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J. Edgar: l’ultimo secolo di storia americana raccontato dalla pellicola di Eastwood

J. Edgar

biografico

durata 137 min.

USA 2011

Warner Bros

di Clint Eastwood

con Leonardo DiCaprioNaomi WattsArmie HammerJosh LucasJudi Dench

Nelle sale italiane (4 gennaio) l’ultimo attesissimo film di Clint Eastwood che racconta la storia di John Edgar Hoover, l’uomo che per oltre mezzo secolo (1924-72) è stato alla guida del Federal Buro of Investigation degli Stati Uniti, ha visto avvicendarsi ben otto presidenti e ha vissuto a fianco delle maggiori personalità del XX secolo.Un figura alquanto controversa e con qualche scheletro nell’armadio quella di J. Edgar, l’uomo che ha cambiato la storia dell’FBI e degli Stati Uniti: grazie alla sua determinazione e alle sue abilità, è riuscito a fare dell’FBI un’istituzione svincolata dalla politica e degna di rispetto, fornita delle migliori tecnologie e delle migliori menti del paese. J. Edgar, uomo complicato, introverso, legato morbosamente ad una madre dispotica e autoritaria, un uomo di altri tempi, nato in quei magici anni ’20 americani e ancora legato a molti clichées razziali e politici (la rivoluzione di Martin Luther King doveva ancora compiersi, lo spettro del comunismo e della Guerra Fredda erano ancora dietro l’angolo): questo è l’uomo che ci rappresenta Clint Eastwood, un timido, balbuziente giovane uomo che, con una determinazione cieca e quasi fanatica e con una passione spasmodica per il suo lavoro riesce nell’ascesa verso le alte sfere, fino a diventare l’uomo che tiene le redini di tutto il paese e controlla i complotti nazionali e internazionali, si insinua dentro la Casa Bianca, dentro ai movimenti politici, dentro le case degli americani, attraverso la creazione del consenso per il suo FBI, l’organo capace di salvare il paese dalle svariate minacce alla sicurezza civile. L’uomo raccontato nel film pecca di saccenteria, di rigore morale, di disciplina, ma è anche l’uomo che soffre per il suo essere “diverso”, “spiccio” (come lo chiamano in modo canzonatorio i colleghi per schernire la sua balbuzie), senza amici, senza famiglia, senza “una donna che gli scaldi il letto”(nel film Eastwood allude ad una relazione omosessuale con il suo braccio destro, Clide Tolson, nella realtà non confermata). E’ un uomo che sacrifica la sua vita privata all’ideale e all’ossessione per la sicurezza nazionale, e all’ambizione di ascesa privata. J. Edgar è un personaggio ambiguo, che non guarda in faccia a nessuno per raggiungere i suoi scopi, che non cede la sua posizione di privilegiato e pur di non lasciare l’ufficio di cui è a capo si sottopone a serrate cure mediche. J. Edgar, pur di dare lustro all’FBI e al suo decennale lavoro, detta una biografia autorizzata, in cui esalta le imprese di un capo che, nella realtà, non ha mai condotto di persona nemmeno un arresto. Nonostante ciò, J. Edgar passerà alla storia come il salvatore della patria, l’uomo che ha salvato l’America e il mondo intero dalla minaccia del bolscevismo, delle bombe, dei gangster, dei rapitori di bambini. J. Edgar auto-assurge a protettore della sicurezza nazionale.

Al triangolo dei personaggi principali J. Edgar, Clide Tolson, Hellen Gandy, rappresentati da Di Caprio, Armie Hammer, Naomi Watts, tutti bravissimi (soprattutto Di Caprio, nei panni sia di un inesperto ventenneMr. Hoover, sia di un vecchio ormai in declino), fa da contraltare la brillante interpretazione di Judi Dench, nei panni della decisa ed intransigente ca madre di J. edgar.

Ormai ripetutamente attestata, la fama di brillante regista di Eastwood viene sicuramente confermata da questa sua ultima fatica, in cui ad essere rappresentata è la storia di un America sconosciuta, o meglio ad essere sconosciuta è la prospettiva che il regista adotta: bando al sogno americano, bando al paese delle meraviglie, Clint Eastwood racconta la storia di un paese che ha paura, che arranca, che, in nome di un ideale di sicurezza e pace superiore, è costretto ad usare mezzi al limite della legalità e della correttezza.

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