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	<title>IDRAnet &#187; Romanzi</title>
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		<title>Libri: Dario Lanzardo &#8220;Il desiderio dell&#8217;acqua&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/2012/02/07/libri-dario-lanzardo-il-desiderio-dellacqua/il_desiderio_dellacqua/" rel="attachment wp-att-6719"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Il_desiderio_DellAcqua.jpg" alt="" title="Il_Desiderio_DellAcqua" width="125" height="208" class="alignleft size-full wp-image-6719" /></a>«I grandi hanno bisogno dei piccoli per sentirsi grandi mentre i piccoli non hanno bisogno di nessuno per sentirsi come sono».</p>
<p>Sabato 18 Febbraio alle ore 17:30 il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (via Giolitti 36) ospita la presentazione del volume di <a href="http://www.idranet.it/2010/07/18/cosa-sono-le-nuvole-mostra-fotografica-di-dario-lanzardo/">Dario Lanzardo</a>: &#8220;Il desiderio dell&#8217;acqua&#8221; con interventi di Aldo Fasolo, Liliana Lanzardo e Gianluca Trivero e letture a cura di Francesca Monte.<br />
Giovedì 1 Marzo, alle ore 18:30 la stessa opera sarà presentata al pubblico nella sede dell casa Editrice <a href="http://www.idranet.it/?s=seb27&#038;x=0&#038;y=0">SEB27</a>, sempre a Torino (via Accademia Albertina 21c), con interventi di Liliana Lanzardo e Vittorio Rieser, e letture a cura di Ornella Pozzi.</p>
<p><span id="more-6718"></span></p>
<p>Fosdinovo, Lunigiana, la voce di un bambino inquadra e racconta, come in una lenta carrellata della memoria, i giorni che hanno fatto di una manciata di anni gli attimi indelebili di un’intera vita. Dal 1940 all’estate del 1945 s’intrecciano nelle parole del piccolo Dario storie e personaggi di una famiglia, di tutto un paese: i cimeli leggendari del nonno garibaldino, le invenzioni fantastiche dello zio Paolo, gli abiti sbiaditi della diafana signorina Italia, il frastuono dei soldati della Wehrmacht, il fascino irresistibile degli ordigni inesplosi, le ombre e i fruscii dei partigiani, il miraggio del mare all’orizzonte. Sono le avventure di una banda di ragazzini che sembrano usciti da un film di Truffaut; perennemente idaffarati nella ricerca di ciò che possa soddisfare un’insaziabile sete di vita. Sono le cronache delle necessità e delle miserie degli adulti; ognuno impietosamente e teneramente colto con l’immediatezza di uno sguardo irriverente. Il medesimo sguardo con cui da adulto lo stesso Dario ci ha raccontato per immagini, in mille altre storie, la nostalgia degli spaventapasseri, i segreti dei giardini, lo stupore dell’acqua e delle nuvole.<br />
Edito da SEB 27, con la postfazione di Liliana Lanzardo.</p>
<p>Dario Lanzardo (La Spezia 1934 &#8211; Torino 2011). Saggista, narratore e fotografo, ha spaziato con le sue opere dall’impegno nelle lotte operaie ai saggi di economia politica, ai racconti fotografici sul rapporto natura e artificio. È possibile consultare una panoramica della sua opera e una completa biobliografia sul sito <a href="http://www.dariolanzardo.it/">www.dariolanzardo.it</a>.</p>
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		<title>Libri: Silvia Avallone, «Acciaio»</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Ballerini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2012/01/18/libri-silvia-avallone-%c2%abacciaio%c2%bb/' addthis:title='Libri: Silvia Avallone, «Acciaio»'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Acciaio è la lega che tiene uniti i vinti, gli umili, i dimenticati di questa vicenda. Piombino, via Stalingrado, stabilimento siderurgico Lucchini-Severstal; è questa la sede dell’affascinante e diabolica macchina sforna soldi e miseria che con i suoi trucioli, le sue esalazioni tossiche e la palude infestata di vita e morte, incombe sul panorama come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/acciaio.jpg" alt="" title="acciaio" width="101" height="186" class="alignleft size-full wp-image-6653" />Acciaio è la lega che tiene uniti i vinti, gli umili, i dimenticati di questa vicenda.</p>
<p>Piombino, via Stalingrado, stabilimento siderurgico Lucchini-Severstal; è questa la sede dell’affascinante e diabolica macchina sforna soldi e miseria che con i suoi trucioli, le sue esalazioni tossiche e la palude infestata di vita e morte, incombe sul panorama come reale protagonista.</p>
<p>In lontananza, sullo sfondo, sono energicamente portate avanti dalla Avallone le ordinarie storie intrecciate delle tante marionette dimenticate dal mondo. </p>
<p><span id="more-6652"></span></p>
<p>Sono vecchi e grassi pensionati con occhi dimentichi di qualsiasi innocenza che osservano carne giovane e fresca forse esposta più del dovuto; sono operai stretti nella logora tuta blu da lavoro, sporca di sudore e rimpianto; sono madri e mogli che hanno perso il sogno di essere donne; ma sono soprattutto giovani ragazzi scaraventati nel mondo adulto a calci e schiaffi, la cui sola speranza per il futuro prende le forme di un’isola che non è quella lontana e irraggiungibile delle favole, ma quella che si staglia e risplende non lontano tra i fumi e i gas di una ciminiera ancora legata al presente.</p>
<p>Anna e Francesca, Sandra e Rosa, Enrico e Arturo, Alessio e Cristiano, Nino e Massi in una spirale di personalità che si odia e si ama, che si perde e si ritrova: unico appiglio su cui poter fare affidamento sembrano essere proprio quei gatti, anche loro d’acciaio, che sai di trovare, unica costante, nonostante tutto.</p>
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		<title>La solita &#8220;Jane Eyre&#8221;? Nelle sale l&#8217;ultima trsposizione del regista Cary Fukunaga</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 09:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elettra Antognetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/12/29/la-solita-jane-eyre-nelle-sale-lultima-trsposizione-del-regista-cary-fukunaga/' addthis:title='La solita &#8220;Jane Eyre&#8221;? Nelle sale l&#8217;ultima trsposizione del regista Cary Fukunaga'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Jane Eyre Drammatico durata 120 min. Gran Bretagna, 2011 BBC Films, Focus Features, Ruby Films di Cary Fukunaga con Mia Wasikowska, Michael Fassbender, Jamie Bell, Judi Dench, Tamzin Merchant Al cinema dallo scorso 7 ottobre l&#8217;ultimo adattamento tratto dal romanzo di Charlotte Bronte, Jane Eyre, del regista californiano Cary Fukunaga. Un cast stellare è stato scelto per questa produzione: dalla giovane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a rel="attachment wp-att-6557" href="http://www.idranet.it/2011/12/29/la-solita-jane-eyre-nelle-sale-lultima-trsposizione-del-regista-cary-fukunaga/jane-eyre/"><img class="alignleft size-full wp-image-6557" title="jane eyre" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/jane-eyre-e1325149303903.jpg" alt="" width="186" height="265" /></a>Jane Eyre</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong>Drammatico</p>
<p>durata 120 min.</p>
<p>Gran Bretagna, 2011</p>
<p>BBC Films, Focus Features, Ruby Films</p>
<p>di <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=26260">Cary Fukunaga</a></p>
<p><a href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=26260"></a>con <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=120112">Mia Wasikowska</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=73865">Michael Fassbender</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=53958">Jamie Bell</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=15843">Judi Dench</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=154449">Tamzin Merchant</a></p>
<p>Al cinema dallo <strong>scorso 7 ottobre l&#8217;ultimo adattamento tratto dal romanzo di Charlotte Bronte, <em>Jane Eyre, </em>del regista californiano Cary Fukunaga.</strong><span id="more-6556"></span><strong> Un cast stellare</strong> è stato scelto per questa produzione: dalla giovane Mia Wasikowska, l&#8217;Alice di Tim Burton, qui nei panni della protagonista, al conclamato Michael Fassbender nei panni del tenebroso Mr. Rochester (<em>Bastardi senza gloria, X-Men &#8211; L&#8217;inizio, A Dangerous Method</em>), a Jamie Bell, l&#8217;ex bambino prodigio di <em>Billy Elliot, </em>che interpreta un gentile ma risoluto Saint John Rivers. E ancora, Judy Dench, Sally Hawkins, Imogen Poots: una miriade di star costellano questo set quasi interamente <em>british</em>.</p>
<p><strong>La trama è già nota ai più, grazie alla fortuna conosciuta dal romanzo di Charlotte Bronte</strong>: racconta la storia di <strong>un&#8217;orfana dell&#8217;Inghilterra della metà dell&#8221;800</strong>, Jane Eyre. Bambina sfortuna, affronta molte vicissitudini (prima fra tutte, la vita con una zia che non la ama e dei cugini che la tiranneggiano); è costretta a vivere per molti anni in collegio e a subire le peggio angherie. Ragazza capace e volenterosa, trova un impiego come istitutrice presso Thornfield Hall, la magione del burbero e scontroso signor Rochester, dove le verranno affidate le cure della piccola Adèle, orfana di origine francese da lui adottata. I due si scopriranno inaspettatamente innamorati e determinati a difendere il loro amore contro ogni ragionevole dubbio e contro ogni terreno impedimento (ad esempio il fatto che Mr. Rochester fosse in realtà sposato con Bertha Mason, moglie legittima di Rochester, rinchiusa dal marito in un&#8217;ala della casa perché ritenuta pazza). Solo alla fine, con una sorta di distorto <em>happy end, </em>la fortuna sembra finalmente arridere alla piccola Jane, la quale<strong> potrà -come succede solo nei bei romanzi vittoriani- sposarsi con il ricco e per giunta innamoratissimo Rochester, ormai diventato cieco a causa di un incendio divampato a Thornfiedl Hall, e vivere felice.</strong></p>
<p><strong>Cary Fukunaga e Moira Buffini, sceneggiatrice inglese che ha curato il film, sembrano abilmente riuscire nell&#8217;intento di rendere il significato profondo delle pagine della Bronte.</strong> Le atmosfere tendono al cupo, al <strong>gotico</strong>; la storia rende bene il senso di inquietudine espresso dal precursore letterario, in bilico tra un romanzo di formazione, uno gotico, uno d&#8217;ambientazione borghese. <strong>Il paesaggio viene antropomorfizzato</strong>: la <em>moorland </em>britannica è cupa e inquietante, come Jane che la attraversa per scappare dal collegio, o per raggiungere la magione dei Fairfax-Rochester; Thornfield Hall è una sorta di tetro e austero labirinto di Cnosso; la casa dei Rivers nascosta in un&#8217;infertile e selvaggia brughiera. <strong>Tutto a rendere il senso di pesantezza e inquietudine che attanaglia i protagonisti del film/romanzo, oppressi da un sentimento di vuoto.</strong> L&#8217;operazione tentata da questa trasposizione cinematografica è quella di <strong>adattare lo spirito del romanzo ai nostri tempi: la versione di Fukunaga è sicuramente più attuale, meno vittoriana e moraleggiante di altre trasposizioni</strong> (non da ultima quella di Zeffirelli del 1996, con la Gainsbourg e William Hurt). Rochester acquista una sensualità insolita, spregiudicata, quasi ambigua anche nel suo rapporto con la moglie, dichiarata pazza (ma pazza sul serio, o solo uno scomodo giocattolo non più voluto e relegato in cantina?). Anche la Jane della Wasikowska acquista spessore: sottomissione e contrizione si alternano all&#8217;intelligenza e spregiudicatezza propri della giovane orfana sfortunata ma intraprendente. Meno convincente la Blanche Ingram di Imogen Poots: a lei sembra dedicato un ruolo più marginale di quello che in realtà avrebbe e il suo personaggio sembra perdere un po&#8217; di quella carica pungente, snobistica e velenosa che le è propria.</p>
<p>Tutto sommato, <strong>l&#8217;adattamento di Fukunaga sembra convincente, anche se non proprio entusiasmante: cast d&#8217;eccellenza e ottima sceneggiatura ne fanno la fortuna, anche se manca ancora quel <em>quid</em></strong>, quello strapparsi i capelli dalla gioia all&#8217;uscita del cinema. <em>Naja, es geht</em>, verrebbe da dire.</p>
<p>Curiosità: le riprese del film si sono svolte tra il marzo e il maggio 2010, in diverse <em>locations</em>, tra cui Londra e altre località del Derbyshire.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima trasposizione di un grande classico che ha fatto sognare generazioni. Perché non vederlo?!</strong></p>
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		<title>Torna il &#8220;Festival Letterario della Sardegna&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 06:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/06/27/torna-il-festival-letterario-della-sardegna/' addthis:title='Torna il &#8220;Festival Letterario della Sardegna&#8221;'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Giunto con successo alla sua VIII edizione, il Festival Letterario della Sardegna, organizzato dall&#8217;associazione culturale L&#8217;Isola delle Storie, che vede nella figura dello scrittore Marcello Fois il suo Presidente, si svolge quest&#8217;anno dal 1 al 3 luglio 2011 a Gavoi (Nuoro), inaugurato da una serata speciale il 30 giugno. Anche quest&#8217;anno il festival è reso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5839.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Giunto con successo alla sua VIII edizione, il Festival Letterario della Sardegna, organizzato dall&#8217;associazione culturale <a href="http://www.isoladellestorie.it">L&#8217;Isola delle Storie</a>, che vede nella figura dello scrittore Marcello Fois il suo Presidente, si svolge quest&#8217;anno dal 1 al 3 luglio 2011 a Gavoi (Nuoro), inaugurato da una serata speciale il 30 giugno.</p>
<p><span id="more-5839"></span></p>
<p>Anche quest&#8217;anno il festival è reso possibile dalla partecipazione attiva dei cittadini di Gavoi, i celebri volontari dalle “magliette rosse”, con il sostegno delle principali istituzioni pubbliche e private: Regione Autonoma della Sardegna, Provincia di Nuoro, Comune di Gavoi, Unione dei Comuni di Barbagia, Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Nuoro, la Fondazione Banco di Sardegna, e con la preziosa  collaborazione degli istituti di cultura: il Goethe Institut, l&#8217;Istituto di Cultura Polacco, l&#8217;Istituto Confucio dell&#8217;Università di Milano e l&#8217;Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.<br />
La manifestazione si inaugura giovedì 30 giugno, in un&#8217;atmosfera di grande suggestione, con un concerto del trombettista jazz <a href="http://www.idranet.it/?s=paolo+fresu&#038;x=0&#038;y=0">Paolo Fresu</a>, “Mistico Mediterraneo”, in cui il musicista amalgama note jazz con melodie ispirate alla tradizione popolare, accompagnato dalle sette voci del coro polifonico corso A Filetta (La Felce) e il bandoneon di Daniele di Bonaventura, punto d&#8217;incontro tra le sonorità di Fresu e l&#8217;esecuzione vocale del gruppo. Il concerto rientra nell&#8217;ambito dei festeggiamenti per i cinquant&#8217;anni dell&#8217;autore: 50 anni, per 50 concerti, in 50 paesi, dove Gavoi rappresenta senz&#8217;altro una piazza molto amata.<br />
Un altro evento speciale è dedicato agli ottant&#8217;anni di Ermanno Olmi, il pluripremiato regista, grande sostenitore del festival fin dalla sua prima edizione nel 2004. Sarà presente il Maestro Olmi insieme a Franco Piavoli e Maurizio Zaccaro, introdurrà l&#8217;incontro Sergio Naitza.<br />
Il Festival Letterario della Sardegna omaggia quest&#8217;anno tre grandi autori: Salvatore Cambosu, Josè Saramago, Tiziano Terzani. La lettura di brani scelti precederanno i vari appuntamenti.<br />
Gli incontri mattutini si terranno a S&#8217;Antana ‘e Susu, Dal Balcone Martine Van Geertruyden incontra Bianca Pitzorno, scrittrice poliedrica di vari generi e autrice televisiva; Maria Giacobbe, scrittrice, la cui produzione e impegno in campo culturale ha favorito una maggiore conoscenza della cultura sarda nel nord Europa; il giovane scrittore sardo Flavio Soriga.<br />
Gli appuntamenti di mezzogiorno dedicati ai dibattiti sulla società si  tengono nella suggestiva piazza di Sant&#8217;Antiocru. Uomini di cultura di varie estrazioni e formazioni si confrontano sul tema Evoluzioni, Involuzioni,  Rivoluzioni. Ritanna Armeni, giornalista, scrittrice e conduttrice tv, incontra Barbara Serra giornalista di Al Jazeera, Gad Lerner ed il giornalista inglese Peter Popham; il filosofo Giulio Giorello, il giornalista Riccardo Iacona e Wlodek Goldkorn caporedattore culturale dell&#8217;Espresso; l&#8217;economista Pierluigi Sacco e lo storico d&#8217;arte Christian Caliandro, co-autori del saggio Italia Reloaded in un incontro che prevede anche la partecipazione di Renato Soru e Bruno Murgia.<br />
Il pomeriggio, dedicato ai Reading ospiterà nel giardino comunale l&#8217;attore, drammaturgo e regista teatrale Marco Baliani; l&#8217;autore e conduttore radiofonico Marco Presta; l&#8217;attrice Isabella Ragonese accompagnata dal polistrumentista musicista Gavino Murgia.<br />
Lo spazio Esordi, alle 17.15 nel cortile delle scuole elementari, è riservato agli autori emergenti presentati quest&#8217;anno da Fabio Geda, scrittore e collaboratore del quotidiano La Stampa. Nei tre giorni del festival il pubblico di Gavoi incontrerà Alessio Torino, Emanuele Tonon, Elisa Ruotolo, Alessia Gazzola, Claudio Bagnasco, Paolo Sortino e lo scrittore e sceneggiatore rumeno Lucian Dan Teodorovici.<br />
Con Storie di altri Luoghi, Ursula Bavaj, professore ordinario di Letteratura tedesca, presenta lo scrittore tedesco Uwe Timm.<br />
Nello stesso spazio Alessandra Casella incontra Anne Perry, scrittrice britannica, grande maestra del giallo, mentre Paolo Collo introduce lo scrittore e avvocato spagnolo Ildefonso Falcones.<br />
Domenica, l&#8217;appuntamento delle 19.00 Vicini Lontani chiude il festival, Alessandra Casella introduce Daria Bignardi, autrice e conduttrice televisiva e la nota scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett.<br />
Parallelo al programma per adulti quello per ragazzi, curato da Teresa Porcella e gestito dall&#8217;Associazione Scioglilibro, in collaborazione con l&#8217;Associazione l&#8217;Aleph e il Consorzio della Pubblica Lettura Sebastiano Satta di Nuoro. Attualissimo il tema di quest&#8217;anno: “Incertezza e indecisione. Che cosa fare quando non sappiamo che cosa può accadere fuori e dentro di noi?”.<br />
Molti gli ospiti di fama nazionale e internazionale che, insieme al pubblico, cercheranno di trovare delle risposte a questo interrogativo. Tra gli autori italiani: Margherita Oggero autrice di Orgoglio di classe. Piccolo manuale di autostima per la scuola italiana e chi la frequenta, Luisa Mattia (il suo romanzo La scelta è considerato ormai un classico per ragazzi), Francesco D&#8217;Adamo, Sofia Gallo e Loredana Frescura. Sempre italiani, gli illustratori Guido Scarabottolo, Vittoria Facchini, Brunella Baldi: tre mani dal segno diversissimo e raffinato, capaci di aprire nuove possibilità di visione a piccoli e grandi e il poliedrico Otto Gabos (pseudonimo di Mario Rivelli), artista, fumettista e scrittore isolano da tempo affermato e apprezzato a livello nazionale per l&#8217;originalità della sua produzione. Significative anche le voci di altri paesi: l&#8217;autrice e illustratrice tedesca Jutta Richter, famosa in tutto il mondo per l&#8217;incisività e la raffinatezza dei suoi libri, la franco-israeliana Valerie Zenatti, autrice dalla straordinaria sensibilità culturale e sociale, e l&#8217;iracheno Fuad Aziz, artista e illustratore per ragazzi, da anni residente in Italia, dove lavora sui temi  dell&#8217;intercultura e del rispetto della diversità. A favorire il dialogo tra autori e pubblico, ci saranno Eros Miari, tra i più esperti promotori della lettura tra i giovani in Italia, (fondatore di Equilibri e di Fuorilegge), Chiara Bettazzi, Beniamino Sidoti, Cecilia Fabbri, gli ultimi due, esperti animatori alla lettura, regaleranno ai bambini anche due laboratori da non perdere.<br />
Non mancheranno, come ogni anno, lo spazio cinema, curato dalla Società Umanitaria di Cagliari, e i laboratori dalle varie aree espressive: non solo libri e lettura, ma anche musica con Gianfranco Antuono e i ragazzi delle scuole di Gavoi, giocoleria, yoga, creazione di libri-gioiello, con artisti speciali tutti da scoprire.<br />
Nello spazio ragazzi in esposizione la mostra &#8220;I colori del classico. Omaggio a Laura Orvieto&#8221; frutto del concorso “Nuovi colori per un classico”, indetto da Giunti editore per selezionare l’illustratore per la nuova edizione di Storie della storia del mondo di Laura Orvieto. Beatrice Fini, responsabile editoriale gruppo Giunti, Martin Salisbury, docente di  Illustrazione a Cambridge, Silvana Sola, Giannino Stoppani e docente di Storia dell’Illustrazione all’ISIA di Urbino, hanno selezionato il gruppo di illustratori in mostra, da cui è uscita vincitrice: Cristina Storti Gajani.<br />
Si rinnova, inoltre, la collaborazione con il MAN – Museo d&#8217;Arte di Nuoro. L&#8217;evento immobile, rassegna a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri, che ha per sottotitolo Sfogliare il tempo.<br />
L&#8217;Isola delle Storie, che nel 2007 è stato promotore, in collaborazione con il MAN, della prima edizione di L&#8217;evento immobile, dedicherà una sezione di approfondimento all&#8217;opera di alcuni artisti proposti nelle varie tappe della manifestazione.<br />
Infine, come ogni anno, sarà presente la mostra Istranzadura, realizzata dalla fotografa Daniela Zedda, che espone a cielo aperto per le vie del paese, le immagini che immortalano i volti dei protagonisti delle passate edizioni.<br />
Da segnalare tra i maggiori sponsors del Festival: Le Cantine Argiolas, Tiscali e la Banca di Sassari ai quali quest&#8217;anno si aggiungono Consorzio per la Tutela del Fiore Sardo D.O.P., Convisar–Consorzio Vini Sardegna e il Mirto di Brunella.</p>
<p><a href='http://www.idranet.it/2011/06/27/torna-il-festival-letterario-della-sardegna/programma-ids-2011/' rel='attachment wp-att-5844'>Il Programma del Festival Letterario della Sardegna</a></p>
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		<title>Il mistero del tesoro di Sant&#8217;Oreste</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 06:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/12/27/ill-mistero-del-tesoro-di-santoreste/' addthis:title='Il mistero del tesoro di Sant&#8217;Oreste'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Aurelio Santopadre, medico &#8216;prestato&#8217; alla letteratura, dà alle stampe la sua prima opera che racconta la storia dei lingotti d&#8217;oro trafugati dai nazisti alla Banca d&#8217;Italia&#8221;. E aggiunge &#8220;devo al caso la sua pubblicazione, ero andato in copisteria &#8211; dice &#8211; per farne qualche copia da dare agli amici e ai parenti, ma ho perso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/2010/12/27/ill-mistero-del-tesoro-di-santoreste/tesorosantoreste/" rel="attachment wp-att-3461"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/TesoroSantOreste.jpg" alt="" title="TesoroSantOreste" width="400" height="297" class="alignnone size-full wp-image-3461" /></a></p>
<p>Aurelio Santopadre, medico &#8216;prestato&#8217; alla letteratura, dà alle stampe la sua prima opera che racconta la storia dei lingotti d&#8217;oro trafugati dai nazisti alla Banca d&#8217;Italia&#8221;. E aggiunge &#8220;devo al caso la sua pubblicazione, ero andato in copisteria &#8211; dice &#8211; per farne qualche copia da dare agli amici e ai parenti, ma ho perso la &#8216;chiavetta&#8217; usb. A ritrovarla è stato un operatore ecologico che aveva uno zio di Sant&#8217;Oreste. L&#8217;hanno letto, è piaciuto e hanno avvisato il comune che mi ha messo in contatto con la casa editrice. Ne è nato il mio primo libro, dato alle stampe, che si può acquistare online e in libreria da fine dicembre o inizi di gennaio&#8221;.</p>
<p><span id="more-3460"></span></p>
<p>&#8220;Mi ha sempre affascinato la storia lingotti d&#8217;oro, trafugati dai nazisti alla Banca d&#8217;Italia in fuga dalla Capitale. E una leggenda che diventa realtà&#8221;. Aurelio Santopadre, medico di mestiere, scrittore per passione, con il suo libro &#8220;Il tesoro di Sant&#8217;Oreste&#8221;, <a href="http://www.edizionisabinae.com/EDIZIONI_SABINAE/HOMEPAGE.html">edizioni Sabinae</a>, accompagna il lettore alla ricerca del prezioso metallo attraverso le suggestive &#8220;grotte, gallerie e cunicoli&#8221;, scavate nei dintorni di Sant&#8217;Oreste. &#8220;L&#8217;idea &#8211; spiega l&#8217;autore a IGN, testata online dell&#8217;Adnkronos &#8211; mi è venuta perché mio padre Arnaldo mi raccontava sempre questa storia che mi intrigava. Allora sono andato sul posto per le prime ricognizioni, ho parlato con gli anziani ed è nato questo racconto&#8221;. &#8220;Tante le ipotesi fatte sul possibile nascondiglio &#8211; aggiunge &#8211; tra cui quella che quest&#8217;oro sia stato nascosto nelle gallerie del monte Soratte. In passato sono state fatte delle ricerche, ma nessuno l&#8217;ha mai trovato&#8221;.<br />
Dopo l&#8217;8 settembre del 1943 i tedeschi requisirono dalla Banca d’Italia circa 120 tonnellate d&#8217;oro. Una parte dell’oro Italiano (circa 64 tonnellate), finito alla Banca Nazionale Tedesca, viene ritrovato dagli americani in una miniera di sale vicino alla cittadina di Merkers. Nello stesso periodo, un’altra parte (due tonnellate) di quell’oro viene ritrovato dagli inglesi nello Schleswig-Holstein. Infine, altre cinque tonnellate furono ritrovate in Austria dagli americani, ma vennero consegnate per errore alla Banca Austriaca e solo nel 1950 restituite all’Italia che le versò nelle casse della Commissione tripartita.</p>
<p>Di tutto &#8216;il tesoro&#8217;, trafugato dai nazisti, restano ancora da trovare circa 950 chili d&#8217;oro. Per tentare di spiegare dove siano finiti questi lingotti sono nate numerosissime leggende. Una tra le più accreditate vuole che il metallo prezioso sia stato nascosto dai tedeschi in ritirata in una delle innumerevoli grotte carsiche che costellano il monte Soratte vicino alla capitale. Persino il governo italiano ha dato credito a quella leggenda, organizzando nel dopoguerra delle ricerche ufficiali con uomini e mezzi del Genio Militare, ma non è mai stato ritrovato nemmeno un grammo d’oro.</p>
<p>Probabilmente quell’oro non è stato nascosto da qualche parte, perché non è mai esistito un “tesoro”. Verosimilmente quei lingotti scomparsi sono andati dispersi passando per le mani di mille persone, regalando a ciascuna una piccola illusione di ricchezza, per cui oggi è impossibile ricostruirne le vicende, oppure le cose sono andate diversamente… la storia narrata in questo libro prova a dare una spiegazione, che naturalmente è di fantasia, su dove possa essere finito quell’oro.</p>
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		<title>Libri: “Altai” di Wu Ming</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/07/30/libri-%e2%80%9caltai%e2%80%9d-di-wu-ming/' addthis:title='Libri: “Altai” di Wu Ming'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Altai si propone, già dalla fascetta, come “l&#8217;epilogo di Q”, e in quanto tale non delude: è difficile infatti che un seguito, un epilogo siano affascinanti come il modello originario, se li si osserva in questa prospettiva. Manuel Cardoso è il nuovo centro maschile attorno al quale ruotano gli eventi di Altai, questa volta solitario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><img class="aligncenter size-full wp-image-3154" title="Altai" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Altai.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p lang="it-IT"><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html2391">Altai</a></em> si propone, già dalla fascetta, come “l&#8217;epilogo di <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806200503/luther-blissett/q.html2391">Q</a></em>”, e <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">in</span></span></span> quanto tale non delude: è difficile infatti che un seguito, un epilogo siano affascinanti come il modello originario, se li si osserva in questa prospettiva.</p>
<p lang="it-IT"><span id="more-3153"></span></p>
<p>Manuel Cardoso è il nuovo centro maschile attorno al quale ruotano gli eventi di <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html2391">Altai</a></em>, questa volta solitario come il falco che lo rappresenta, e come tale molto meno complesso e misterioso. Il rapporto di questo personaggio moderno con il tempo in cui è immerso è quello di un osservatore stupito, che nella fabula non agisce mai e resta immobile, incapace di agire ogni volta che cerca di opporsi al corso degli eventi: fuggire, uccidere un uomo, salvare un ragazzo sono azioni spinte dalla mano del destino o dagli altri personaggi, che lo circondano come Doveri e statue di Eroi.</p>
<p lang="it-IT">Manuel Cardoso/Emanele de Zante riflette, piuttosto, e la sua doppiezza si esplica nel nome, nella religione e nel passaggio da un lato all&#8217;altro della frontiera che divide Venezia dall&#8217;impero Ottomano: due facce di una stessa medaglia, imperi diversi ma omologhi.</p>
<p>In questo libro il riferimento alla realtà contemporanea si fa meno limpido, meno contingente, prende il sopravvento forse il racconto di quell&#8217;epoca complessa e certo non aiuta la diversa dimensione (in pagine) del libro; a mancare di più, in questo romanzo ben scritto, ritmato, avvincente, è il proprio il respiro che accompagnava <em>Q</em>, il diverso gioco di intrecci e rispecchiamenti.</p>
<p>Ma forse – non è escluso – l&#8217;errore è proprio partire dalla fascetta e considerare <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html2391">Altai</a></em> il seguito di <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806200503/luther-blissett/q.html2391">Q</a></em>: come se l&#8217;uomo dai mille nomi, Ludovico “el aleman” fosse davvero lui e non Ismail, una figura mitica che riemerge dal ventre della balena per offrire il suo esempio mitico e non più perseguibile, forse nemmeno imitabile.</p>
<p lang="it-IT">Manuel si muove in un mondo difficile (in cui non a caso gli assediati di Muntzer sono descritti come pazzi invasati), nell&#8217;intreccio delle città fra Adriatico e Asia, nell&#8217;affascinante mescolanza di popoli e culture. Un mondo intrigante ma senza particolari, o meglio un mondo i cui particolari sono scelti con l&#8217;attenzione di una volontà formativa.</p>
<p>Ci si chiede quindi cosa fare dei pur numerosi personaggi femminili: le donne sono misteri potenti, pericolosi ed estranei. A causa delle donne cadono le Grandi Menti maschili e solo una donna combattente, accompagnata dal suo gemello può inserirsi silenziosamente nella società maschile. Giusto in tempo per poter mostrare l&#8217;istinto materno a cui gli altri non sembrano naturalmente portati.</p>
<p>Il viaggio, andata e ritorno, è il modulo fondamentale di questo libro, e l&#8217;intreccio delle lingue, dei dialetti, dei santi da venerare mostra una società marinara unita nelle sue divisioni, tollerante nella ricerca del profitto o della sopravvivenza.</p>
<p>Piccoli e grandi mercanti hanno preso il posto dei contadini di Muntzer, i giochi politici dei grandi signori sostituiscono le battaglie per le idee combattute in prima persona e Manuel, che nella sua vita precedente ha fatto uccidere e torturare, è quasi incapace di combattere con le sue mani.</p>
<p lang="it-IT">Cambiano le prospettive, cambia il progetto per cui vivere e morire, cambiano i tempi – ma la morte che segna la fine di questo romanzo resta come un&#8217;ombra inquietante: è forse finito il tempo di combattere secondo i Wu Ming?</p>
<p>Wu Ming</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html2391">Altai</a></p>
<p>Einaudi, 2010</p>
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		<title>Libri &#8211; Quando le donne raccontano il mare: Effemme Edizioni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 15:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/06/23/libri-quando-le-donne-raccontano-il-mare-effemme-edizioni/' addthis:title='Libri &#8211; Quando le donne raccontano il mare: Effemme Edizioni'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Il modo di raccontare il mare si arricchisce della prospettiva diversa – a tratti più intimista, sensibile e delicata – della scrittura femminile. Effemme, casa editrice nata a Milano con lo scopo di ideare e realizzare libri dedicati a chi ama il mare, amplia il settore narrativa con un filone dedicato ai racconti di esperienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/2010/06/23/libri-quando-le-donne-raccontano-il-mare-effemme-edizioni/effemme_ed/" rel="attachment wp-att-2943"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/effemme_Ed.jpg" alt="" title="effemme_editore" width="400" height="297" class="alignnone size-full wp-image-2943" /></a></p>
<p>Il modo di raccontare il mare si arricchisce della prospettiva diversa – a tratti più intimista, sensibile e delicata – della scrittura femminile. <a href="http://www.effemme-edizioni.it/">Effemme</a>, casa editrice nata a Milano con lo scopo di ideare e realizzare libri dedicati a chi ama il mare, amplia il settore narrativa con un filone dedicato ai racconti di esperienze vissute e ai romanzi scritti dalle donne, dove il mare gioca un ruolo da protagonista nella vita delle stesse autrici o dei loro personaggi.</p>
<p><span id="more-2940"></span></p>
<p>Donne scrittrici per donne lettrici: l’attenzione di Effemme nei confronti della narrativa al femminile trova riscontro nel profilo dei lettori in Italia. Secondo i dati Istat, infatti, oggi sono le donne a leggere di più, oltre 15 milioni, distanziando di qualche lunghezza gli uomini, fermi a 10 milioni. Di queste, il 30,1% legge da uno a tre libri l’anno, mentre le lettrici “forti”, quelle cioè che leggono più di 12 libri l’anno, raggiungono il 16%. I libri più scelti sono i romanzi italiani, i gialli e i noir, senza trascurare i classici, in prevalenza scritti da donne o da uomini con una certa sensibilità per l’universo femminile.</p>
<p>Tra le novità editoriali di Effemme che danno spazio alla voce delle scrittrici troviamo Raffaella Martinotti col suo primo romanzo “Cerchi sull’acqua”, in cui un misterioso incidente in motoscafo crea un legame indissolubile tra i due protagonisti che si ritrovano dopo molti anni nella nostalgica atmosfera di Venezia. Al proprio vissuto ha invece attinto Inbar Meytsar con “Il mio Vendèe Globe” e con il più recente “L’isola delle Vele”, che racconta la sua esperienza professionale accanto ai campioni della navigazione oceanica in solitario, ma anche il suo personale percorso di rinascita dopo un periodo drammatico della sua esistenza.</p>
<p>Effemme continuerà a puntare sulle scrittrici e in autunno approderà in libreria “N’zid Questo mare è la mia terra”, un avvincente romanzo di Malika Mokeddem, che in un clima carico di suspense narra l’odissea di una donna a bordo della sua barca a vela nelle acque del Mediterraneo.<br />
L’autrice algerina, che vive in Francia dove ha ottenuto grande successo e numerosi premi letterari, in Italia ha già pubblicato “Gente in cammino” e “Storia di sogni e di assassini”, due romanzi d’ispirazione autobiografica.</p>
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		<title>Libri: “La figlia dell&#8217;aggiustaossa” di Amy Tan</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Novecento]]></category>
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		<category><![CDATA[Amy Tan]]></category>
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		<category><![CDATA[Feltrinelli Editore]]></category>
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		<category><![CDATA[San Francisco]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/06/09/libri-%e2%80%9cla-figlia-dellaggiustaossa%e2%80%9d-di-amy-tan/' addthis:title='Libri: “La figlia dell&#8217;aggiustaossa” di Amy Tan'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Dalla Cina arcaica dei paesini di montagna alle sirene antinebbia della San Francisco contemporanea si snoda l&#8217;epopea della famiglia di Ruth Young, di sua madre e di sua nonna: una donna scava alla ricerca del proprio passato fra ricordi e segreti sepolti. Ruth Young è una donna americana, editor (o ghostwriter) di successo che per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2846" title="aggiustaossa" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/aggiustaossa.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>Dalla Cina arcaica dei paesini di montagna alle sirene antinebbia della San Francisco contemporanea si snoda l&#8217;epopea della famiglia di Ruth Young, di sua madre e di sua nonna: una donna scava alla ricerca del proprio passato fra ricordi e segreti sepolti.</p>
<p><span id="more-2845"></span></p>
<p>Ruth Young è una donna americana, editor (o ghostwriter) di successo che per ricordarsi le cose assegna ogni impegno a un dito: mai più di dieci, quindi, e contandoli all&#8217;occidentale, aprendo la mano dal pollice al mignolo. Sua madre le ha insegnato a ricordare le cose in questo modo, ma non ha mai smesso di contare alla cinese, chiudendo le dita dal mignolo al pollice, così come non ha mai imparato davvero l&#8217;inglese e non si è mai inserita nella San Francisco in cui, fortunosamente, si è trovata a vivere.</p>
<p>LuLing è una profuga cinese e sua figlia crede di sapere tutto di lei, il loro rapporto burrascoso è composto di ferite reciproche e testimonianze di fiducia. Improvvisamente però LuLing comincia a comportarsi in maniera strana (più strana del solito) e Ruth si rende conto che sta invecchiando, sta dimenticando, sta disimparando a mentire.</p>
<p>“Queste sono le cose che so essere vere” è la frase che apre il romanzo, ma sono anche le cose che LuLing non vuole dimenticare e affida alla scrittura: il suo passato burrascoso di donna forte, una madre dura e la sua Preziosa Zietta, una nutrice tanto affezionata da uccidersi per lei.</p>
<p>Alla vita di Ruth quindi si sovrappone il racconto della lunghissima vita di LuLing bambina, dei segreti e del mondo arcaico e affascinante della sua famiglia. Due ambienti in un contrasto irrisolto, compresenti nella figura ormai straniata e sorridente di LuLing.</p>
<p>Dalla fiaba alla realtà il passo è breve: una generazione o due; è come arrivare, stremati, dalla provincia di Pechino ai sobborghi di San Francisco.</p>
<p>Amy Tan</p>
<p><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788807817755/tan-amy/figlia-dell-aggiustaossa.html2391">La figlia dell&#8217;aggiustaossa</a></em></p>
<p>Feltrinelli, 2002</p>
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		<title>Libri: “Second Hand” di Michael Zadoorian</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 17:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idranet]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
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		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Second hand]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/06/03/libri-%e2%80%9csecond-hand%e2%80%9d-di-michael-zadoorian/' addthis:title='Libri: “Second Hand” di Michael Zadoorian'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Gli oggetti di seconda mano, il consumismo e l&#8217;amore nella provincia degli Stati Uniti costruiscono questo quadro della società nordamericana. Il sottotitolo di Second hand recita “Una storia d&#8217;amore” e di amore infatti si tratta, di molte diverse forme d&#8217;amore che strutturano i tre filoni fondamentali del libro: l&#8217;amore filiale, innanzitutto, l&#8217;amore per gli oggetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2804" title="second hand" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/second-hand.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>Gli oggetti di seconda mano, il consumismo e l&#8217;amore nella provincia degli Stati Uniti costruiscono questo quadro della società nordamericana.</p>
<p><span id="more-2803"></span></p>
<p>Il sottotitolo di <a href="http://www.ibs.it/code/9788871684840/zadoorian-michael/second-hand-una-storia.html3291"><em>Second hand</em></a> recita “Una storia d&#8217;amore” e di amore infatti si tratta, di molte diverse forme d&#8217;amore che strutturano i tre filoni fondamentali del libro: l&#8217;amore filiale, innanzitutto, l&#8217;amore per gli oggetti e ciò che rappresentano e il tradizionale amore per un rappresentante dell&#8217;altro sesso.</p>
<p>A questi tre filoni si intreccia costantemente il tema della morte: quella che coinvolge i genitori del protagonista, quella che ossessiona la ragazza di cui si è innamorato, quella che gli permette di lavorare.</p>
<p>Richard infatti è un junker, quello che noi chiameremmo un robivecchi: dalle svendite organizzate nelle case di persone decedute (molto comuni negli Stati Uniti) lui recupera oggetti kitsch o semplicemente brutti che rivenderà ne suo negozio: tende con astronavi stampate sopra, un secchiello per il ghiaccio a forma di pinguino, un tritaghiaccio a manovella Sears, un completo da discoteca degli anni Settanta color cioccolato, un porta appunti a molla a forma di segugio, uno shaker da cocktail sul quale sono dipinti ricette di drink e attrezzi sportivi&#8230;</p>
<p>Il libro si riempie di queste liste di oggetti improbabili, scovati nelle svendite da garage, nei negozi dell&#8217;Esercito della salvezza ma anche nella cantina dei genitori di Richard. Gli oggetti parlano della loro vita precedente, si fanno amare una seconda volta dai junker e dai loro prossimi proprietari, rivendicano la loro dignità di esistenza in quanto già vissuti, carichi di storia, esperienze e amore.</p>
<p>Attraverso gli oggetti Richard definisce la propria identità, ricostruisce il rapporto con i suoi genitori e con sua sorella, attraverso il negozio conosce Theresa.</p>
<p>Anche Theresa ha a che fare con il regno della vita e della morte, e non solo perché anche lei è una junker. La ragazza infatti lavora in un centro di accoglienza per animali rifiutati, abbandonati, scartati in qualche modo. Se non vengono adottati in fretta la loro sorte è segnata, perché il rifugio è piccolo e non può accogliere molti ospiti: Theresa quindi deve ucciderli. È un lavoro orribile, che le porta incubi, sensi di colpa e che complica a sua capacità di relazionarsi con il resto del mondo.</p>
<p>I personaggi e le storie di Michael Zadoorian sono particolari, ben delineati, assomigliano un po&#8217; a certi personaggi di Woody Allen, ai (rari) inetti della cultura americana. L&#8217;unica nota stonata, nel racconto di questo sottobosco sociale, è la convenzionalità della storia d&#8217;amore, la prevedibilità di ogni azione dei due protagonisti: sembra quasi che per amare Clark Kent debba necessariamente trasformarsi nel Superman che sembra disprezzare tanto.</p>
<p>Vale comunque la pena di leggere <a href="http://www.ibs.it/code/9788871684840/zadoorian-michael/second-hand-una-storia.html3291"><em>Second hand</em></a>, intrufolarsi fra le cataste di scatoloni e commuoversi per quei brutti, vecchi oggetti che abbiamo posseduto anche noi: palle di vetro con la neve, collezioni di posacenere, set di tazzine anni sessanta, vecchie radio a transistor, brutte camicie di velluto marrone.</p>
<p>Michael Zadoorian</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788871684840/zadoorian-michael/second-hand-una-storia.html2391"><em>Second Hand</em></a></p>
<p>Marcos y Marcos</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libri: “L&#8217;arte della gioia” di Goliarda Sapienza</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 12:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Avventura]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/05/27/libri-%e2%80%9clarte-della-gioia%e2%80%9d-di-goliarda-sapienza/' addthis:title='Libri: “L&#8217;arte della gioia” di Goliarda Sapienza'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Un “romanzone” che è una corsa affannata nel tempo, un quadro novecentesco multiforme e superficiale, la vita di una donna fuori dagli schemi espressa nei diversi, moltissimi personaggi. Anche chi ignori, anzi forse soprattutto chi ignora quale sia stata l&#8217;esperienza di vita di Goliarda Sapienza troverà una certa difficoltà a sfuggire al fascino di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2764" href="http://www.idranet.it/2010/05/27/libri-%e2%80%9clarte-della-gioia%e2%80%9d-di-goliarda-sapienza/arte-gioia/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2764" title="arte gioia" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/arte-gioia.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Un “romanzone” che è una corsa affannata nel tempo, un quadro novecentesco multiforme e superficiale, la vita di una donna fuori dagli schemi espressa nei diversi, moltissimi personaggi.</p>
<p><span id="more-2763"></span></p>
<p>Anche chi ignori, anzi forse soprattutto chi ignora quale sia stata l&#8217;esperienza di vita di Goliarda Sapienza troverà una certa difficoltà a sfuggire al fascino di questo romanzo. È un fascino che si esprime soprattutto nel ritmo: inarrestabile, battente, potente <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806189464/sapienza-goliarda/arte-della-gioia.html2391">L&#8217;arte della gioia</a></em> comincia la sua corsa alla prima pagina e si spegne, sfinito, all&#8217;ultima senza grossi momenti di sosta, rallentando solo un poco.</p>
<p>È quindi un peccato che una voce così forte e convinta non riesca a fare di più, a creare personaggi che non siano maschere un po&#8217; statiche, immagini spinte dal destino o dalla forza della narratrice – in realtà scopriamo, nella postfazione di Domenico Scarpa, che sono vettori di una parte dell&#8217;esistenza dell&#8217;autrice stessa.</p>
<p>È un peccato anche che l&#8217;intreccio non riesca a svincolarsi da una serie di eventi tutto sommato prevedibili, soprattutto nella prima parte, una versione femminile dell&#8217;homo faber fortunae suae interessante ma debole nello svolgimento.</p>
<p>Modesta, la protagonista, è fin troppo il cuore di tutta la narrazione, diventa un&#8217;immagine più che un personaggio: centro della rete di relazioni sessuali che si intrecciano, figura materna non solo per tutti i bambini che vediamo nascere ma anche per tutte le coscienze infantili del romanzo, particolarmente delle donne.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788806189464/sapienza-goliarda/arte-della-gioia.html2391"><em>L&#8217;arte della gioia</em></a> ha aspettato dieci anni prima di essere pubblicato e questo forse ne spiega le dimensioni; quello che questa lunga attesa non spiega è la scarsa cura, il modo quasi sciatto e la tensione calante che caratterizza il romanzo dalla metà in poi. Certamente la vita di Modesta è alla fine, la sua forza propulsiva si sta esaurendo ma questo non spiega la concentrazione che riassume in una paginetta dieci anni di vita della protagonista.</p>
<p>Il romanzo si chiude con un invito a raccontare: un cerchio, quindi, che rimanda allo stesso atto che portò Sapienza a scrivere, ma che in qualche modo brucia il personaggio di Modesta, lo chiude tutto nella voce narrante.</p>
<p>Dall&#8217;<a href="http://www.ibs.it/code/9788806189464/sapienza-goliarda/arte-della-gioia.html2391"><em>Arte della gioia</em></a>, comunque, non si può sfuggire: dopo aver ascoltato anche per poco il tamburo battente della voce di Modesta si è spinti inesorabilmente ad arrivare in fondo, e non solo per sapere “come andrà a finire”. Immagini memorabili ci restano impresse, colori, metafore: la storia di una donna forte, capace e profondamente viva.</p>
<p>Goliarda Sapienza</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788806189464/sapienza-goliarda/arte-della-gioia.html2391"><em>L&#8217;arte della gioia</em></a></p>
<p>(Einaudi, 2008)</p>
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