La copertina dell’unica casa editrice che pubblicò questo thriller, psicologico ed esistenziale, raffigura un albero spoglio, molto ritorto ed inquietante, attraverso una finestra aperta che nella luce della notte proietta la sua ombra che si allunga e si aggrappa al pavimento come un’anima ancora legata al corpo. Forse è così che doveva sentirsi Helen.
Denudata da un passato di angosce, incomprensioni e bisogno di un affetto che non arrivò mai, una donna (perché è impossibile per noi non immedesimarsi nella sua situazione) tenta disperatamente di strappare al presente una carezza e lo fa nella maniera più rapida e indolore: «…alla fine, ammazzare mia madre mi è venuto facile… era marcia come l’acqua stagnante in fondo a un vaso di fiori vecchi di settimane».

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