IdranetLibriNovecentoRomanzi

Libri: “La figlia dell’aggiustaossa” di Amy Tan

Dalla Cina arcaica dei paesini di montagna alle sirene antinebbia della San Francisco contemporanea si snoda l’epopea della famiglia di Ruth Young, di sua madre e di sua nonna: una donna scava alla ricerca del proprio passato fra ricordi e segreti sepolti.

Ruth Young è una donna americana, editor (o ghostwriter) di successo che per ricordarsi le cose assegna ogni impegno a un dito: mai più di dieci, quindi, e contandoli all’occidentale, aprendo la mano dal pollice al mignolo. Sua madre le ha insegnato a ricordare le cose in questo modo, ma non ha mai smesso di contare alla cinese, chiudendo le dita dal mignolo al pollice, così come non ha mai imparato davvero l’inglese e non si è mai inserita nella San Francisco in cui, fortunosamente, si è trovata a vivere.

LuLing è una profuga cinese e sua figlia crede di sapere tutto di lei, il loro rapporto burrascoso è composto di ferite reciproche e testimonianze di fiducia. Improvvisamente però LuLing comincia a comportarsi in maniera strana (più strana del solito) e Ruth si rende conto che sta invecchiando, sta dimenticando, sta disimparando a mentire.

“Queste sono le cose che so essere vere” è la frase che apre il romanzo, ma sono anche le cose che LuLing non vuole dimenticare e affida alla scrittura: il suo passato burrascoso di donna forte, una madre dura e la sua Preziosa Zietta, una nutrice tanto affezionata da uccidersi per lei.

Alla vita di Ruth quindi si sovrappone il racconto della lunghissima vita di LuLing bambina, dei segreti e del mondo arcaico e affascinante della sua famiglia. Due ambienti in un contrasto irrisolto, compresenti nella figura ormai straniata e sorridente di LuLing.

Dalla fiaba alla realtà il passo è breve: una generazione o due; è come arrivare, stremati, dalla provincia di Pechino ai sobborghi di San Francisco.

Amy Tan

La figlia dell’aggiustaossa

Feltrinelli, 2002

Lascia un commento