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	<title>IDRAnet &#187; Venezia</title>
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	<description>portale di Informazione e cultura Design aRte musicA ciNema lEtteraTura</description>
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		<title>&#8230; dovessi aspettarti ancora dieci inverni</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elettra Antognetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2012/02/07/dovessi-aspettarti-ancora-dieci-inverni/' addthis:title='&#8230; dovessi aspettarti ancora dieci inverni'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Dieci inverni commedia sentimentale durata: 99min. Bolero Film Italia-Russia, 2009 di Valerio Mieli  con Isabella Ragonese, Michele Riondino, Liuba Zaizeva, Glen Blackall, Sergei Zhigunov, Vinicio Capossela Dieci inverni, l&#8217;ho scoperto per caso in una gelida serata invernale, tra il silenzio e la solitudine di una casa vuota. Fuori, il gelo. Cosa c&#8217;è di meglio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a rel="attachment wp-att-6701" href="http://www.idranet.it/2012/02/07/dovessi-aspettarti-ancora-dieci-inverni/attachment/47597/"><img class="alignleft size-full wp-image-6701" title="47597" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/47597-e1328606139566.jpg" alt="" width="186" height="267" /></a>Dieci inverni</em></p>
<p>commedia sentimentale</p>
<p>durata: 99min.</p>
<p>Bolero Film</p>
<p>Italia-Russia, 2009</p>
<p>di <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=26156">Valerio Mieli</a> </p>
<p>con <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=95341">Isabella Ragonese</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=102039">Michele Riondino</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=127403">Liuba Zaizeva</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=127402">Glen Blackall</a>, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=127404">Sergei Zhigunov</a>, Vinicio Capossela</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dieci inverni</em>, l&#8217;ho scoperto per caso in una gelida serata invernale, tra il silenzio e la solitudine di una casa vuota. Fuori, il gelo. Cosa c&#8217;è di meglio di un film che, già dal titolo, trasporta in una dimensione di freddo tenace, ostinato? Mi sembrava appropriato. E in effetti lo era, eccome. <span id="more-6700"></span>Ma perchè nessuno mi aveva mai parlato di questa piccola perla?, mi sono chiesta, non appena ho iniziato a vedere il film (già, perchè fin dalle prime scene ho intuito che <em>Dieci inverni</em> era proprio il mio genere di film, di quelli che mi entusiasmano e mi ispirano). E poi, d&#8217;un tratto, mi sono ricordata che in realtà qualcuno me ne aveva già parlato, solo che non avevo ascoltato abbastanza attentamente (mea culpa). Fu così che ieri sera feci il piacevole incontro con questa <strong>pellicola, tutta italiana (regia di Valerio Mieli, giovane esordiente)</strong>, e fu come se l&#8217;avessi scoperta io, da sola. Che soddisfazione&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La trama è semplice, forse anche un po&#8217; scontata: <strong>due giovani si incontrano su un vaporetto nella laguna di Venezia. E&#8217; il 1999. </strong>I due si stanno per trasferire a Venezia per iniziare gli studi universitari (slavistica lei, molto più indeciso sulla strada da intraprendere lui). Si notano, gli sguardi si incrociano, ma non c&#8217;è nessuna tensione romantica, niente di niente, solo un buffo e maldestro tentativo ti approccio da parte di lui e una reazione seria e composta da parte di lei. <strong>Dopo il fatidico incontro, le vite dei due protagonisti si snodano nell&#8217;arco di dieci lunghi anni (dieci inverni, per l&#8217;appunto), tra viaggi in Russia, amori finiti male, figli e depressioni, in un moto continuo di avvicinamento ed allontanamento senza tregua</strong>. I due sembrano cercarsi, rincorrersi, ma non trovarsi mai, a causa delle varie vicissitudini della vita. Solo dopo che saranno trascorsi dieci inverni e che il loro percorso di maturazione sarà pienamente compiuto (<strong>una sorta di <em>quest </em>o, se vogliamo, di educazione sentimentale lunga un decennio, dall&#8217;adolescenza alle soglie dell&#8217;età adulta</strong>), i protagonisti si ritrovano e dipanano il filo della matassa, che sembrava essersi irrimediabilmente intricato nel corso del tempo. E solo allora capiamo che non poteva accadere altrimenti, non poteva succedere prima né dopo, non così. Non avrebbe, forse, avuto senso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mieli racconta una storia tenera, delicata, triste, eppure in effetti allegra.</strong> Il lieto fine c&#8217;è, questo è incontestabile, ma, non so perché, la storia mi ha lasciato un senso di smarrimento, mi sono sentita come cullata da una dolce, amara tristezza senza rimedio. Forse saranno stati tutti quegli inverni, forse i piccoli destini ridicoli dei due protagonisti, o forse la Russia, che inquieta sempre un po&#8217;. Non saprei. Fatto sta che il film mi ha messo addosso una specie di malinconia che, dopo dodici ore, resta e non se ne va.</p>
<p style="text-align: justify;">Mieli colpisce nel segno, dal mio punto di vista. Il film non ha pretese eccessive, ma è dignitoso. Semplice, ma fiero. <strong>Le atmosfere, gli stessi attori</strong> (straordinaria la somiglianza tra la Ragonese e Charlotte Gainsbourg) <strong>e alcune scene</strong> (soprattutto all&#8217;inizio, con la piccola casa sulla laguna, così misera, in legno, con gli intonachi che cadono e senza riscaldamento, ma allegra, luminosa, un po&#8217; surreale) mi hanno fatto pensare immediatamente ad uno dei miei film preferiti, <strong><em>L&#8217;arte del sogno</em> di Michel Gondry</strong>. <strong>La struttura del testo filmico, invece, è stata assolutamente ripresa dal regista (molto probabilmente ignaro) di </strong><em><strong>One Day</strong>, </em>film del 2011 con Anne Hataway e Jim Sturgess: anche lì, una storia d&#8217;amicizia e d&#8217;amore mancata che si dipana nel corso di un decennio. Solo che il film di Sherfig finisce in tragedia, mentre Mieli ci risparmia, per fortuna, la catastrofe apocalittica finale (anche alla sfiga c&#8217;è un limte).</p>
<p style="text-align: justify;">A dare un tocco speciale ad un film già bello, <strong>il cameo di Vinicio Capossela</strong>, che compare verso la fine ed esegue al piano alcune delle sue canzoni: non ci poteva essere colonna sonora più adatta ad accompagnare la malinconica bellezza di <em>Dieci inverni.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Curiosità: il film è stato <strong>in concorso al Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia 2009, ha vinto il David di Donatello 2010 per il miglior esordio, il Nastro d&#8217;argento come miglior opera prima</strong>. Il soggetto è stato scritto da Valerio Mieli in collaborazione con Isabella Aguilar.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Film di formazione non pretenzioso ma piacevole per un regista agli esordi nel mondo del cinema. Gradevole. </strong></p>
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		<title>6° Premio Internazionale Arte Laguna</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 08:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Idranet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/10/20/6%c2%b0-premio-internazionale-arte-laguna/' addthis:title='6° Premio Internazionale Arte Laguna'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Sono aperte fino al 11 novembre 2011 le iscrizioni alla sesta edizione del Premio Internazionale Arte Laguna, premio dedicato alle arti visive contemporanee aperto ad artisti di ogni nazionalità. Il Premio Internazionale Arte Laguna è finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’Arte Visuale Contemporanea, ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana ed e’ patrocinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/6223.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Sono aperte fino al 11 novembre 2011 le iscrizioni alla sesta edizione del Premio Internazionale Arte Laguna, premio dedicato alle arti visive contemporanee aperto ad artisti di ogni nazionalità.</p>
<p><span id="more-6223"></span></p>
<p>Il Premio Internazionale Arte Laguna è finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’Arte Visuale Contemporanea, ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana ed e’ patrocinato tra gli altri dal Ministero degli Esteri, Regione del Veneto, Istituto Europeo di Design.<br />
E&#8217; aperto ad artisti provenienti da tutto il mondo, senza limiti nell&#8217;età e nel tema delle opere candidate. La giuria internazionale individuerà poi 110 artisti finalisti che esporranno in un&#8217;importante collettiva presso l&#8217;Arsenale di Venezia ed entreranno a far parte di una pubblicazione bilingue che mappa il panorama contemporaneo dell&#8217;arte.<br />
Il Premio Arte Laguna si suddivide in cinque sezioni: pittura, scultura e installazione, arte fotografica, video arte e performance, arte virtuale ed ogni artista può partecipare con una o più opere anche a più sezioni.<br />
L&#8217;ammontare complessivo dei premi raggiunge i 170.000 euro, mettendo in palio 5 premi in denaro da 7.000 euro ciascuno, residenze d&#8217;arte, mostre personali in gallerie, collaborazioni con aziende, partecipazioni a Festival internazionali ed esposizioni collettive.<br />
Il Premio Arte Laguna non è quindi solo un semplice concorso d&#8217;arte ma si struttura come un network a sostegno di artisti emergenti e già noti.<br />
La selezione delle opere vincitrici sarà effettuata da una giuria composta da prestigiosi nomi del panorama dell’arte contemporanea: Igor Zanti (curatore del premio), Alessio Antoniolli &#8211; Direttore Gasworks di Londra; Chiara Barbieri &#8211; Direttore pubblicazioni, Collezione Peggy Guggenheim; Gabriella Belli &#8211; Direttrice MART di Trento e Rovereto; Ilaria Bonacossa – Curatrice Indipendente; Soledad Gutierrez &#8211; Curatrice MACBA Barcellona; Kanchi Metha &#8211; Curatrice Padiglione Indiano Biennale di Praga; Ludovico Pratesi &#8211; Direttore Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro; Maria Savarese &#8211; Curatrice Indipendente; Ralf Schmitt &#8211; Direttore Preview Berlin; Alma Zevi &#8211; Critico d&#8217;Arte<br />
Le iscrizioni si chiuderanno il giorno 11 Novembre 2011. </p>
<p>Per ulteriori informazioni e per scaricare il bando: Premio Arte Laguna; tel. 041 5937242; info[at]premioartelaguna.it; <a href="http://www.premioartelaguna.it">www.premioartelaguna.it</a></p>
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		<title>MARKERS 8 &#8211; &#8220;MAPPING&#8221; / &#8220;Mappature&#8221; durante la 54ma BIENNALE DI VENEZIA</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 06:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5815.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Fino al 28 luglio la <a href="http://www.artlifefortheworld.it">ArtLife for World Gallery</a> di Venezia ospita la mostra collettiva d&#8217;arte contemporanea “Markers 8 – Mapping”, promossa dall&#8217;International Artists’ Museum, organizzazione che coinvolge artisti da Israele e da tutto il mondo, e porta a Venezia una nuova edizione del Progetto Markers, più volte presente dal 2001 negli eventi collaterali della Biennale di Venezia.</p>
<p><span id="more-5815"></span></p>
<p>Il titolo “Mapping” (mappare, mappature) si riferisce a un termine usato in ambito cartografico &#8211; creare mappe, o un termine preso dalla matematica nell&#8217;ambito delle funzioni. La mappa è un insieme di simboli convenuti che descrivono idee &#8211; una descrizione piana e schematica della superficie della Terra. Nel passato, fare mappe era un&#8217;arte segreta effettuata da specialisti.<br />
Il termine in matematica indica una funzione che associ una variabile di un gruppo con una variabile di un altro gruppo. Esso descrive la dipendenza di variabili, definizione presa in prestito dai settori della scienza e dell&#8217;economia. Mappe esistono anche in settori diversi: mappe anatomiche, mappe di termini, ecc..<br />
Gli artisti che partecipano a questa esposizione hanno mappato loro esperienze personali o sociali, storie dalle loro vite e culture alle quali appartengono.<br />
La mostra  include sessantasei artisti internazionali &#8211; circa un terzo da Israele &#8211; e vede in esposizione nomi di fama mondiale, come Sol LeWitt, Dani Karavan, Dennis Oppenheim, Nancy Spero, Jack Sal, Yechiel Shemi, Caterina Davinio, accanto ad artisti affermati appartenenti a varie generazioni, tra cui Joshua Neustein, Yaakov Hefetz, Margalit Mannor, e anche giovani artisti emergenti.<br />
Il titolo, “Markers”, vuole costituire la possibilità per ogni artista di lasciare un segno nel nuovo Millennio. Precedenti edizioni hanno riguardato l&#8217;arte contemporanea e la poesia, installazioni in siti lungo il Canal Grande, la realizzazione di tende d&#8217;artista ed espressioni artistiche relative all&#8217;arte elettronica, al video e al libro d&#8217;artista.<br />
Il progetto Markers è stato esposto con successo in varie sedi a Venezia ed ha avuto un percorso itinerante  a  New York, Berlino, all&#8217;Edinburgh Festival, alla Lodz Biennale in Polonia, in Texas, e in altri paesi.<br />
Un volume, disponibile in galleria, riassume lo sviluppo del progetto Markers dal 2001 al 2011 e contiene anche i lavori della presente mostra.<br />
Durante la  Biennale all&#8217;ArtLife for the World Gallery, vicino al ponte di Rialto a Venezia.</p>
<p>OPERE DI:<br />
VestAndPage (Verena Stenke &#038; Andrea Pagnes),Mariana Korol,Stephan Apicella-Hitchcock,Fumitaka Kudo,Roni Ben Ari,Moshe Kupferman,Sima Ariam,Rina Lifshitz,Beverly Barkat,Abraham Lubelski,Edna Benes,Paul Malone,Barbara Benish,Margalit Mannor,Karmela Berg,Jenny Marketou,Aviva Berger,Eraldo Mauro,Margalit Berriet,Rajul Mehta,Terry Buchholt,Dalia Meir,Robert C. Morgan,Cynthia Minet,Mimmo Catania,Markus Mussinghoff,Chandrasekaran,Joshua Neustein,Amir Cohen,Lori Nozick,Caterina Davinio,Tamar Lev On,Rita Degli,Angel Orensanz,Claudia DeMonte,Nicola Rea,Agnes Denes,Prina Reichman,Norma Drimmer,J. Grace Rim,Gabriella Fenyves,Shony Rivnay,Regina Frank,Varda Rotem,Galia Gavish,Jack Sal,Yana Gerber,Danny Shain,John Gian,Judy Shifman,Ora Goldenberg,Keren Shpilsher,Eugenia Gortchakova,Mariusz Solysik,Zigi Ben Haim,Ronny Someck,Barbara Rose Haum,Nancy Spero,Yaacov Hefetz,Tirtsa Valentine,Dov Heller,Iris Weintroub,Sara Peled. Tamar Hirschl,Daniella Wexler,Lina Levin,Suly Borenstein Wolf,Irit Segal Israeli,Ilana Yaron,Helena Kiel.</p>
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		<title>Art Night Venezia &#8211; L&#8217;Arte Libera la Notte</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 06:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/05/26/art-night-venezia-larte-libera-la-notte/' addthis:title='Art Night Venezia &#8211; L&#8217;Arte Libera la Notte'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Una falce di luna dall&#8217;inconfondibile forma del ferro di prua di una gondola, immersa nell&#8217;indaco della forza creativa e della profondità del pensiero. Questo il simbolo scelto per la prima edizione di art night venezia, la prima notte bianca nella storia della città, in programma per il sabato 18 giugno 2011. Dal calar del sole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5569.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Una falce di luna dall&#8217;inconfondibile forma del ferro di prua di una gondola, immersa nell&#8217;indaco della forza creativa e della profondità del pensiero. Questo il simbolo scelto per la prima edizione di <strong>art night venezia</strong>, la prima notte bianca nella storia della città, in programma per il sabato 18 giugno 2011. Dal calar del sole e sino al fatidico scoccare della mezzanotte, l&#8217;arte libererà la notte e insieme libererà Venezia: dai fantasmi di una decadenza etichettata come irreversibile, dallo stereotipo di città dei vecchi e dagli infiniti luoghi comuni, forse più raccontati che reali, che vogliono Venezia città museo, imbalsamata e quindi morta. Il tutto a favore di una Venezia giovane e dei giovani, una città che crea futuro, un futuro di cui continua ad essere riferimento vitalissimo e non solo esempio storico.</p>
<p><span id="more-5569"></span></p>
<p>Non è un caso se a promuovere art night Venezia sia una Università, quella di Ca&#8217; Foscari, Università che negli ultimi tempi si è messa a dialogare sistematicamente con tutte le istituzioni cittadine e allo stesso tempo ha esponenzialmente aumentato non solo la progettazione ma anche la realizzazione di eventi culturali.</p>
<p>A trascinare Venezia verso il futuro è l&#8217;arte, anzi le arti, visto che ad occupare calli e campielli saranno tutte le muse che in questa città hanno il terreno ideale di coltura, creando cultura.<br />
A restare aperti, ma anche a fare da protagonisti di mille piccoli e grandi eventi, saranno tutti i tradizionali luoghi dell&#8217;arte: musei, gallerie, fondazioni, spazi pubblici e privati. Ma ad essere protagoniste saranno anche le istituzioni musicali, dalle massime a quelle giovanili disseminate per i sestieri, il cinema, la letteratura, la poesia. Insomma una notte di contaminazioni, come a Venezia non si era mai vista. Le attività proposte, ove non specificamente indicato, saranno gratuite.</p>
<p>Il progetto è stato dal primo momento condiviso con il Comune di Venezia e senza il supporto attivo di questo e della Municipalità di Venezia Murano Burano l&#8217;iniziativa sarebbe stata condannata ad avere il fiato corto. Invece, così questa grande festa dedicata all&#8217;arte, agli artisti, agli appassionati, ai fruitori farà perno nelle sedi di moltissime istituzioni cittadine museali e culturali, nonché negli spazi espositivi indipendenti e nelle gallerie d&#8217;arte, ma coinvolgerà anche calli e campi, trasformando tutta la città in evento.</p>
<p>Sarà quindi una festa di tutti e insieme un modo per conoscere la città da altri punti di vista. Sono previste visite gratuite e il prolungamento dell&#8217;orario di apertura dei principali musei, l&#8217;utilizzo di spazi o sedi spesso non visitabili, eventi musicali, readings di importanti scrittori, performance, e infiniti altri avvenimenti legati all&#8217;arte in tutte le sue declinazione, con laboratori e proposte creative in tutte le aree della città.<br />
La mappa ed elenco degli enti coinvolti e le attività da loro organizzate in occasione di art night venezia è disponibile sul sito: <a href="http://virgo.unive.it/artnightvenezia">Art Night Venezia</a>.</p>
<p>Da fine maggio sarà inoltre disponibile un APP per Iphone. Gli utenti dell&#8217;App potranno spostarsi negli eventi della Notte veneziana seguendo le facili indicazioni fornite dai loro cellulari, visualizzando comodamente tutti i dettagli delle singole proposte in programma. Una vera e propria guida on-line a portata di mano e di facile consultazione che permette altresì la condivisione dei contenuti con altri utenti. Il progetto è realizzato da Archimedia (http://www.archimedia.it) e disponibile da fine maggio, all&#8217; App store dell&#8217;iphone.</p>
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		<title>Elogio del Dubbio a Punta della Dogana</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 16:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/04/29/elogio-del-dubbio-a-punta-della-dogana/' addthis:title='Elogio del Dubbio a Punta della Dogana'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Sono stati circa 500.000 i visitatori che, dall’apertura nel giugno 2009, hanno già visitato Punta della Dogana. Lo splendido spazio espositivo veneziano, che ospita il Centro di Arte Contemporanea della François Pinault Foundation, ha da pochi giorni inaugurato una nuova mostra intitolata Elogio del Dubbio. Pezzi storici e nuove opere accuratamente selezionate da Caroline Bourgeois [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.idranet.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/5346.jpg&amp;w=526&amp;h=216&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Sono stati circa 500.000 i visitatori che, dall’apertura nel giugno 2009, hanno già visitato <a href="http://www.idranet.it/2009/06/03/venezia-al-via-il-centro-darte-contemporanea-di-punta-della-dogana">Punta della Dogana</a>. Lo splendido spazio espositivo veneziano, che ospita il Centro di Arte Contemporanea della François Pinault Foundation, ha da pochi giorni inaugurato una nuova mostra intitolata <a href="http://www.palazzograssi.it/mostre/mostre-in-corso/elogio-del-dubbio">Elogio del Dubbio</a>.</p>
<p><span id="more-5346"></span></p>
<p>Pezzi storici e nuove opere accuratamente selezionate da Caroline Bourgeois sul tema del turbamento, della messa in discussione dell’identità, ma anche del rapporto fra spazio intimo e spazio dell’opera. Una ventina gli artisti in mostra  da Adel Abdessemed, a Maurizio Cattelan, Donald Judd, Jeff Koons, Paul McCarthy e Chen Zhen. Due opere in particolare, di Julie Mehretu e Tatiana Trouvé, sono state concepite  appositamente per gli spazi di Punta della Dogana.</p>
<p><strong>ELOGIO DEL DUBBIO<br />
10 aprile 2011 – 31 dicembre 2012<br />
Punta della Dogana</strong><br />
Dorsoduro, 2 &#8211; Venezia</p>
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		<title>NU fest: la star è Ryoji Ikeda</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 06:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Mori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Arte digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2011/03/17/nu-fest-la-star-e-ryoji-ikeda/' addthis:title='NU fest: la star è Ryoji Ikeda'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Nell’ambito della quinta edizione di Nu Fest, l’artista giapponese Ryoji Ikeda presenta sabato 19 marzo, a Palazzo Grassi, Datamatics [ver.2.0], performance multimediale in 3D. Suoni ed immagini prenderanno vita in diretta nell’affascinante atrio di Palazzo Grassi a Venezia nel nuovo, straordinario evento firmato da Veneto Jazz e Fondazione François Pinault, realizzato nell’ambito di Nu Fest, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.idranet.it/2011/03/17/nu-fest-la-star-e-ryoji-ikeda/ryoji_ikeda_datamatics_2-0/" rel="attachment wp-att-4835"><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Ryoji_Ikeda_Datamatics_2.0.jpg" alt="" title="Ryoji_Ikeda_Datamatics_[ver. 2.0]" width="400" height="267" class="alignnone size-full wp-image-4835" /></a></p>
<p>Nell’ambito della quinta edizione di Nu Fest, l’artista giapponese Ryoji Ikeda presenta sabato 19 marzo, a Palazzo Grassi, <strong>Datamatics [ver.2.0]</strong>, performance multimediale in 3D.</p>
<p><span id="more-4834"></span></p>
<p>Suoni ed immagini prenderanno vita in diretta nell’affascinante atrio di Palazzo Grassi a Venezia nel nuovo, straordinario evento firmato da <a href="http://www.venetojazz.com/index.jsp">Veneto Jazz</a> e Fondazione François Pinault, realizzato nell’ambito di Nu Fest, festival internazionale di musica elettronica, tradizionalmente ospitato nella città di Padova.<br />
Ospite d’onore, sabato 19 marzo, Ryoji Ikeda, una delle personalità più influenti della scena contemporanea che opera tra video, arte e musica elettronica. L’artista giapponese, che si distingue per una ricerca musicale combinata ad un uso totalmente originale del video, presenta l’innovativo progetto Datamatics [ver.2.0], ricorrendo a nuove tecnologie, come la proiezione DLP (Digital Light Processing), la stessa usata nel nuovo cinema digitale e 3D.</p>
<p>Per gli spettatori si tratta di un’esperienza unica e senza procedenti. Ikeda esplora il potenziale di percezione della multi-essenza invisibile dei numeri che permeano il mondo, usando semplici dati numerici come fonti per suoni e immagini. Datamatics fonde così contenuti astratti e realistici, combinando tempo e spazio in un’opera potente. Il lavoro di Ikeda parte dall’esplorazione sonora di frequenze al limite dell’udibile e ultrasuoni e si concentra nel creare una forma visiva e sonora che parte da metodi matematici, svelando alla percezione umana proprietà fisiche di suoni ed immagini.<br />
Nato a Gifu nel 1966, dal 1995 è attivo con concerti, installazioni e registrazioni che lo hanno segnalato tra i compositori più radicali ed innovativi. I suoi dischi +/- (Touch 1996), 0° C (Touch 1998) e Matrix (Touch 2000) sono opere pioneristiche nell’esplorazione di sonorità minimali, come il rumore bianco, le onde sinusoidali e i suoni elettronici. Le sue installazioni sono state ospitate nei più prestigiosi centri e musei di arte contemporanea e in città del Giappone, dell’Europa e degli Stati Uniti. Si tratta sempre di creazioni sempre di forte impatto, costruite con video, musica e  luci.</p>
<p>Il programma della serata prevede anche una cena al Palazzo Grassi Cafè (dalle 20.00, facoltativa), la visita gratuita alla mostra Mapping di studio (dalle 18.00) e, alla fine del concerto, un servizio cocktail sulla Riva d’acqua.</p>
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		<title>Libri: “Altai” di Wu Ming</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/07/30/libri-%e2%80%9caltai%e2%80%9d-di-wu-ming/' addthis:title='Libri: “Altai” di Wu Ming'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Altai si propone, già dalla fascetta, come “l&#8217;epilogo di Q”, e in quanto tale non delude: è difficile infatti che un seguito, un epilogo siano affascinanti come il modello originario, se li si osserva in questa prospettiva. Manuel Cardoso è il nuovo centro maschile attorno al quale ruotano gli eventi di Altai, questa volta solitario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><img class="aligncenter size-full wp-image-3154" title="Altai" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Altai.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p lang="it-IT"><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html2391">Altai</a></em> si propone, già dalla fascetta, come “l&#8217;epilogo di <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806200503/luther-blissett/q.html2391">Q</a></em>”, e <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: small;">in</span></span></span> quanto tale non delude: è difficile infatti che un seguito, un epilogo siano affascinanti come il modello originario, se li si osserva in questa prospettiva.</p>
<p lang="it-IT"><span id="more-3153"></span></p>
<p>Manuel Cardoso è il nuovo centro maschile attorno al quale ruotano gli eventi di <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html2391">Altai</a></em>, questa volta solitario come il falco che lo rappresenta, e come tale molto meno complesso e misterioso. Il rapporto di questo personaggio moderno con il tempo in cui è immerso è quello di un osservatore stupito, che nella fabula non agisce mai e resta immobile, incapace di agire ogni volta che cerca di opporsi al corso degli eventi: fuggire, uccidere un uomo, salvare un ragazzo sono azioni spinte dalla mano del destino o dagli altri personaggi, che lo circondano come Doveri e statue di Eroi.</p>
<p lang="it-IT">Manuel Cardoso/Emanele de Zante riflette, piuttosto, e la sua doppiezza si esplica nel nome, nella religione e nel passaggio da un lato all&#8217;altro della frontiera che divide Venezia dall&#8217;impero Ottomano: due facce di una stessa medaglia, imperi diversi ma omologhi.</p>
<p>In questo libro il riferimento alla realtà contemporanea si fa meno limpido, meno contingente, prende il sopravvento forse il racconto di quell&#8217;epoca complessa e certo non aiuta la diversa dimensione (in pagine) del libro; a mancare di più, in questo romanzo ben scritto, ritmato, avvincente, è il proprio il respiro che accompagnava <em>Q</em>, il diverso gioco di intrecci e rispecchiamenti.</p>
<p>Ma forse – non è escluso – l&#8217;errore è proprio partire dalla fascetta e considerare <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html2391">Altai</a></em> il seguito di <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806200503/luther-blissett/q.html2391">Q</a></em>: come se l&#8217;uomo dai mille nomi, Ludovico “el aleman” fosse davvero lui e non Ismail, una figura mitica che riemerge dal ventre della balena per offrire il suo esempio mitico e non più perseguibile, forse nemmeno imitabile.</p>
<p lang="it-IT">Manuel si muove in un mondo difficile (in cui non a caso gli assediati di Muntzer sono descritti come pazzi invasati), nell&#8217;intreccio delle città fra Adriatico e Asia, nell&#8217;affascinante mescolanza di popoli e culture. Un mondo intrigante ma senza particolari, o meglio un mondo i cui particolari sono scelti con l&#8217;attenzione di una volontà formativa.</p>
<p>Ci si chiede quindi cosa fare dei pur numerosi personaggi femminili: le donne sono misteri potenti, pericolosi ed estranei. A causa delle donne cadono le Grandi Menti maschili e solo una donna combattente, accompagnata dal suo gemello può inserirsi silenziosamente nella società maschile. Giusto in tempo per poter mostrare l&#8217;istinto materno a cui gli altri non sembrano naturalmente portati.</p>
<p>Il viaggio, andata e ritorno, è il modulo fondamentale di questo libro, e l&#8217;intreccio delle lingue, dei dialetti, dei santi da venerare mostra una società marinara unita nelle sue divisioni, tollerante nella ricerca del profitto o della sopravvivenza.</p>
<p>Piccoli e grandi mercanti hanno preso il posto dei contadini di Muntzer, i giochi politici dei grandi signori sostituiscono le battaglie per le idee combattute in prima persona e Manuel, che nella sua vita precedente ha fatto uccidere e torturare, è quasi incapace di combattere con le sue mani.</p>
<p lang="it-IT">Cambiano le prospettive, cambia il progetto per cui vivere e morire, cambiano i tempi – ma la morte che segna la fine di questo romanzo resta come un&#8217;ombra inquietante: è forse finito il tempo di combattere secondo i Wu Ming?</p>
<p>Wu Ming</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html2391">Altai</a></p>
<p>Einaudi, 2010</p>
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		<title>Libri: &#8220;Q&#8221;, di Luther Blisset</title>
		<link>http://www.idranet.it/2010/02/01/2086/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Bustaffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2010/02/01/2086/' addthis:title='Libri: &#8220;Q&#8221;, di Luther Blisset'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Chi è Luther Blissett? È un collettivo di scrittori. Per la precisione era un collettivo di cinque scrittori, che adesso si chiama Wu Ming e recentemente ha perso un membro. Chi è Q? Un uomo, forse due, lo spirito dei tempi e il fluire della storia. Q è anche il titolo di questo lungo romanzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2087" title="Q copertina" src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/Qdef.jpg" alt="Q copertina" width="400" height="300" /></p>
<p>Chi è Luther Blissett? È un collettivo di scrittori. Per la precisione era un collettivo di cinque scrittori, che adesso si chiama <a href="http://www.wumingfoundation.com/">Wu Ming</a> e recentemente ha perso un membro.</p>
<p>Chi è Q? Un uomo, forse due, lo spirito dei tempi e il fluire della storia.</p>
<p><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806200503/LUTHER-BLISSETT/Q.html?shop=2391">Q</a></em> è anche il titolo di questo lungo romanzo storico, fra i primi in Italia ad esser stati editi sotto licenza Creative Commons.</p>
<p><span id="more-2086"></span></p>
<p>La vicenda si snoda in un momento fondamentale della storia d&#8217;Europa, i quarant&#8217;anni fra il 1518 e il 1555, fra la Germania della Riforma e del fervore religioso e l&#8217;Italia della Controriforma. Un racconto affascinante, martellante, che costringe il lettore a seguire il protagonista (un eroe fortunato, buono e pure piuttosto bello) attraverso avventure incredibili ma sempre storicamente verificate.</p>
<p>La precisione storica è una delle prime caratteristiche che saltano all&#8217;occhio. Insieme a questa è impossibile non notare la cura linguistica nella caratterizzazione dei personaggi e dell&#8217;ambiente, con una particolare attenzione verso gli strati bassi della popolazione, che vengono resi attraverso una lingua tanto viva da risultare brutale.</p>
<p>Sembra però, arrivati quasi in fondo al volume, che l&#8217;attenzione per il livello linguistico ceda il passo al gusto per la tensione, all&#8217;attesa bruciante per l&#8217;incontro (e lo scontro) finale fra il protagonista e il suo alter ego. Si tratta di dettagli che comunque non guastano il fluire della narrazione e che purtroppo fanno da eco ad altri luoghi non perfetti del libro; per esempio, in alcuni momenti, la finzione è indebolita dai resoconti degli eventi storici che fanno da sfondo al racconto: seppure inseriti nei discorsi dei personaggi talvolta lasciano intravedere fin troppo spiegazione puntuale, quasi scolastica – d&#8217;altra parte è una necessità narrativa certamente difficile camuffare sempre con abilità.</p>
<p>Questi i dettagli che impediscono a <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788806200503/LUTHER-BLISSETT/Q.html?shop=2391">Q</a></em> di ambire al titolo di capolavoro, ma possiamo chiamarlo senza fatica un ottimo romanzo storico che non rinuncia (come nella migliore tradizione di questo genere) a dialogare col presente, con i suoi problemi e contraddizioni. Resta la curiosità di scoprire come questo dialogo col presente, da sempre di centrale importanza per i <a href="http://www.wumingfoundation.com/">Wu Ming</a>, venga sviluppato nel romanzo che prosegue questa storia, quasi una “seconda puntata” uscita recentemente: <a href="http://www.ibs.it/code/9788806198961/wu-ming/altai.html">Altai</a>.</p>
<p>Luther Blissett</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788806200503/LUTHER-BLISSETT/Q.html?shop=2391"><em>Q</em></a></p>
<p>(Einaudi, 2000)</p>
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		<title>Venezia: al via il Centro d&#8217;Arte Contemporanea di Punta della Dogana</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 06:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[François Pinault Foundation]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2009/06/03/venezia-al-via-il-centro-darte-contemporanea-di-punta-della-dogana/' addthis:title='Venezia: al via il Centro d&#8217;Arte Contemporanea di Punta della Dogana'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Inaugurerà il 6 giugno a Venezia il nuovo Centro di Arte Contemporanea della François Pinault Foundation. Recentemente restaurato dall’architetto giapponese Tadao Ando, il nuovo museo sarà ospitato nel quattrocentesco edificio di Punta della Dogana e aprirà al pubblico con un’importante collettiva dal titolo “Mapping the Studio: Artists from the François Pinault Collection”, a cura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="243"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kWfu0IqivrE&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kWfu0IqivrE&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="243"></embed></object></p>
<p>Inaugurerà il 6 giugno a Venezia il nuovo Centro di Arte Contemporanea della François Pinault Foundation. Recentemente restaurato dall’architetto giapponese <a href="http://www.andotadao.org">Tadao Ando</a>, il nuovo museo sarà ospitato nel quattrocentesco edificio di Punta della Dogana e aprirà al pubblico con un’importante collettiva dal titolo <a href="http://www.palazzograssi.it/">“Mapping the Studio: Artists from the François Pinault Collection”</a>, a cura di Alison Gingeras e Francesco Bonami. In mostra circa 300 capolavori, della collezione François Pinault.<br />
Video: © <a href="http://www.udb.it">Ugo De Berti </a>2009</p>
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		<title>Venezia: vetri d&#8217;arte in mostra al Caffè Florian</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 09:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Ratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Arti decorative]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.idranet.it/2009/03/27/venezia-vetri-darte-in-mostra-al-caffe-florian/' addthis:title='Venezia: vetri d&#8217;arte in mostra al Caffè Florian'  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>[ 3 immagini ] Musica e arte sono da sempre di casa al Caffè Florian, storico locale veneziano che, in quasi tre secoli, ha visto passare nelle sue magnifiche sale intellettuali, artisti e personaggi che hanno fatto la storia della cultura italiana. Fu qui che, nel 1893, nacque l’idea di un’esposizione internazionale di arte contemporanea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.idranet.it/wp-content/uploads/2008/intrecci_al_florian_.jpg" alt="Intrecci al Florian. Vetri veneziani di Daniela Zentilin e Stefano Zennaro" /><br />
[ <a href="http://www.idranet.it/gallery.php?ima=intrecci_al_florian_&#038;an=a&#038;id=1007&#038;num=3&#038;this=1&#038;m=1&#038;comment=Intrecci+al+Florian.+Vetri+veneziani+di+Daniela+Zentilin+e+Stefano+Zennaro">3 immagini</a> ] </p>
<p>Musica e arte sono da sempre di casa al <a href="http://www.caffeflorian.com">Caffè Florian</a>, storico locale veneziano che, in quasi tre secoli, ha visto passare nelle sue magnifiche sale intellettuali, artisti e personaggi che hanno fatto la storia della cultura italiana. Fu qui che, nel 1893, nacque l’idea di un’esposizione internazionale di arte contemporanea, quella che diede vita, due anni dopo, alla Biennale di Arti Visive. Ed è qui che l’arte contemporanea continua ad essere ospite gradita con numerose iniziative – celebri ormai Temporanea, che si tiene in concomitanza con la Biennale, e Unica, aperta ai giovani artisti – come quella che prosegue fino al 3 maggio, dedicata a due artisti del vetro, Daniela Zentilin e Stefano Zennaro.</p>
<p><span id="more-1007"></span></p>
<p>«Ancora una volta le sale del Caffè Florian ospitano l&#8217;arte vetraria. Oggi, dopo artisti del vetro come Ohira, Marquis, Rosin, Bianchin, Burato, Zinsky, Nordio e Rubino per citarne solo alcuni, è il turno di una coppia nell&#8217;arte e nella vita: Daniela Zentilin e Stefano Zennaro.</p>
<p>Le opere esposte sono frutto di una lunga ricerca nel campo del vetro artistico. A differenza di molti artisti che si affidano per l&#8217;esecuzione all&#8217;abilità di maestri vetrai, Zentilin e Zennaro realizzano personalmente i loro lavori con una perizia tecnica ed una conoscenza dei materiali invidiabile in linea con la più antica tradizione muranese. Le loro opere vengono create nella piccola fornace di San Pietro di Castello dove, nonostante la globalizzazione sfrenata, il tempo sembra essersi fermato.</p>
<p>Dopo il successo ottenuto con &#8220;Semi di Fuoco &#8211; Sulle tracce di Prometeo&#8221;, performance realizzata al Teatro Comunale di Schio dove hanno esposto un&#8217;installazione composta da più 150 pezzi in vetro soffiato, i due artisti hanno creato per il Florian una notevole opera collocata sulla parete di fondo della sala delle Stagioni; una sorta di quadro-scultura all&#8217;interno del quale gli oggetti-vetro sembrano fluttuare nello spazio. L&#8217;antica tecnica della filigrana, elaborata in modo particolare, permette di ottenere reticoli, intrecci ed accostamenti cromatici che suggeriscono il concetto di movimento. Questi &#8220;Intrecci&#8221; continuano poi nella sala Liberty dove due colonne &#8220;senza fine&#8221; di vetro trasparente, frutto di arte e design, evidenziano la ricerca avanzata, anche dal punto di vista tecnico, della coppia Zentilin &#8211; Zennaro.</p>
<p>Negli ultimi anni la loro creatività si è spostata dall&#8217;oggetto d&#8217;uso di design alla creazione di pezzi unici, con particolare attenzione alla sperimentazione, sempre però legata ai ritmi lavorativi del passato e alle tecniche antiche connesse  indissolubilmente alla tradizione del vetro di Murano. Tutto questo dimostra ancora una volta che il Caffè Florian, come sottolinea spesso Daniela Vedaldi, ha un cordone ombelicale che lo lega alla Città e alle sue tradizioni: in tempi di falsi vetri orientali spacciati per Veneziani doc ecco il lavoro di due artisti i quali  hanno costruito la loro vita sulla ricerca legata alla tradizione del vetro di Murano. La mostra, curata da Stefano Stipitivich, corredata da un esauriente catalogo, è visitabile in orario di apertura del Caffè e rimarrà aperta fino al 3 maggio.»</p>
<p>DANIELA ZENTILIN<br />
Nasce nel 1959 a Bologna e vive a Venezia dal 1986. È diplomata al Liceo Artistico di Valdagno (VI) e laureata in Architettura allo IUAV di Venezia.<br />
Dal 1988 è Art Director della fornace Orlando e Stefano Zennaro di Venezia. Nel 1998 apre una galleria &#8211; atelier “BELUS” a Venezia (vicino al museo Guggenheim) dove espone oggetti in serie limitata e pezzi unici, suoi e dei Zennaro. Negli ultimi anni propone anche gioielli interamente da lei realizzati, in argento, vetro, seta e pietre dure.</p>
<p>STEFANO ZENNARO<br />
Nasce nel 1961 a Venezia dove vive e lavora. A metà degli anni 80 inizia a lavorare in fornace come assistente del padre Orlando Maestro Vetraio. Insieme decidono di impiegare per la produzione dei loro oggetti soffiati prevalentemente la tecnica della filigrana in uso a Venezia fin dal Rinascimento. A metà degli anni &#8217;90 diventa indipendente nella lavorazione a “scagno” ovvero Maestro Vetraio in grado di portare a compimento la lavorazione omogenea del pezzo da creare. Inizia così a sperimentare nuovi intrecci ed accostamenti di colori ed a realizzare, con la moglie Daniela, opere uniche e a numerazione limitata.</p>
<p><strong>Intrecci al Florian</strong><br />
<strong>Vetri veneziani di Daniela Zentilin e Stefano Zennaro</strong><br />
<strong> 26 marzo – 3 maggio 2009</strong><br />
<a href="http://www.caffeflorian.com">Caffè Florian</a><br />
piazza San Marco &#8211; Venezia</p>
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