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	<description>portale di Informazione e cultura Design aRte musicA ciNema lEtteraTura</description>
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		<title>Appunti dall&#8217;acquario di Livorno</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 08:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esposizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[La visita di un acquario è sempre un&#8217;esperienza coinvolgente, che permette di comprendere meglio il nostro mare, conoscere le aree marine protette, avvicinarsi alle affascinanti creature che abitano il fondale marino e prendere sempre più consapevolezza dell&#8217;ambiente che ci circonda, e di ciò che possiamo fare per salvaguardare le risorse naturali. Una nostra breve visita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/acquario_livorno_f600.jpg"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/acquario_livorno_f600-150x150.jpg" alt="" title="acquario_livorno_f600" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-7026" /></a>La visita di un acquario è sempre un&#8217;esperienza coinvolgente, che permette di comprendere meglio il nostro mare, conoscere le aree marine protette, avvicinarsi alle affascinanti creature che abitano il fondale marino e prendere sempre più consapevolezza dell&#8217;ambiente che ci circonda, e di ciò che possiamo fare per salvaguardare le risorse naturali. Una nostra breve visita all&#8217;<a href="http://www.acquariodilivorno.it/">Acquario di Livorno</a> ci ha permesso di entrare in contatto, anche &#8220;emotivo&#8221;, con tutto questo.</p>
<p><span id="more-7023"></span></p>
<p>L&#8217;acquario di Livorno è stato realizzato nel  1937 su progetto di Enrico Salvais con la collaborazione di Luigi Pastore, ma fu distrutto durante la seconda guerra mondiale, e quindi riedificato e aperto al pubblico; dopo la chiusura nel febbraio 1999, la struttura attuale è stata realizzata dal 2007 al 31 luglio 2010, con la nuova gestione da parte di Costa Edutainment. L&#8217;acquario è dedicato a Diacinto Cestoni, biologo del Seicento che compì numerosi e interessanti studi di carattere scientifico, il primo a considerare coralli e spugne come facenti parte del mondo animale.</p>
<p>Tutte le informazioni dettagliate, la brochure, orari e prezzi e la successione delle sale sono visibili e aggiornate quotidianamente nel sito ufficiale dell&#8217;<a href="http://www.acquariodilivorno.it/">Acquario di Livorno</a>: noi ci limitiamo ad illustrarvi l&#8217;acquario attraverso una breve galleria fotografica, che fornisce una vaga idea di quanto si trova nella struttura, non grandissima (3.000 mq di esposizione, contro i 9.700 dell&#8217;Acquario di Genova, e circa 1200 animali) ma ricca di spunti veramente interessanti: dalle vasche tattili alla vasca in mare aperto, dai curiosi abitanti dei mari (come il pesce istrice, il pesce ballerino e il pesce scorpione) alle vasche dedicate alle scogliere coralline, popolate da pesci variopinti; dalle meduse suggestivamente illuminate in trasparenza alle aree dedicate all&#8217;archeologia, dalla riproduzione dei fondali della costa tirrenica e del litorale toscano alla divertente area bambini. In più, una mostra al primo piano, dedicata in questo periodo a Galileo e all&#8217;osservazione del cielo e delle stelle nell&#8217;antichità.</p>
<p>L’Acquario, la cui visita completa richiede circa 1 ora e mezza, propone numerose attività didattiche, sia per conoscere nel dettaglio il mare e i suoi abitanti, sia al servizio della sensibilizzazione ambientale, con un pacchetto molto completo di percorsi e iniziative; tra questi anche un interessante &#8220;dietro le quinte&#8221;, sotto la guida dei tecnici dell&#8217;acquario che ne illustrano &#8220;segreti&#8221;, normalmente non visibili dai visitatori.</p>
<p>Dalle foto vorremmo però sottolineare un altro aspetto, proprio dell&#8217;Acquario di Livorno e di altri spazi espositivi dedicati al mare: l&#8217;osservazione dei pesci e delle diverse specie marine, in ambientazioni curate, offrono un senso di tranquillità e una forma di simbiosi con la natura che permettono veramente di staccare dalla frenesia quotidiana. E, nel caso di Livorno, è degno corollario alla visita osservare il tramonto dal Lungomare, sulla Terrazza Mascagni&#8230;</p>
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<p>Sergio Chierici</p>
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		<title>Un &#8220;Dialogo nel Buio&#8221;, per imparare a conoscerci a luce spenta</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 20:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elettra Antognetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[DIALOGO NEL BUIO Genova &#8211; Piazza Caricamento 14 ottobre 2011 &#8211; 11 luglio 2012 prezzi: adulti: € 7, bambini fino a 12 anni e scuole € 4, speciale Famiglia: max 2 bambini gratuiti ogni 2 adulti paganti Avete mai provato l&#8217;esperienza di dialogare con sconosciuti nel buio più buio che possiate immaginare? Un buio assoluto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7007" href="http://www.idranet.it/2012/05/01/un-dialogo-nel-buio-per-imparare-a-conoscerci-a-luce-spenta/dialogo-nel-buio/"><img class="alignleft size-full wp-image-7007" title="Dialogo-nel-buio" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Dialogo-nel-buio-e1335897634320.jpg" alt="" width="186" height="139" /></a><em>DIALOGO NEL BUIO</em></p>
<p>Genova &#8211; Piazza Caricamento</p>
<p>14 ottobre 2011 &#8211; 11 luglio 2012</p>
<p>prezzi: adulti: € 7, bambini fino a 12 anni e scuole € 4, speciale Famiglia: max 2 bambini gratuiti ogni 2 adulti paganti</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avete mai provato l&#8217;esperienza di dialogare con sconosciuti nel buio più buio che possiate immaginare?</strong> Un buio assoluto, senza ombre, spiragli, guizzi di luce. Senza percepire le dimensioni degli spazi o scorgere la conformazione degli oggetti. Certo, sarebbe ben strana come esperienza. Eppure oggi questo stravagante esperimento è reso possibile per tutti coloro che vogliano cimentarvisi ed immergersi per <strong>45 </strong>(inspiegabilmente brevissimi) <strong>minuti </strong>all&#8217;interno di <em>DIALOGO NEL BUIO. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-7006"></span></em>Si tratta di<strong> un&#8217;installazione</strong> di forma rettangolare, nera, su cui campeggia a chiare lettere la dicitura &#8220;dialogo nel buio&#8221;, appunto, installata <strong>nel cuore di Genova, nei pressi del Porto Antico </strong>(che festeggia quest&#8217;anno il ventesimo anniversario dalla ristrutturazione di Renzo Piano). Qui, è possibile effettuare dei <strong>tour guidati, in piccoli gruppi di non più di sette persone alla volta</strong>. Il percorso si svolge<strong> totalmente al buio</strong> per tutta la sua durata.<strong> Ad accompagnare i partecipanti, degli ipovedenti</strong> (o dei ciechi, per usare un termine meno &#8220;politically correct&#8221; e più immediato per tutti).</p>
<p style="text-align: justify;">E chi meglio di loro per mettere a proprio agio le persone durante questo esperimento: chi usa la vista normalmente non è in grado di orientarsi all&#8217;interno di questi spazi, non distingue da dove provengono i suoni, arranca per cercare la mano dei compagni. <strong>La guida non-vedente è in grado non solo di accompagnare ma anche di rassicurare le persone che le si affidano. </strong><strong>Diventa </strong><strong>q</strong><strong>uasi una guida spirituale</strong>. Dei veri angeli nel buio, questi ciechi della <strong>Fondazione David Chiossone,</strong> istituto nato a Genova nel 1868 quale Istituto dei Ciechi, oggi centro di eccellenza a livello nazionale per l&#8217;handicap visivo, in tutte le fasce di età. La fondazione sponsorizza l&#8217;evento nella città di Genova, assieme ad <strong>ERG, Unione Italiana Ciechi di Genova e della Liguria e in collaborazione con l&#8217;Istituto dei Ciechi di Milano</strong>, tutti soggetti che hanno reso possibile portare questa esperienza anche a Genova, dopo il grande successo riscosso a Milano (in cinque anni è stata visitata da circa cinquecentomila persone).</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il percorso, <strong>il partecipante rivive diverse situazioni di vita quotidiana, però lo fa al buio</strong>: dai pericoli del traffico, al mercato, al giardino, alle stanze della casa, fino al punto ristoro, in cui ci si può rifocillare, chi affronta questa esperienza si trova a fare i conti con la normale routine di un non-vedente e ne percepisce gioie e dolori. Il tutto -come dice il titolo- rigorosamente accompagnato dal <strong>dialogo</strong>: la dimensione dell&#8217;interazione permette di non &#8220;perdersi&#8221; e di scoprire cose spesso date per scontate circa il <em>modus vivendi </em>di chi è costretto a trascorrere la vita senza luce.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>DIALOGO NEL BUIO </em>non è una mostra, non è un&#8217;esposizione, non un evento. E&#8217; un&#8217;<strong>esperienza di vita</strong>, che cambia chi si lascia andare e si fa trasportare, prendendo ciò che è in grado di offrire. Entrando, ciascuno di noi ha la possibilità di spogliarsi di ogni sovrastruttura, di ritrovare un po&#8217; se stesso, grazie al contatto empatico che si instaura. Difficile raccontare come si inizi a vedere con le mani, con il naso e con le orecchie. E troppo soggettivo per essere raccontato. <strong>Non resta che provare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per info e prenotazioni: <a href="http://dialogonelbuio.chiossone.it/index.php">http://dialogonelbuio.chiossone.it/index.php</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Tiempo muerto&#8221;, progetto editoriale di Juan Pablo Macías alla Biennale di Berlino 2012</title>
		<link>http://www.idranet.it/2012/04/30/tiempo-muerto-progetto-editoriale-di-juan-pablo-macias-zirkumflex-ed-emily-barsi-alla-biennale-di-berlino-2012/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Performance]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivista Tiempo Muerto è un progetto editoriale di Juan Pablo Macías realizzato in collaborazione con lo studio design berlinese Zirkumflex e la curatrice Emily Barsi, che fa parte del programma della settima edizione della Biennale di Berlino 2012. Tiempo Muerto accompagna un progetto itinerante omonimo (Tiempo Muerto) che prevede l’attivazione di strategie economiche tramite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/foto-biblioteca-01.jpg"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/foto-biblioteca-01-150x150.jpg" alt="" title="foto biblioteca-01" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-7001" /></a>La rivista Tiempo Muerto è un progetto editoriale di Juan Pablo Macías realizzato in collaborazione con  lo studio design berlinese <a href="http://www.zirkumflex.com">Zirkumflex</a> e la curatrice Emily Barsi, che fa parte del programma della settima edizione della <a href="http://www.berlinbiennale.de/">Biennale di Berlino 2012</a>.</p>
<p>Tiempo Muerto accompagna un progetto itinerante omonimo (<a href="http://www.idranet.it/2012/02/24/tiempo-muerto-un-progetto-artistico-di-juan-pablo-macias-per-finanziare-la-biblioteca-social-reconstruir/">Tiempo Muerto</a>) che prevede l’attivazione di strategie economiche tramite pratiche artistiche mirate all’ottenimento dei fondi necessari ad acquistare un nuovo spazio per la Biblioteca Social Reconstruir a Cittá del Messico, una delle principali risorse di letteratura anarchica dell’America Latina.</p>
<p><span id="more-6999"></span></p>
<p>La rivista Tiempo Muerto assolve due funzioni: un’indagine retrospettiva della Biblioteca Sociale Reconstruir dopo lo sfratto avvenuto nel 2009 e la dichiarazione e registrazione di future strategie economiche create e realizzate nell’ambito del progetto. </p>
<p>La presentazione del progetto editoriale si terrà presso Spazio Arte Zirkumflex di Berlino domenica 6 maggio dalle 15 alle 21. Durante la giornata verrà fornita al pubblico l’opportunità di incontrare gli autori, di condividere e scambiare idee tra musica e bevande.</p>
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		<title>&#8220;Don Giovanni a cenar teco&#8221;: ultima serata al Teatro della Tosse di Genova</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 07:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elettra Antognetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Don Giovanni a cenar teco regia Antonio Latella durata: 220&#8242; con Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni, Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Maurizio Rippa, Valentina Vacca produzione Stabile/Mobile compagnia Antonio Latella in collaborazione con Teatro Stabile di Napoli, Nuovo Teatro Nuovo Genova, Teatro della Tosse, 26-28 aprile 2012, h 21 In scena ancora per questa sera, 28 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-6987" href="http://www.idranet.it/2012/04/29/don-giovanni-a-cenar-teco-ultima-serata-al-teatro-della-tosse-di-genova/dongiovannidlatella_l/"><img class="alignleft size-full wp-image-6987" title="DonGiovanniDLatella_L" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/DonGiovanniDLatella_L-e1335683379775.jpg" alt="" width="186" height="139" /></a><em>Don Giovanni a cenar teco</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<div style="text-align: justify;">regia Antonio Latella</div>
<div style="text-align: justify;">durata: 220&#8242;</div>
<div style="text-align: justify;">con Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni, Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Maurizio Rippa, Valentina Vacca</div>
<div style="text-align: justify;">produzione Stabile/Mobile compagnia Antonio Latella in collaborazione con Teatro Stabile di Napoli, Nuovo Teatro Nuovo</div>
<div style="text-align: justify;">Genova, Teatro della Tosse, 26-28 aprile 2012, h 21</div>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-6986"></span>In scena ancora per <strong>questa sera, 28 aprile 2012, al Teatro della Tosse di Genova</strong> l&#8217;ultima replica dello spettacolo del napoletano Antonio Latella, <em><strong>Don Giovanni a cenar teco</strong>. </em>Il regista (con la collaborazione di Linda Dalisi) ripropone la celebre figura di Don Giovanni, facendone -per dirla con le sue parole- un &#8220;<strong>vampiro della vita: dove vede amore si butta per nutrirsi e vivere</strong>, non credo per amare, ma per innamorarsi di quello slancio di amore ancora incontaminato e possederlo, per poi gettarlo via una volta posseduto&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;">Uno spaventoso cinismo governa il Don Giovanni di Latella che, privato di ogni residuo di scrupolo e messo a tacere ogni sentimento, domina la scena con maestria. Grazie al <strong>regista, che parte dal testo originale e lo riutilizza in modo insolito</strong>, ci troviamo davanti ad uno spettacolo che apre a prospettiva inattese: attraversa la storia, dal XVII secolo ai giorni nostri, dalle parrucche stile &#8220;corte di Luigi XIV&#8221; ai bordelli, alla musica di Raffaella Carrà, alle sonorità elettroniche, dai costumi d&#8217;epoca al casual, da quelli pomposi a succinti straccetti di paillette. Dunque le scene e i costumi sono estremamente eterogenei e variegati, e sembrano dovere molto al mondo del cinema: dalle atmosfere alla &#8220;Ultimo Tango a Parigi&#8221; a quelle di corte, in stile &#8220;Marie Antoinette&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;">E&#8217; una <strong>provocazione continua</strong> questo spettacolo: tra trionfo del trash e movimento scenico continuo, <strong>la pièce apre a momenti di pathos e riflessione sulla natura umana e sul suo essere schiava della divinità dei sentimenti</strong>. T<strong>ra giochi infantili e sessualità esibita</strong>, questo <em>Don Giovanni </em>complesso e rivisitato si snoda tra <strong>l&#8217;amore per la geometria di Max Frisch e un mondo fatto di passioni momentanee e di attaccamenti impulsivi</strong>. <strong>Giochi di luce</strong> accompagnano lo svolgimento dell&#8217;opera: un fascio di luce intensa, puntato alternativamente sulla faccia degli spettatori e sugli interpreti, investiga e, come in un interrogatorio tra se stessi e la propria anima, obbliga a guardarsi dentro.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Sesso, potere, amore</strong>: questa triade di passioni umane per eccellenza fa capolino ovunque nell&#8217;opera e ne fa, forse, la fortuna. Partendo dal testo di Molière ma rendendolo sempre più attuale ed adattandolo alle tendenze della società contemporanea, questo <em>Don Giovanni </em>piace -o <em>non </em>piace-, affascina -o spaventa- proprio per il suo rappresentare i più reconditi e radicati sentimenti umani. Lo spettatore, guardando lo spettacolo, rivede se stesso, sentendosi alternativamente lo spietato e cinico Don Giovanni o la povera Elvira, abbandonata dall&#8217;abile seduttore; vede rappresentata la sua paura di amare, la sua delusione per l&#8217;abbandono e per il rifiuto,e la sua speranza di redenzione da una vita alla deriva. Tutto questo è <em>Don Giovanni, </em><strong>un  insieme caotico di elementi eterogenei</strong>, che mostra, a ben guardare, un senso profondo e una perfetta geometria, proprio come quella tanto amata da Don Giovanni.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Sicuramente consigliato: </strong>divertente e ben fatto. Fedele all&#8217;originale, ma non troppo. Profondo nella leggerezza.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Diaz &#8211; Don&#8217;t clean up this blood&#8221;, tra polemiche ed entusiasmi. A pochi giorni dall&#8217;uscita, il riscontro del pubblico</title>
		<link>http://www.idranet.it/2012/04/25/diaz-dont-clean-up-this-blood-tra-polemiche-e-entusiasmi-a-pochi-giorni-dalluscita-il-riscontro-del-pubblico/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 06:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elettra Antognetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Santamaria]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Vicari]]></category>
		<category><![CDATA[Diaz]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[G8]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>

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		<description><![CDATA[Diaz &#8211; Don&#8217;t clean up this blood Drammatico durata 120 min. Italia 2012 Fandango di Daniele Vicari con Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini, Ralph Amoussou E&#8217; nelle sale da non più di dieci giorni, ed è già polemica ovunque. Non più tardi di ieri, martedì 24 aprile 2012, è stata pubblicata su ilfattoquotidiano.it la lettera di Marco Travaglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a rel="attachment wp-att-6962" href="http://www.idranet.it/2012/04/25/diaz-dont-clean-up-this-blood-tra-polemiche-e-entusiasmi-a-pochi-giorni-dalluscita-il-riscontro-del-pubblico/diaz-film-berlino/"><img class="alignleft size-full wp-image-6962" title="DIAZ film berlino" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/DIAZ-film-berlino-e1335304091948.jpg" alt="" width="186" height="263" /></a>Diaz &#8211; Don&#8217;t clean up this blood</em></p>
<p><em> </em>Drammatico</p>
<p>durata 120 min.</p>
<p>Italia 2012</p>
<p>Fandango</p>
<p>di <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=17491">Daniele Vicari</a></p>
<p>con <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=26473">Claudio Santamaria</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=124771">Jennifer Ulrich</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=9227">Elio Germano</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=178121">Davide Iacopini</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=122430">Ralph Amoussou</a></p>
<div style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; nelle sale da non più di dieci giorni, ed è già polemica ovunque</strong>. Non più tardi di ieri, martedì 24 aprile 2012, è stata pubblicata su ilfattoquotidiano.it la lettera di Marco Travaglio indirizzato al capo della Polizia Antonio Manganelli. Il giornalista si è espresso criticamente verso l&#8217;impunità dei poliziotti coinvolti nei crimini della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova del luglio 2001, e verso la solita lentezza della giustizia italiana: dopo due gradi di giudizio, si è in attesa del pronunciamento della Cassazione, in mancanza del quale si assisterebbe alla prescrizione dei reati.<span id="more-6961"></span> <strong><em>Diaz &#8211; Don&#8217;t clean up this blood </em>ha mosso l&#8217;opinione pubblica e ha fatto parlare di sé ancor prima della sua uscita, fin da quando è stato presentato (e premiato) alla 62esima mostra del Cinema di Berlino</strong>. Interviste, speciali, reportage, presentazioni: a suscitare tanto interesse è stato il fatto che <strong>il film è basato sugli atti dei processi</strong> e sulla documentazione ufficiale. Quello che racconta <em>Diaz</em>, insomma, è &#8220;tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità&#8221;. O, per meglio dire, è pur sempre un&#8217;interpretazione, ma più attendibile. Per questo <strong>ha avuto più attenzione di <em>Bella Ciao </em>di Marco Giusti e <em>Black Block </em>di Carlo Augusto Bachschmidt</strong>, predecessori apprezzabili ma meno affidabili. O forse anche perché, a 11 anni dai fatti, si è vicini, appunto, all&#8217;archiviazione del caso e alla conseguente prescrizione.</div>
<div style="text-align: justify;">La trama del film è nota: riporta i<strong> fatti reali e documentati avvenuti a Genova nell&#8217;ultima giornata del G8, il 21 luglio 2001</strong>. Morto solo da poche ore Carlo Giuliani, l&#8217;aria è carica di tensione, i nervi sono a fior di pelle. Genova, sotto il sole bruciante, è una carneficina. Irriconoscibile.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><strong>Giovani da ogni parte del mondo, Black-Block, squadre di polizia si incrociano, si scontrano, fino a sfociare nelle note violenze della Diaz e di Bolzaneto</strong></strong> che tutti ormai conoscono. Proprio per questo è ancora più apprezzabile l&#8217;operazione di Vicari di riproporre le vicende di Genova 2001: dal momento che se ne è fatto sempre un gran parlare, è diffusa l&#8217;idea che tutti sappiano, che non ci sia più niente da dire. Ma non è così. Chi non c&#8217;era ancora e adesso è abbastanza grande per capire, chi era ancora troppo piccolo e non può ricordare, chi semplicemente ha chiuso gli occhi e ha fatto finta di non vedere:<strong> è giusto, è un atto etico-morale, è un dovere civico aprirli quegli occhi, per assistere (per due ore, senza sosta, a tutto schermo e con il dolby sorround) alla &#8220;più grande privazione dei diritti umani dopo la seconda Guerra Mondiale&#8221;</strong>, come l&#8217;ha definita Amnesty International.</div>
<div style="text-align: justify;"><em>Diaz- Don&#8217;t clean up this blood </em>è un film che si propone come documento <em>super partes </em>che non vuole schernire o delegittimare una parte o l&#8217;altra, ma vuole piuttosto dare la possibilità di riprenderci un pezzo di storia, la nostra, attraverso il doloroso processo di ricostruzione della memoria collettiva e di biunivoca ammissione di colpe. <strong>Solo il travagliato percorso che passa per il ricordo porta alla consapevolezza e, quindi, all&#8217;espiazione. </strong><span style="font-weight: bold;">ASSOLUTAMENTE da vedere, per non dimenticare.</span></div>
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		<title>Arriva &#8220;Zagreb&#8221;, il romanzo di Arturo Robertazzi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 20:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elettra Antognetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebooks]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Idranet]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Arturo Robertazzi, &#8220;Zagreb&#8221; ed. Aìsara pagg. 128 prezzo: 14,00 euro (disponibile anche in e-book, &#8220;eZagreb&#8221;) &#8220;Chi vive all’estero lo sa, ogni volta è un po’ diverso: ci sono quelle volte che proprio non vuoi tornare [...] magari perché di sentire l’italiano ovunque attorno a te proprio non ti va; ci sono quelle volte che viaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><em></em><a rel="attachment wp-att-6950" href="http://www.idranet.it/2012/04/24/arriva-zagreb-il-romanzo-di-arturo-robertazzi/64_big_1_190_100p/"><img class="alignleft size-full wp-image-6950" title="64_big_1_190_100P" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/64_big_1_190_100P-e1335299160144.jpg" alt="" width="186" height="288" /></a>Arturo Robertazzi, &#8220;Zagreb&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>ed. Aìsara</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>pagg. 128</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>prezzo: 14,00 euro (disponibile anche in e-book, &#8220;eZagreb&#8221;)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;</em><em>Chi vive all’estero lo sa, ogni volta è un po’ diverso: ci sono quelle volte che proprio non vuoi tornare [...] magari perché di sentire l’italiano ovunque attorno a te proprio non ti va; ci sono quelle volte che viaggi con poca voglia, poi arrivi, e ti accorgi di essere contento di aver messo piede in Italia; e ci sono quelle volte, un po’ più rare, per la verità, in cui non vedi l’ora di arrivare. </em><em>Sarà il sole, la cucina, l’italianeità, la famigghia, insomma, questa volta ho proprio voglia di scendere. </em><em>In effetti, un po’ emigrante mi sento. E in fondo, un po’ lo sono&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-6946"></span></em>Sono queste le prime righe del <strong>blog di Arturo Robertazzi, &#8220;Destinazione Cuore Stomaco e Cervello&#8221;</strong>. <strong>N</strong><strong>ato a Napoli nel 1977, salernitano, chimico teorico alla Freie Universität di Berlino, musicista in un gruppo elettro-rock, esperto di nuove frontiere del giornalismo</strong>. Non ancora impressionati? Arturo (<strong>@ArtNite</strong>, per il popolo di Twitter, che lo conosce e lo segue) è diventato di recente anche <strong>autore di un romanzo, <em>Zagreb</em>, pubblicato da Aìsara</strong>, che ha già riscosso un buon successo. L&#8217;autore, dal discreto fascino underground, <strong>ha presentato il suo libro questo pomeriggio (24 aprile 2012 alle ore 18) alla libreria BooksIn di Vico del Fieno, a Genova</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>Si tratta di un<strong> romanzo ambientato nella ex-Jugoslavia, nel periodo delle Guerre Balcaniche.</strong> E tuttavia, serbi, croati, bosniaci, musulmani, i popoli coinvolti nello scontro, non compaiono in senso stretto nel romanzo di @ArtNite, il quale racconta <strong>non tanto la guerra fatta al fronte, quanto piuttosto lo strazio di una quotidianità devastata e insopportabile</strong>. Niente sarà più come prima, capiscono i protagonisti del libro, i quali prendono improvvisamente consapevolezza dello strappo che una guerra di questa portata si trascina dietro: <strong>la dicotomia noi-loro</strong> (e gli annessi vincitori-vinti, ragione-torto) si impone, e anche <strong>gli “amici” diventano “nemici”, in quel grande vuoto di senso che la guerra sempre si porta dietro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tanti i temi affrontati dall’autore, dall’impiego in guerra di più di 3 mila bambini soldato, all&#8217;incertezza per il futuro di questi popoli nostri “dirimpettai” che sognano di immigrare in Italia, la terra promessa a sole 10 ore di nave. <strong>Non solo guerra, dunque: Arturo, italiano di nascita, berlinese d’adozione, cosmopolita di professione, racconta anche una storia di migranti che, come lui, hanno cercato e cercano tuttora fortuna altrove, in un’Italia che non li sa e non li vuole talvolta accogliere e che tende piuttosto ad appiattirli sullo stereotipo di un “loro” svuotato di senso e privato di una storia, quella di un popolo intero</strong>. Ci invita, insomma, a riflettere sul presente, su come certe dinamiche di pregiudizio e ritrosia continuino a proporsi costantemente: “anche se noi ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti”, praticamente.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta dell&#8217;ambientazione fa riflettere: si tratta di un<strong> progetto intavolato ormai dieci anni fa</strong>, racconta l’autore, rivelando il suo interesse per un periodo storico molto intenso, che va dalla caduta del muro di Berlino e del Comunismo, alla guerra del Kosovo. Non poteva non parlarne, dice Arturo, che <strong>racconta le sue storie in bilico tra un bianco e nero piatto e indistinto e un rosso intenso, colore onirico che da voce ai sogni tormentati dei protagonisti</strong>. <strong>Romanzo sinestetico</strong>, è stato definito. E, direi, a ragione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un &#8220;bravo&#8221;, dunque, al poliedrico Robertazzi</strong>. L’inizio di un grande e meritato successo di un giovane che si distingue all’estero ed è apprezzato a casa propria. <strong>L’ennesimo cervello in fuga,  che però in questo caso torna a condividere con noi le sue scoperte e i suoi successi</strong>.</p>
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		<title>&#8220;Silenzio&#8221;, una mostra a scopo benefico contro la violenza a Casale Monferrato (Alessandria)</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Performance]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 5 maggio al 3 giugno 2012, presso l&#8217;Ex Chiesa Mater Misericordiae di Casale Monferrato (Alessandria), si terrà la mostra «Silenzio. L’aspetto ambivalente del Silenzio. L’imposizione del Silenzio come arma di repressione della società o della libertà individuale. Silenzio come scelta omertosa, vigliacca e ipocrita. Silenzio come difesa per nascondere la violenza, la vergogna e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/PIEGHEVOLE_CASALE_NF-1.jpg"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/PIEGHEVOLE_CASALE_NF-1-150x150.jpg" alt="" title="PIEGHEVOLE_CASALE_NF-1" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-6942" /></a>Dal 5 maggio al 3 giugno 2012, presso l&#8217;Ex Chiesa Mater Misericordiae di Casale Monferrato (Alessandria), si terrà la mostra «Silenzio. L’aspetto ambivalente del Silenzio. L’imposizione del Silenzio come arma di repressione della società o della libertà individuale. Silenzio come scelta omertosa, vigliacca e ipocrita. Silenzio come difesa per nascondere la violenza, la vergogna e i soprusi».<br />
«E’ importante sensibilizzare, non solo l’opinione pubblica e gli adulti, ma anche i ragazzi dalle scuole medie in poi, al rispetto e alla tolleranza verso il prossimo, prendere le distanze dai modelli di comportamento violenti, incentivando il dialogo tra i sessi, essenziale per contrastare la  violenza  “per uscire dal silenzio”,  dare voce a chi ha subito un disagio,  affinché il tema della violenza, in tutte le sue forme, non sia dimenticato e sottovalutata la sua gravità.</p>
<p><span id="more-6941"></span></p>
<p>Perché non utilizzare l’arte, creata dai giovani, come un vero e proprio mezzo per comunicare questi messaggi importanti ai propri coetanei? Porre, così,  l’attenzione degli spettatori verso i temi  che  affliggono la nostra società, come si evince dal titolo di questa mostra, in collaborazione e con il patrocinio dell’assessorato per la cultura e le pari opportunità del comune di Casale Monferrato e il patrocinio della provincia di Alessandria e della regione Piemonte.</p>
<p>A dare forza e supporto a questo messaggio, il coinvolgimento dell’Associazione “L’albero di Valentina”, la Onlus di Casale Monferrato, dedita a combattere proprio queste tematiche  importanti. A Valentina, infatti, è dedicata la mostra e per lei sarà allestito uno spazio, all’interno della location,  dove verranno esposti i suoi lavori artistici, in sua memoria. Per non dimenticare l’atrocità della violenza e dell’indifferenza delle persone verso questi soprusi e per ricordare che troppo spesso, i colpevoli rimangono, purtroppo, impuniti.</p>
<p>L’obiettivo, quindi, è  quello di promuovere questo messaggio attraverso l’Arte (in tutte le sue forme: dando  spazio alla pittura, all’illustrazione, alla fotografia, alla scultura ed alle installazioni video) di questi giovani artisti emergenti  italiani, non solo a livello Locale e Nazionale, ma anche di coinvolgere, oltre gli abitanti di Casale Monferrato e provincia, i Piemontesi e i Lombardi, gli studenti delle scuole superiori, gli universitari e i turisti italiani e stranieri su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Al fine di coniugare differenti forme d’aggregazione conviviale che abbiano, quale comun denominatore, l’amore per l’Arte, la Musica e la Cultura, piazza  San Domenico, sarà allestita ad hoc, per la serata di inaugurazione del 5 maggio, sabato 19 maggio e sabato 2 giugno, per creare una serie di eventi nell’Evento. Infatti, gli spettatori potranno degustare aperitivi artistici e assistere a suggestive performance live painting degli artisti del collettivo r-EVOLution, intervallate da momenti di intrattenimento musicale dal  vivo e deejay set, che renderanno  ancor più magica questa serata.»</p>
<p>Programma<br />
La Mostra,  sarà aperta al pubblico venerdì dalle 16:00 alle 19:30, sabato e domenica dalle 10:00  alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30. Entrata Libera.</p>
<p>Inaugurazione sabato 5 maggio<br />
18:30: Presentazione  della Mostra “Silenzio. L’aspetto ambivalente del Silenzio. L’imposizione del Silenzio come arma di repressione della società o della libertà individuale. Silenzio come scelta omertosa, vigliacca e ipocrita. Silenzio come difesa per nascondere la violenza, la vergogna e i soprusi.” Interviene l’Assessore per la Cultura e le Pari Opportunità del Comune di Casale Monferrato Giuliana Romano Bussola e il Presidente Associazione L’Albero di Valentina Gianpaolo Cavalli<br />
18:30: Aperitivo artistico con degustazione di prodotti enogastronomici locali<br />
19:30: Performance live painting di alcuni artisti in Mostra<br />
21:00: Performance live di musica Jazz &#038; Blues<br />
22:00: Performance musicale del gruppo rock Boo!</p>
<p>sabato 19 maggio<br />
18:30: Aperitivo artistico con degustazione di prodotti enogastronomici locali<br />
19:30: Performance live painting di alcuni artisti in Mostra<br />
21:00: Convergenze Parallele. “Fabrizio De Andrè e Giorgio Gaber: l&#8217;incontro… possibile“ di Sergio Salvi<br />
22:30: Performance musicale del gruppo rock  Marshmallow</p>
<p>sabato 2 giugno<br />
18:30: Aperitivo artistico con degustazione di prodotti enogastronomici locali<br />
19:30: Performance live painting di alcuni artisti in Mostra<br />
21:00: Performance musicale del gruppo italiano Le Club Noir</p>
<p>Per Donazioni: Conto corrente postale intestato all&#8217;Associazione L&#8217;Albero di Valentina, IBAN: IT 35 F 07601 10400 000093707537, Causale: l&#8217;Albero di Valentina</p>
<p>Contatti:<br />
CAP a.s.d., Chiara Pagano, Media Relation-Press Office r-EVOLution, Mail: chiara@kartrace.it<br />
Collettivo r-EVOLution, Mail: anonimartisti@gmail.com,<br />
Web: <a href="http://www.anonimartisti.it">www.anonimartisti.it</a>, Blog: <a href="http://anonimartisti.blogspot.com">anonimartisti.blogspot.com</a><br />
Associazione L’albero di Valentina, piazza Urbano Rattazzi n.7, 15033 Casale Monferrato (Al), C.F. 91027290062, tel. 331.5632124 lun-ven dalle 17:30 alle 19:00<br />
Web: <a href="http://www.alberodivalentina.it">www.alberodivalentina.it</a>, info@alberodivalentina.it</p>
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		<title>Luna Crescente – sopra le macerie: una installazione di Delio Gennai a Monaco di Baviera</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 14:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Installazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Luna Crescente &#8211; sopra le macerie è un&#8217;installazione di Delio Gennai creata appositamente per galleria Gedok Monaco di Baviera, nella quale l&#8217;artista rielabora un’ormai dimenticata testimonianza delle guerre turche del XVII secolo. Si tratta di uno stendardo ottomano, esposto per circa 200 anni nel Duomo Frauenkirche di Monaco di Baviera come simbolo della vittoria cristiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/gennai.jpg"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/gennai-150x150.jpg" alt="" title="gennai" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-6936" /></a><a href="http://www.gedok-muenchen.de/gedok_aktuell/veranstaltungen/2012/Gennai.pdf">Luna Crescente &#8211; sopra le macerie</a> è un&#8217;installazione di Delio Gennai creata appositamente per galleria Gedok Monaco di Baviera, nella quale l&#8217;artista rielabora un’ormai dimenticata testimonianza delle guerre turche del XVII secolo. Si tratta di uno stendardo ottomano, esposto per circa 200 anni nel Duomo Frauenkirche di Monaco di Baviera come simbolo della vittoria cristiana sugli Ottomani. La bandiera andò persa durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e solo qualche foto ne documenta l’esposizione come trofeo di guerra nel Duomo.</p>
<p><span id="more-6934"></span></p>
<p>Accanto alla leggendaria spada di Maometto, con la quale dapprima Maometto stesso poi più tardi anche il genero Alì ottenne le prime vittorie delle forze dell&#8217;Islam, il tema della mezzaluna (in arabo: Hilal) ha assunto con il tempo una posizione centrale negli stendardi islamici. Soprattutto sotto l’impero ottomano, la mezzaluna divenne il signum dell&#8217;Islam. Sotto il titolo &#8220;Luna crescente &#8211; sopra le macerie&#8221; Delio Gennai fa resuscitare virtualmente l’ormai scomparsa &#8220;bandiera turca&#8221; della Frauenkirche rimuovendo i simboli dello stendardo dal loro nesso originario e dirigendo l’attenzione dello spettatore su di essi.</p>
<p>Tramite la sua tecnica fatta di giochi di materialità, trasparenza e impenetrabilità, luci e ombre, l’artista stimola a riflettere sulle combinazioni e sulle contraddizioni dei simboli delle bandiere e sulle loro connotazioni politiche e storiche.<br />
L’approccio artistico, informale e libero con i modelli dai quali nascono le opere, innalza il lavoro dell’artista al di là della semplice rappresentazione documentativa, invitando lo spettatore a riflettere ulteriormente sui simboli e sui loro significati.<br />
In questo modo è fornito un ponte di riflessione sul presente, dominato dalla continua lotta per la libertà e per l’autodeterminazione, tema attuale e centrale nel mondo musulmano.</p>
<p>Che cos&#8217;è la libertà e chi può definire che cos’è luce e che cos’è ombra?<br />
Per esplorare queste possibili interpretazioni, la mostra sarà accompagnata da &#8220;Tell us about the splittered flag&#8221;, un programma composto di tre brevi presentazioni. Oltre alla &#8220;biografia&#8221; dello stendardo e agli eventi storici correlati a esso, durante le tre serate verrà tracciato un percorso che metterà in evidenza la continuità storica dell’uso dei simboli islamici e della loro costante influenza sull’arte fino ai giorni nostri. Il programma si concluderà con la presentazione del film &#8220;Donne senza uomini&#8221; della regista iraniana Shirin Neshat.</p>
<p>Delio Gennai<br />
L’artista pisano Delio Gennai studia e rielabora i motivi islamici presenti nei monumenti della sua città natale, dove vive e lavora. Il suo interesse si rivolge in particolar modo alle bandiere islamiche, un tempo esposte come trofei di vittoria sulla flotta ottomana nella chiesa di Santo Stefano di Pisa.<br />
È soprattutto la “rappresentazione dimostrativa” di queste bandiere, in parte elaborate in modo estremamente fastoso, ad ispirare a Delio Gennai numerose delle sue opere, spingendo l’artista a confrontarsi intensamente con le strutture e i motivi. </p>
<p>La mostra fa parte del programma di scambio tra la galleria Gedok di Monaco di Baviera e lo Studio Gennai di Pisa.</p>
<p>LUNA CRESCENTE – sopra la macerie<br />
HILAL – above the rubble</p>
<p>DELIO GENNAI</p>
<p>a cura di Marcus Pilz e Emily Barsi</p>
<p>Opening 25 aprile 2012 ore 19<br />
Presentazione del Prof. Avinoam Shalem<br />
Professore di arte islamica,  Ludwig Maximilian University, Monaco di Baviera </p>
<p>Apertura al pubblico dal 26 aprile all&#8217;11 maggio 2012, da mercoledì a venerdì, ore 15-18.</p>
<p><a href="http://www.gedok-muenchen.de">Gedok München</a><br />
Elisabethstr. 13 RG<br />
80796 München</p>
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		<title>BazArte: al via i prossimi due appuntamenti d’Arte Contemporanea Low Cost per Tutti in una grande Mostra Mercato a Milano.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 22:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Performance]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambia la location e aumenta il numero degli artisti coinvolti: &#8220;BazArte per Tutti&#8220;, mostra patrocinata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia e dall’Assessorato Moda Eventi Expo della Provincia di Milano, si terrà, per due week end, presso Revel, in Via Thaon di Revel, 3 (Zona Isola), sabato 31 marzo 2012 (dalle ore 11:00 alle ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/bazarte_per_tutti.jpg"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/bazarte_per_tutti-150x150.jpg" alt="" title="bazarte_per_tutti" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-6929" /></a>Cambia la location e aumenta il numero degli artisti coinvolti: &#8220;<a href="http://www.idranet.it/2011/12/15/bazarte-l%e2%80%99-arte-contemporanea-low-cost-per-tutti-la-mostra-mercato-si-replica-a-milano-il-17-18-dicembre-2011/">BazArte per Tutti</a>&#8220;, mostra patrocinata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia e dall’Assessorato Moda Eventi Expo della Provincia di Milano, si terrà, per due week end, presso Revel, in Via Thaon di Revel, 3 (Zona Isola), sabato 31 marzo 2012 (dalle ore 11:00 alle ore 01:00), domenica 1 aprile 2012 (dalle ore 11:00 alle ore 19:00) e che replicherà sabato 9 giugno 2012 (dalle ore 11:00 alle ore 01:00) e domenica 10 giugno 2012 (dalle ore 11:00 alle ore 19:00), con entrata libera e gratuita.</p>
<p><span id="more-6927"></span></p>
<p>Scopo dell&#8217;iniziativa è di promuovere l’arte contemporanea di 60 artisti emergenti a livello locale e nazionale, coinvolgendo anche abitanti, visitatri e turisti nella Capitale dell’Expo. il collettivo <a href="http://www.idranet.it/2011/12/15/bazarte-l%e2%80%99-arte-contemporanea-low-cost-per-tutti-la-mostra-mercato-si-replica-a-milano-il-17-18-dicembre-2011/">r-EVOLution</a> vuole proporre anche una concreta alternativa al &#8220;salotto&#8221; dell&#8217;arte, con una mostra-percorso chd permette di socializzare con gli artisti, e di acquistare opere d&#8217;arte «ad un prezzo da sold out», compreso tra i 100 e i 500 euro.</p>
<p>«Il BazArte: come il tipico mercato, da cui il suo nome si ispira (Bazar), un luogo colorato, spensierato, aperto a tutti, dove, persone di varie età e di diverso livello culturale e sociale, si incontrano per condividere le proprie esperienze, per socializzare tra loro, decidere di trascorrere piacevolmente qui il loro tempo.»</p>
<p>Durante le due intere giornate espositive, si offriranno anche al pubblico vari servizi aggiuntivi, e altri eventi nell’evento: &#8220;brunch e aperitivi artistici&#8221;, performance live painting di alcuni artisti in Mostra, intervallate e supportate dall’intrattenimento musicale dal vivo e dal dj set che concluderà la serata.</p>
<p>PROGRAMMA DELLE DUE GIORNATE:</p>
<p>sabato 31 marzo<br />
15:30 Performance Live Painting di Linda Ferrari/Drunkenrabbit ed Eleonorita Acquaviva “Time-STANDBY EMOTION”<br />
19:00 Performance Live Music di Luigi Cardinale, musica contemporanea con chitarra classica<br />
19:45 Performance Live Music di M&#8217;ALE: Indie/Mainstream/Pop vestito acustico per l&#8217;occasione<br />
20:30-21:30 Ora di Buio Terra promossa da WWF<br />
20:30-21:15 Performance teatrale “Recital per attrice e pappagallo” di Elisa Marinoni. Monologo tratto da un racconto di Stefano Benni.<br />
22:00 Performance Live Music dei Radionoiz, gruppo dalle melodie rock post seattleiane con sonorita&#8217; che ricordano quelle di QOTSA, Stone Temple Pilots, Nickelback e Foo Fighters<br />
00:00-00:30 Pop is Dead</p>
<p>domenica 1 aprile<br />
16:00 Performance teatrale “Recital per attrice e pappagallo” di Elisa Marinoni. Monologo tratto da un racconto di Stefano Benni.<br />
17:00 &#8220;Live spray painting&#8221; di Michela Milani</p>
<p>Saranno presenti i complementi d&#8217;arredo di Valire, su cui i visitatori si potranno sedere per ammirare le opere esposte.</p>
<p>ARTISTI IN MOSTRA:</p>
<p>Collettivo r-EVOLution: Alan Zeni, Alessandro Minoggi, Francesca Lolli, Lele de Bonis, Linda Ferrari, Manu Zuccarotta, Manusch Badaracco, Matteo Suffritti, Mattia Barf Carne, Marcella Savino, Stefano Landolfo</p>
<p>BazArtisti: Alessandro Sgro, Andrea Amadio, Andrea Fornaciari, Antonio Lai, Barbara Cavallo, Barbara<br />
Danasi, Chiara Fersini, Chiara Smirne, Claudio Gusmaroli, Cristian Corti, Davide Maneo, Duilio Forte, Elena Poerio, Eleonorita Acquaviva, Emanuela del Vescovo, Enzo Modolo, Francesca Cavarretta and Myst-R feat. Fra.Biancoshock, Francesca Marcon, Galliano Gallo, Gabriella Pettinato, Giacomo Onorato, Ginevra Gentileschi, Gianluca Paduano, Ileana Paolicelli, Ivo Vecchio, Julia Maurer, Jacopo Corvo, Katerina Bilabini, Luigia Cuttin, Lucia Portuesi, Manuel Colombo, Mai Ble, Marco Sessio, Marta Bettiga, Maurizio Sala, Michela Milani, Michela Mombelli, Massimo Mscia, Magda, Marco Coppola, Michela Corallo, Natale Pascale, Nocaig, Oscar Morosini, Omar Galletti, Pornobello, Silvia Coccaglio, Sabrina D&#8217;Alessandro, Serena Secci, Steve Strangeman, Valentina Mante, Violetta Canitano, Valentina Russello, Valentina Ceci.</p>
<p>BazArte per Tutti, 31 Marzo/1 Aprile 2012 e 9/10 Giugno 2012, Revel, in Via Thaon di<br />
Revel, 3, Milano (Zona Isola), entrata libera.</p>
<p>Contatti:<br />
Media Relation-Press Office r-EVOLution: CAP a.s.d., Chiara Pagano, Mail: chiara@kartrace.it<br />
Collettivo r-EVOLution: <a href="http://www.anonimartisti.it">www.anonimartisti.it</a>, Mail: anonimartisti@gmail.com</p>
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		<title>Tiempo Muerto di Juan Pablo Macías: fine mostra con performance musicale di Max Guerrero e Nicola Toscano di Les Anarchistes</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 15:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 31 marzo si conclude la mostra Tiempo Muerto. Stop 1. Produzione, Inscrizione e Desiderio, prima tappa del progetto dell’artista messicano Juan Pablo Macías, in collaborazione con il gruppo musicale Les Anarchistes di Carrara, a cura di Emily Barsi. Per festeggiare la conclusione di questo primo traguardo Max Guerrero e Nicola Toscano de Les Anarchistes [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/foto-finissage-anarhistes.jpg" alt="" title="foto finissage anarchistes" width="161" height="186" class="alignleft size-full wp-image-6918" />Sabato 31 marzo si conclude la mostra <a href="http://www.idranet.it/2012/02/24/tiempo-muerto-un-progetto-artistico-di-juan-pablo-macias-per-finanziare-la-biblioteca-social-reconstruir/">Tiempo Muerto. Stop 1. Produzione, Inscrizione e Desiderio</a>, prima tappa del progetto dell’artista messicano Juan Pablo Macías, in collaborazione con il gruppo musicale Les Anarchistes di Carrara, a cura di Emily Barsi. </p>
<p>Per festeggiare la conclusione di questo primo traguardo Max Guerrero e Nicola Toscano de Les Anarchistes si esibiranno in una performance di brani inediti.</p>
<p><span id="more-6916"></span></p>
<p>Tiempo Muerto di Juan Pablo Macías<br />
Conclusione mostra<br />
Max Guerrero e Nicola Toscano (Les Anarchistes), performance musicale<br />
Sabato 31 marzo 2012, ore 18<br />
Studio Gennai<br />
via San Bernardo 6<br />
Pisa</p>
<p>E&#8217; possibile scaricare il <a href="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/CS-Tiempo-Muerto-Stop-1.pdf">comunicato ufficiale sulla mostra</a> in formato PDF.</p>
]]></content:encoded>
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