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Visto per voi: “Un giorno questo dolore ti sarà utile”

Un giorno questo dolore ti sarà utile

titolo originale: Someday This Pain Will Be Useful to You

drammatico

durata 98 min.

USA-Italia, 2011

01 Distribution

di Roberto Faenza

con Toby Regbo, Marcia Gay Harden, Peter Gallagher, Lucy Liu, Aubrey Plaza

E’ ormai nelle sale da qualche giorno l’ultimo film di Roberta Faenza, Un giorno questo dolore ti sarà utile. Finalmente l’abbiamo visto per voi.

La trama è già stata raccontata. In breve: le vicissitudini del giovane James Sveck nel suo percorso verso l’età adulta e la costruzione dell’identità personale. Circondato da famigliari improbabili, James sembra trovare comprensione solo nel cane Mirò, nella vecchia nonna un po’ pazzerella, nell’amico omosessuale. E i confini tra normale-anormale, socialmente accettabile-“sfigato” conclamato si fanno sempre più labili e si invertono pian piano, anche grazie all’aiuto della brava Lucy Liu, nei panni di un’atipica life-coach che aiuta James a fare pace con se stesso.

A prescindere dalla trama, che si deve interamente al romanzo omonimo di Peter Cameron, è degna di nota la trasposizione di Faenza di questo bel esemplare di letteratura statunitense: la versione cinematografica, pur venendo effettuata da un regista tutto italiano, si mantiene fedele al libro e ripropone le atmosfere metropolitane dell’America contemporanea. Setting, inquadrature, costumi, perfino i dialoghi sono modellati sullo stile USA, tanto che si perde definitivamente il senso di film made in Italy. A confermare questa sensazione, la colonna sonora, che è già un cult: Elisa con la sua Love is requited (singolo pubblicato a fine 2011, in concomitanza con l’uscita americana del film) si è già imposta come successo di vendite. Oltre a questo, sono altri cinque i brani eseguiti da Elisa (con testi di Michele Von Buren e inclusi nella raccolta Steppin’ on Water), mentre una canzone è scritta e interpretata dalla cantautrice americana Kathryn Gallagher, figlia di uno dei protagonisti del film, Peter, già noto per American Beauty o, per i più giovani, per aver interpretato il ricco avvocato Sandy Cohen del telefilm The O.C.

Il film è nel complesso molto gradevole, buono. Le atmosfere oniriche del libro vengono rispettate, rese solo, forse, un po’ più dure, quasi aspre. Scarni i dialoghi, come avulsi dal mondo gli interpreti. Anche i costumi e le ambientazioni concorrono a riprodurre questo effetto straniante e forte di “normalità”, di spasmodica ricerca di accettazione sociale, fino a scadere nell’inevitabile grottesco. Particolare la scelta del protagonista, biondino dal viso d’angelo, un po’ bello e maledetto, che veste alla moda del momento (look indie, con pantaloni alla caviglia e mocassino trendy), che forse non era proprio adatto a vestire i panni di un adolescente disadattato. A parte questo, ottimo film per un ottimo romanzo, di quelli che ancora fanno fermare a riflettere.

Buon film, che unisce il cinema nostrano e quello USA. Per la serie: non solo Muccino.

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