LibriRecensioni

Libri: Stabat Mater, di Tiziano Scarpa

stabat_mater

Dopo Occhi sulla graticola e Groppi d’amore nella scuraglia Tiziano Scarpa ci stupisce con un altro cambio di indirizzo: Stabat Mater, premiato dalla critica con il Premio Strega 2009.

Stabat mater è una storia delicata e lineare che intreccia molti temi diversi: la nascita, la maternità, la musica, il rapporto inquieto fra un maestro e la sua allieva più brillante.
Un romanzo dai colori scuri, dall’atmosfera sospesa e liquida che evoca solo indirettamente la Venezia in cui è ambientato.
L’ambiente chiuso dell’orfanotrofio in cui vive la protagonista, Cecilia, è buio, desolato ma si colora pian piano della musica innovativa di Don Antonio, Vivaldi, il secondo polo della narrazione.
Il romanzo nasce, come Scarpa stesso ci racconta alla fine del libro, dal suo precoce amore per la musica di Vivaldi e da un legame personale con l’Ospedale della pietà in cui vive Cecilia: diventato il reparto di maternità dell’Ospedale Civile di Venezia è il luogo in cui l’autore è nato.
Il legame fra la propria nascita e quella delle ospiti dell’orfanotrofio insieme alla suggestione della musica di Vivaldi, che lì lavorò fra il 1703 e il 1740, hanno dato lo spunto per raccontare questa storia, che sorvola il settecento veneziano consapevolmente incurante della cronologia.
Nonostante le contestazioni e le polemiche che hanno seguito il conferimento del premio Strega, Stabat mater è un libro godibile, interessante: Tiziano Scarpa mescola con la consueta leggerezza temi diversi e articola una storia affascinante ma forse un po’ troppo adolescenziale, con un finale, purtroppo, non proprio sorprendente.

Tiziano Scarpa
Stabat mater
Einaudi, 2008

Un pensiero su “Libri: Stabat Mater, di Tiziano Scarpa

  • Chiunque fosse interessato ad avere maggiori informazioni sul fondo musicale contenente i manoscritti con le musiche scritte per le “putte” dell’Ospedale della Pietà di Venezia può cliccare al seguente indirizzo:
    http://fondocorrer.wordpress.com/
    cordiali saluti

Lascia un commento