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Narrativa

Collodoro, di Salvatore Niffoi

Antoni Samentu è conosciuto da tutti con il soprannome di “Collodoro”. Se lo era procurato a causa di una cicatrice intorno alla gola. Era il segno del fulmine che lo aveva colpito durante un temporale mentre si trovava al santuario della Madonna di Gonare, presso la quale si era recato a chiedere la grazia di trovare un marito alla figlia e di far tornare in salute la moglie.

Ma da quel giorno Antoni non solo aveva al posto della catenina del battesimo il segno del fulmine, ma poteva conoscere i pensieri di chi aveva intorno, leggerne l’anima e conoscerne i peccati.
E fra tutti i pecatori sarà don Basiliu, parroco del paese, a stupirlo più di tutti. Nella sua infinita bassezza non esiterà a barattare il benessere delle anime di Oropische con una bella somma di denaro.
Ma gli abitanti decidono di non rimanere a guardare, e ben presto la battaglia per difendere il proprio paese e per non vederlo trasformato in una “pattumiera” esplode, trascinando con sè uomini, donne e bambini.

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