangelisti+valerio/libri+di+evangelisti+valerio.html2391">Evangelisti</a>, quindi, accoppiano questi due racconti, ispirati a due diversi momenti del processo risorgimentale, e che riflettono incredibilmente bene le anime dei due scrittori.</p>
<p>Evangelisti apre con le ultime ore della Repubblica Romana del 1949: un giovane soldato decide di non seguire il gruppo dei mazziniani e le variegate truppe che, dopo aver difeso strenuamente la città, cedono il passo ai francesi e si allontanano di notte, in cerca di miglior fortuna. È una carrellata di immagini crudeli, di ritratti delle diverse anime che componevano la grande città e il movimento rivoluzionario.</p>
<p>Il racconto di Moresco, invece, aspira a raccogliere in una catena analogica eventi, concetti e immagini accomunati dalla medesima spinta rivoluzionaria, dalla forza violenta e rigenerante che la caratterizza. Raccoglie insieme il <a href="http://www.ibs.it/disco/0028947817178/giuseppe-verdi-br-souliotis-wiener-opernorchester-/nabucco.html2391">Nabucco</a> in una rappresentazione contemporanea ma scimmiesca, Leopardi e la <a href="http://www.ibs.it/code/9788843018901/-bazzocchi-m/giacomo-leopardi-paralipomeni-della.html2391">Batracomiomachia</a>, Pisacane e la sua impresa fallimentare, un set porno, l&#8217;infuriare della battaglia durante le Cinque giornate di Milano, l&#8217;amore fra due giovani e un misterioso quanto terrificante bombardamento iper-tecnologico.</p>
<p>Più che un racconto è una sceneggiatura, dettagliata negli improvvisi cambi di scena e nell&#8217;impetuoso susseguirsi di musiche e silenzi. Le immagini ci scorrono di fronte, terribili o delicate, in un crescendo che culmina nel finale e che è impossibile interrompere.</p>
<p>I due testi si parlano si fronteggiano e si accompagnano quasi armoniosamente, illuminano sprazzi di storia patria davvero vitale e vissuta, finalmente viva e rigenerante.</p>
<p style="text-align: center;">.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788804575238/evangelisti-valerio/controinsurrezioni.html2391">Controinsurrezioni</a></p>
<p>Antonio Moresco e Valerio Evangelisti</p>
<p>Mondadori, 2008</p>
<p style="text-align: center;">.</p>
<p><em>&#8220;Solo gli scrittori potrebbero rianimare il Risorgimento, e farlo uscire dal sacello, simile alla ghiacciaia di un frigorifero, in cui è rinchiuso. Conservato bene, però freddo freddo.&#8221;</em></p>
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